Lo scettico non sempre approfondisce; il complottista spesso esagera. COME FARE? SCIENZA, INFORMAZIONE, MISTERO, UFO, PARANORMALE, FENOMENI SCONOSCIUTI, scie chimiche, archeologia e tutte LE MISTERIOSE CONTRADDIZIONI di questo mondo. Ricerco al fine di offrire un'informazione seria e verificata il più possibile, su ciò che la scienza ancora non vuole o non riesce a comprendere completamente. Ovviamente è il mio punto di vista, e mi aspetto che tu dica la tua. BENVENUTO
20/09/11
MISTERO DI ITALIA UNO E IL SUPER FALSO UFO SPAGNOLO CHE SI TUFFA IN MARE
Ed eccoci di nuovo qui. Giuro che detesto bacchettare il prossimo, specialmente quando già è di per sè in condizioni misere, ma con questa chicca la trasmissione Mistero di domenica scorsa ha toccato davvero il fondo. Trattasi del video dell'ufo spagnolo che si tuffa in mare davanti alla barca dei pescatori. Ebbene, a suo tempo, perchè tra l'altro è un video di più di un anno fa, poco tempo dopo la sua comparsa sul web, era stato pubblicato un fimato in cui si mostrava il making of, dimostrando che si trattava evidentemente di un falso. Non per vantarmi ma io l'avevo capito subito, e come me presumo tutti coloro s'intendono un po' della questione ufo e abbiano visto centinaia di filmati, distinguendo ormai a naso quelli che possono essere fake, da quelli davvero interessanti. Come al solito purtroppo Mistero ha preferito ingannare i propri telespettatori, senza verificare, come nel caso del filmato degli ufo londinesi della settimana prima, altro fake grossolano e conclamato. Oppure, ben più colpevolemente, pur sapendo che si trattasse di un falso noto, lo stesso lo hanno propinato per far godere i propri fan meno informati, o meno critici, che ad un certo livello si bevono di tutto, evidentemente. Gli aggettivi si sprecherebbero: da incompetenti, dilettanti, non professionali, truffatori, inadeguati, e tutto ciò che vi viene in mente dopo aver visto il video qui sopra postato. Ma la cosa pessima è che pretendono di essere una trasmissione di informazione, e hanno pure tutti i mezzi per farlo, e gli "esperti" presunti come Pablo Ayo, che dovrebbero avere almeno quel minimo di bagaglio tecnico e nozionistico per non cadere in queste figure da buffoni. Vergogna, con questo hanno passato il limite: zero credibilità, zero utilità, molta molta incompetenza: CAMBIATE MESTIERE!!
16/09/11
NON SOLO NAZCA: (RI)TROVATI COL SATELLITE MIGLIAIA DI GEOGLIFI IN MEDIO ORIENTE
Per accorgersi dell'esistenza della maggior parte dei geoglifi, l'umanità ha dovuto attendere di poter volare. Infatti, a parte quei pochi disegni terrestri noti da sempre, come ad esempio quelli nel sud dell'Inghilterra, pochi sanno che la prima volta che qualcuno potè vedere e far sapere al mondo delle "linee di Nazca" fu solo nel 1927 grazie al pilota RAF Percy Maitland, che volandoci sopra per caso scoprì con grande sorpresa i più famosi geoglifi del pianeta. In questi ultimissimi anni, anche grazie al numero crescente di satelliti in orbita intorno alla Terra, alla loro potenza di scannerizzazione, e all'utilizzo praticamente domestico con cui si può accedere ad essi, moltissime anomalie del suolo terrestre stanno saltando fuori un po' da tutto il mondo: in genere questo accade in seguito a studi e progetti di gruppi di ricerca archeologica e scientifica, ma come è successo recentemente capita talvolta che ad individuare resti di antichi insediamenti sconosciuti siano semplici appassionati intenti a scrutare il globo con Google Earth. In un modo o nell'altro si è scoperto che l'arte di comporre geoglifi che sembrava un' eccentrica anomalia tipica di alcune culture antiche come ad esempio quella Nazca, fu in realtà un'usanza piuttosto diffusa, visto che ormai se ne contano diversi un po' dappertutto sul nostro pianeta. Gli ultimi in ordine di tempo sono stati individuati in alcunie zone desertiche del Medio Oriente, più precisamente in Giordania, Libia, Egitto e Arabia Saudita, ma come detto, se ne trovano praticamente in ogni continente, soprattutto in zone molto aride in cui il clima ha potuto risparmiarne le fattezze. In questo caso però non si tratta di qualche linea creata qui e là, ma come sostiene il prof. David Kennedy, docente di storia classica e antica all'University of Western Australia, nel solo Medio Oriente ci sono migliaia di questi "disegni", più o meno complessi, i cui particolari usciranno a breve in un suo articolo che sarà pubblicato sulla rivista "Journal Of Arechaelocigal Science".
Differentemente da quelli peruviani che sono praticamente delle linee tracciate spostando la sabbia desertica ed esponendo il suolo più chiaro, i geoglifi mediorientali sono stati creati con delle pietre, ed inolte secondo il prof. Kennedy, nella sola Giordania quest'ultimi sarebbero molto più estesi, in maggior numero di quelli già numerosi di Nazca, e molto più antichi. Le forme come in tutto il mondo ricalcano figure di animali, simboli e strutture geometriche di vario tipo, mentre le più tipiche sembrano descrivere delle "ruote", ovvero degli strani cerchi con talvolta dei raggi che si dipartono dal centro, in cui i più immaginifici potranno certamente vedere delle similitudini con le raffigurazioni classiche dell'iconografia ufologica. Le varie tribù nomadi che da secoli solcano le piste desertiche che attraversano questi geoglifi li chiamano "i lavori degli uomini antichi": purtroppo il passaggio delle carovane ha certamente stravolto, almeno in parte i disegni originali che i loro avi avevano avuto la cura di immortalare sulla pelle ruvida del pianeta.
In generale questo genere arte antichissima, a differenza di tutte le altre testimonianze figurative dei nostri progenitori, ha in sè qualcosa di profondamente atipico e misterioso: innanzi tutto è scontato che per godere della visione ottimale di tali raffigurazioni bisogna guardarle dell'alto, ma questi sono per lo più stati fatti in luoghi desertici, dove non esistono alture, e in periodi in cui l'uomo non era neanche lontanamente in grado di vincere la forza di gravità e volare. Perchè quindi darsi tanta pena per realizzare complesse e intricate linee, disegnando diversi soggetti emblematici, per non poterne mai apprezzare il risultato? Se non per gli occhi degli uomini, per chi sono stati realizzati? Inoltre tali raffigurazioni non hanno nessun riferimento preciso a funzioni religiose note, rituali particolari, allineamenti astronomici, o ad altro scopo evidente per il quale essere realizzate, e nessuno è ancora riuscito a comprenderne il senso o la necessità. Benchè negli anni, soprattutto in riferimento a Nazca, siano fiorite numerose ipotesi per spiegare il moltiplicarsi di tali creazioni, i risultati di tali interpretazioni risultano piuttosto aleatorie, se non del tutto ridicole, prescindendo in modo macroscopico dal bilanciare tanto lavoro di realizzazione e progettazione, con il beneficio ottenibile. Infatti le tesi più in voga attualmente propugnate da insigni archeologi specialisti, vanno dai percorsi rituali, alle indicazioni per trovare corsi d'acqua sotterranei, a cerimoniali non ben identificati. Oltre a queste ne esistono di ben più strampalate, le quali benchè ugualmente non provabili, nascono in genere da studiosi del paranormale e dell'ufologia da baraccone: la teoria più famosa e condivisa in questi ambienti è certamente quella che vede nelle linee, indicazioni "stradali se non vere e proprie piste d'atterraggio per gli extraterrestri. Tutto questo fiorire di idee bizzarre nasce però dal fatto che effettivamente si è ben lontani da trovare una spiegazione razionale valida e soddisfacente, e nessuno è ancora riuscito ad intuire e a spiegare i significati autentici e la proliferazione di tanti geoglifi in giro per il mondo. Dunque c'è stato un periodo nel passato dell'uomo in cui per qualche motivo diverse popolazioni, autonomamente sentirono la necessità di adoprarsi per tracciare numerose e complicate raffigurazioni, abbastanza grandi e nella giusta traiettoria affinche potessero essere osservate dall'alto, e da distante. In alternativa alle ipotesi meno razionali resta da capire dunque come mai il fenomeno racchiuda in sè per lo meno una tale valenza archetipica, visto che antiche culture le più disparate, da tutte le parti del globo, anche se impossibilitate nella reciproca conoscenza, e quindi nell'imitarsi a vicenda, abbiano sentito la necessita di raffigurare forme gigantesche sulla crosta terrestre. Certo è che non è facile riuscire a comprendere nelle attuali teorie storiche una coicidenza del genere; come per le piramidi lo sarebbe solo ammettendo l'impossibile, riscrivendo da principio la possibilità di contatto tra i vari continenti, e di conseguenza dello sviluppo tecnologico raggiunto dagli antichi, rivalutando per sempre le capacità, gli usi e i costumi di popolazioni intese oggi ancora come primitive. Un gran colpo di fortuna sarebbe quello di trovare una sorta di "stele di Rosetta", un qualcosa che ci permetta di entrare nella mente dei nostri progenitori e penetrarne i segreti, rivoluzionando il nostro sguardo sulle loro capacità dipanandoi tanti misteri che attualmente non siamo in grado di risolvere.
Di contro in realtà è possibile che sia tutto molto più semplice di quanto crediamo, ed è solamente colpa nostra che abbiamo perso il contatto concettuale con questi popoli; la nostra civiltà ha dimenticato tutto a causa di un percorso che negli ultimi due secoli ha compiuto sì un salto tecnologico-culturale equiparabile a millenni di sviluppo, ma ha altresì separato irrimediabilmente il nostro sentire da quello degli antichi. Questa è certamente una spiegazione possibile, ma comunque sempre parziale: siamo tanto intelligenti e consapevoli, ma non riusciamo a comprendere qualcosa che a nostro confronto dovrebbe essere intuitivamente semplice, primitivo. Per come ci è dato di conoscere, la storia si è svolta in un certo modo, ed è comodo per tutti cercare di confermarne le tesi, perpetuando lo stereotipo dell'antico inferiore; in realtà non passa giorno che un'anomalia storica si affacci sulla scena, e quando si tratta di un oggetto piccolo e occultabile lo si nasconde nelle segrete dei musei a prendere la polvere, cercando di dimenticarne l'esistenza; ma quando si devono affrontare invece antichissimi templi mastodontici o enormi geoglifi su chilometri quadrati di deserto, allora lì gli storici e gli archeologi famosi scrivono articoli pomposi, stupendosi e domandandosi cosa volessero comunicarci questi incredibili popoli antichi, sempre più capaci di quanto si credesse. Tutto questo però avanzando ipotesi pedanti, contorte purchè innocue, sempre in linea con gli stereotipi classici, tanto da non minacciare lo status quo. Per la nostra storia la posizione dominante della cultura contemporanea e la sua superiore visione delle cose è incontrovertibile, pena l'emarginazione, inderogabilmente ed orgogliosamente intesa come il sacrale culmine splendente del progresso evolutivo dell'uomo.
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15/09/11
30/08/11
COME SI SCRIVE UN RAPPORTO SU UN AVVISTAMENTO UFOLOGICO: IL CASO DI SAN ROCCO DI BERNEZZO
Essendo socio del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), resomi disponibile per approfondire un caso di avvistamento ufologico avvenuto nella mia zona, ho avuto l'occasione per indagare, intervistare il testimone e redarre un rapporto formale da consegnare agli archivi.
Per quanto non si tratti di un fatto epocale il caso su cui ho investigato è certamente interessante, così come lo è stato cimentarmi in questa esperienza, utile anche solo per mettere in paratica tanti anni di studio e per conseguire una certa dimestichezza nel rapportarmi nel modo più corretto nei confronti di un testimone di un oggetto volante non identificato. In effetti esiste un manuale destinato agli inquirenti nelle cui pagine si trovano nel dettaglio tutti gli accorgimenti indispensabili per effettuare l'indagine nel suo complesso: a parte tutti gli aspetti tecnici, ci sono ampi suggerimenti su come svolgere l'intervista al testimone, sull'atteggiamento da tenersi nei suoi confronti, le domande e le tecniche essenziali per ottenere l'insieme dei dati importanti al fine di riuscire a rendere un'idea, la più verosimile possibile, della realtà dei fatti avvenuti. Inoltre nel “Manuale di Metodologia di Indagine Ufologica” fornitomi dal CISU (Edizioni UPIAR, curato nella sua ultima edizione del 2010 da Edoardo Russo, attuale direttore del centro) ci sono tutte le istruzioni per compilare un rapporto d'indagine, strumento indispensabile per permettere a terzi di cogliere tutte le sfumature dei dettagli relativi all'avvistamento e al testimone, al fine di comprendere nel modo migliore possibile l'evento nel suo complesso. Per questo ogni aspetto del rapporto deve essere curato con la massima precisione e con assoluta fedeltà, riportando ad esempio esattamente le parole dell'intervistato anche qualora risultino grammaticamente scorrette, senza ritoccare o aggiungere nulla di proprio, se non nelle considerazioni personali e nel riepilogo definitivo dei fatti. L'intervista, ovvero il cuore del lavoro, è certamente la parte più difficile: fare domande senza influenzare il testimone, ma ottenendo il massimo del realismo possibile, è un arte; bisogna operare una maieutica tutta particolare per la quale ci vuole notevole esperienza ed un talento specifico. Da questo dipende gran parte della bontà del risultato di un'indagine.
In sostanza anche se il rapporto è un approfondimento necessario, utilissimo per valutare con una certa completezza la portata di un avvistamento ufologico, purtroppo non sempre viene effettuato: questo succede per diversi motivi, non non ultimo la ritrosia di alcuni testimoni ad essere intervistati. Infatti il minimo inidspensabile viene rappresentato dal questionario base, uno standard disponibile su tutti i siti on line dei centri ufologici più importanti, nel quale colui che segnala un'avvistamento può, grazie ad alcune domande fondamentali, ricreare un idea approssimativa di ciò che ha visto senza dover sostenere l'"esame" di un inquirente. Ovviamente si tratta spesso di domade un po' forzate e prive della possibilità di approfondimento, quindi molto spesso risulta fondamentale procedere con un'intervista, affinchè il testimone possa esprimere con parole sue le specificità e le caratteristiche particolari della situazione vissuta. Infatti capita spesso che alcuni dettagli, come ad esmpio i colori o la forma di un ufo siano piuttosto complicati da descrivere sommariamente, senza giri di paole che permettano una comunicazione più esaustiva, cosa che risulta sovente impossibile da espletare in un questionario prestampato. E' appunto per questo che si procede con un'intervista approfondita, la quale tra l'altro non di rado si è dimostrata decisiva per individuare eventuali truffe e mistificazioni, o più semplicemente per stabilire l'effettiva natura prosaica e identificabile di quello che all'inizio sembrava essere un oggetto anomalo e misterioso.
Veniamo al caso in questione: l'avvistamento è avvenuto a San Rocco di Bernezzo, a pochi chilometri da Cuneo, in data 22/07/2010 alle ore 22,04 da parte del sig. xxxx. e parzialmente da sua moglie xxxx, mentre erano nel giardino dell'abitazione dei genitori di quest'ultima. Il testimone avvertito dalla sua compagna vede per qualche secondo un'intensa luce sferica incandescente muoversi nel cielo 500-700 metri davanti a sé, grande più di un elicottero, la quale dopo alcune variazioni di intensità luminosa, nell'allontanarsi linearmente a velocità sostenuta, si spegne di colpo e rivela le fattezze apparenti di un velivolo a forma di “V”, o a boomerang. Il testimone perde di vista l'oggetto quando questo, dopo un paio di minuti di volo lineare, allontanandosi si confonde all'orizzonte in un blocco nuvoloso scuro.
Il rapporto consta di una ventina di pagine, nelle quali potrete leggere tutto ciò che c'è da sapere su questo caso e rendervi conto di come si trascrive un'indagine: per gli appassionati (oltre a consigliare di procurarsi il “Manuale di Metodologia di Indagine Ufologica”) questa è un'occasione di conoscere il lavoro standard di un ufologo.
Qui potrete leggerre e scaricare il testo completo del rapporto
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25/08/11
LO STRANO "CERCHIO" NELLA SABBIA DELLO XINING, CINA
E' davvero maestoso con i suoi 1,5/2 chilometri di diametro, molto strano per il posto in cui è stato rinvenuto, e altamente complesso per la precisione con cui è stato fatto. Un bel mistero fino a quando qualcuno non se ne verrà fuori attribuendosene la paternità, magari qualche grafico cinese con il gusto per l' "ufo-viral", tanto di moda ultimamente. Ma se così non fosse? Se non si trovassero gli artisti di questo bellissimo disegno assolutamente perfetto? Ricordiamoci che è sabbia, non grano: qui gli assi non servono; c'è stato bisogno di qualcosa che grattasse la superficie secchissima e compatta del deserto salino, senza lasciare la minima crepa.
Poi in Cina, posto non certo famoso per cose come i crop circle, e per di più in una zona che non si può certo definire di forte passaggio. Per ora nessun aggiornamento ha spiegato la strana apparizione, e dopo 11 giorni dalla scoperta nessun artista si è fregiato di tale capolavoro: forse per paura dell'eventuale punizione? Per adesso i complimenti sono d'obbligo, chiunque sia l'artista in questione.
AGGIORNAMENTO
Come suggerito da più fonti, ed in fine il video, trattasi della pubblicità di una nota casa automobilistica. Non ci sbagliavamo sull'ufo-viral marketing, ma la cosa non fa altro che confermarne l'attualità, come se ormai non ci fosse più nulla di strano.
02/08/11
A PRESTO
No, niente vacanze.. anzi.. ma lo stesso, ancora per qualche giorno non compariranno articoli su Insolitanotizia, causa espletamento di affari e occupazioni che da troppo tempo rimando. A prestissimo quindi, tempo qualche giorno.. intanto nelle lunghe e noiose giornate estive, per voi che potete godere del privilegio di una meritata vacanza, ci sono più di 200 articoli nell'archivio.. che non sia mai che ve ne siate perso qualcuno..
16/07/11
SCIENZA E TRASCENDENZA. LA VISIONE DI NICOLO' DALLAPORTA E IL CICAP
Per chi non lo conoscesse, gli basti sapere che Dallaporta è definito talvolta, secondo quelle classiche didascalie generalizzanti e riassuntive utili ad introdurre un personaggio, come "uno dei padri dell'astrofisica italiana". Stranamente però, pur essendo uno scienziato di tutto rispetto e conosciutissimo nell'ambiente, non troverete una pagina su Wikipedia in cui compaia la sua biografia o le sue opere, e nel web in generale non vi sarà facile informarvi sul suo personaggio, pur essendo stato uno dei protagonisti della storia della fisica italiana dal dopoguerra ad oggi. Questo soprattutto poichè egli non si ridusse a fare il suo mestiere come la maggior parte dei suoi pari, occupandosi esclusivamente di scienza razionale, ma ebbe il coraggio di esprimere posizioni non convenzionali e di ricercare e dibattere in ambiti filosofici irrazionali. Sono pochi gli scienziati che intraprendono un percorso che partendo dal regno dei fenomeni fisici sfocia direttamente nella metafisica, e ancor di meno quelli che come lui, ribellandosi in parte alla visione rigida e onnipotente della comunità scientifica, hanno avuto il coraggio di ammettere i limiti della scienza contemporanea e di renderli evidenti, soprattutto nel momento in cui si essa si occupi di fenomeni metafisici e si arroghi il diritto di sancirne l'in-esistenza; in genere sono cose che in ambito accademico non vengono perdonate, e che solo i grandi si possono permettere, ma mai senza conseguenze; oggi il nome di i Dallaporta è caduto nell'oblio del grande pubblico, senza che nessuno ne celebri più la carriera, come invece succede per personaggi analoghi, dalla portata uguale quando non inferiore, ma più "epolitically correct" o "simpatici", più adatti per tirarne sù una fiction in 3 puntate.
In breve una sua biografia (da http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8815):
Nato nel 1910, morto nel 2003, "uno dei massimi fisici italiani, colui che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell'Istituto di Fisica di Padova ed, in generale, della Fisica italiana del dopoguerra. Ha insegnato per oltre quarant'anni Fisica teorica e Astrofisica presso l'Università di Padova.
È membro di varie, prestigiose Accademie, tra cui l'Accademia Pontificia delle Scienze e quella Patavina della città di Padova. Insignito del Premio nazionale per la Fisica dal Presidente della Repubblica, ha ricevuto nel 1998 il Diploma di Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Scienza e della Cultura offerto ancora dal Presidente della Repubblica.
Ecco dunque l'originale intervento di Nicolò Dallaporta al I Congresso Nazionale del CICAP, Padova, maggio 1991.
«Secondo tutte le dottrine tradizionali, quelle cioè fondate sulle Verità metafisiche che sono alla base di tutte le grandi tradizioni e religioni, quali l’Induismo, la Tradizione estremo-orientale, il Cristianesimo, l’Islam ed altre, il Principio Supremo, dal quale ogni cosa dipende, nel dare origine a tutto il cosmo manifestato, comincia col polarizzarsi in una suprema dualità, detta “ousia” ed “ule” da Aristotele, e tradotta come “forma” e “materia” dagli Scolastici. La “materia”, che non è quella solita della fisica, è un substrato universale, in sé non manifestato, interamente passivo, sul quale agisce l’aspetto attivo del Supremo Principio tramite la “forma”, che plasma il substrato e gli conferisce tutte le sue differenziazioni; le quali, nella cosmologia tradizionale, si articolano nei seguenti tre livelli principali: il mondo prettamente spirituale, manifestato, ma non ancora rivestito di forma, il livello manifestato e già rivestito di forma, che nel suo insieme costituisce il mondo psichico, differenziato in una vasta molteplicità di sottolivelli, rispecchiantisi nelle diverse attività psichiche umane; e finalmente, quale puro rivestimento esteriore, il mondo corporeo, costituito da ciò che chiamiamo in senso stretto “materia”, e che gli Scolastici, per differenziarla dalla materia prima di cui si è detto prima, hanno denominato materia secunda. Ora, in un tale quadro, costituito da diversi strati, che dal Principio Supremo si stendono sovrapposti, giù fino al rivestimento corporeo, appare chiaro come le connessioni conoscitive si possano impostare secondo due modalità essenzialmente diverse; e cioè le connessioni “orizzontali”, diciamo, che pongono correlazioni tra entità situate sullo stesso piano, e collocano la causa sul medesimo livello dell’effetto; ciò che conduce appunto alle conoscenze di tipo scientifico; e connessioni tra entità situate su livelli diversi, ovvero “verticali” se si vuole, per le quali la causalità, stavolta formale e non materiale, agisce dall’alto al basso, e si traduce nel fatto che nel mondo corporeo l’effetto è simbolo dell’entità psichica o spirituale simboleggiata. Il cosmo risulta pertanto così solcato da una indefinita rete di corrispondenze, di cui le più evidenti sono naturalmente quelle della scienza in senso stretto, in quanto apparenti nel solo mondo corporeo; mentre le più numerose, anche se meno direttamente percepibili, sono quelle dell'altro tipo, in quanto colleganti un numero indefinitamente maggiore di entità situate sui piani diversi del creato. Ora, se oltre a riferirci alla sola struttura del cosmo, vogliamo pure schematizzare in un tale insieme la figura ed il ruolo dell’uomo, riscontreremo senza difficoltà che secondo tutte le dottrine tradizionali l’uomo è dotato di una funzione del tutto eccezionale nell’universo. Mentre tutti gli altri esseri o entità cosmiche sembrano situati ad un determinato livello nella gerarchia degli stati, chi al puro livello corporeo (minerali), chi a quello corporeo con addentellati psichici (animali), chi a puri livelli spirituali (stati angelici), secondo una struttura che potremmo chiamare “orizzontale”, l’uomo invece è compartecipe di tutti questi livelli e può meglio venire rappresentato secondo una linea “verticale”, o “raggio”, che staccatosi dal Principio Supremo, attraversa tutti i livelli del mondo manifestato giù fino al suo rivestimento corporeo. Per tale ragione l’uomo viene considerato come un intero “microcosmo”, corrispondente in modo biunivoco, ovvero livello per livello, al cosmo intero o “macrocosmo”, ed è questa sua totale compartecipazione al Tutto che permette di qualificarlo come “immagine di Dio” secondo il detto biblico. Questo permette di comprendere immediatamente come la conoscenza dell’uomo, in quanto esso è compartecipe di tutti i piani del creato, sarà evidentemente costituita, oltre che da una componente scientifica che si riferisce al funzionamento del suo corpo, anche da tutta una serie di connessioni e concatenazioni di carattere verticale che collegano i vari suoi piani psichici e spirituali ai loro vari corrispondenti cosmici. E ciò permette di comprendere in linea di principio come i vari fatti ed eventi del cosmo possano mettersi in corrispondenza coi fatti ed eventi umani, in una relazione di simbolo e simboleggiato, e come vi possano essere interferenze tra i domini spirituale, psichico e corporeo che potrebbero in certe circostanze alterare il corso normale delle leggi fisiche. In modo particolare, dato che le “scienze” tradizionali più che un carattere puramente concettuale hanno un fine pratico, o meglio realizzativo, e cioè di fornire all’uomo indicazioni, mezzi di elevazione spirituale atti a condurlo allo scopo supremo della vita umana – che è quello di entrare in contatto con Dio –, l’insieme di tali corrispondenze micro/macrocosmiche fornirà il substrato per dottrine indirizzate appunto a questo scopo supremo, di aprire all’uomo i domini degli stati superiori dell’Essere. Tali e non altre sono le vere funzioni di “scienze” tradizionali quali l’Astrologia e l’Alchimia, le operazioni astrologiche od alchemiche non avendo la minima intenzione di significare fatti astronomici o chimici del-l’ambito corporeo, bensì soltanto operazioni che simbolicamente raffigurano le imprese dell’anima in vista del conseguimento di stati dell’Essere superiori; ed il linguaggio ermetico di cui si servivano fungeva soltanto da copertura con un rivestimento di simboli astronomici o chimici per esprimere in modo segreto le più profonde esperienze che l’anima umana incontra e deve superare per pervenire a tali stati superiori. Personalmente, mi sono interessato dei fondamenti metafisici delle varie tradizioni, e non ho alcuna conoscenza dettagliata delle “scienze” tradizionali applicative quali l’Astrologia e l’Alchimia sopraccitate. Non sono pertanto in grado di fornire precisazioni al riguardo, ed il mio intervento si limita quindi a segnalarne l'esistenza ed a giustificarne l’origine e l’attendibilità. Questo però è pienamente sufficiente per assicurarmi che, laddove come in Oriente sussistono scuole di spiritualità tradizionale, non ci siano ragioni per dubitare come fenomeni secondari di interferenza tra domini spirituale, psichico e corporeo possano di fatto talvolta verificarsi ed essere capiti ed interpretati per quello che sono; mentre, laddove come in Occidente dottrine quali quelle astrologiche ed alchemiche tradizionali sono pressoché totalmente ignorate e dimenticate, è verosimile che la stragrande maggioranza delle teorie e delle esperienze paranormali aventi corso oggidì non riposino sopra alcun fondamento né tradizionale né scientifico... Comunque i fenomeni paranormali, quando siano autentici e non truccati, non possono né devono venire analizzati secondo la solita metodologia della scienza; ma ribadisco che ciò di per sé non significa per nulla che non esistono. E, se mi è permesso trarre una generale conclusione da quanto ho detto fin qui, scorgerei una prudente misura nel non rigettare a priori tutto quello che non quadra direttamente con le nostre modalità correnti di conoscenza, e di rammentare quanto è stato affermato già tre secoli fa da Shakespeare per bocca di Amleto: “Ci sono molte più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne può sognare la vostra filosofia.”»
Si ringrazia Massimo Mazzucco e David Dario per il testo originale del discorso, e per la pagina Facebook da cui ho preso spunto, nella quale troverete anche la recensione del CICAP del congresso citato e altre informazioni relative alla questione.
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27/06/11
USTICA: LA VERGOGNA DEL SILENZIO
Il 27 giugno del 1980 avvnne l'incidente di Ustica: fin che avrò voglia ed energie per scrivere su questo blog non smetterò di celebrare questa emblematica, triste ricorrenza, affinchè non si dimentichi.
Quello che mi preme ribadire quest'anno è l'imbarazzante tempo che scorre con l'ignobile perdurare del mistero, il colpevole silenzio delle istituzioni e di tutti coloro che di quella vicenda hanno ancora viventi memorie indicibili. Sono passati 31 anni, e le persone che hanno sofferto per quella brutale amputazione affettiva senza risarcimento, non smettono di attendere la parola fine, l' ultima magra consolazione. Ultima possibilità di rendere omaggio e rispetto alle vittime di quella tragedia senza colpevoli. Provate a pensare cosa vuol dire essere privati per sempre dell'amore di una o più persone care, in modo così assurdo ed incolpevole, e non avere ancora una risposta, un senso, la pace della rassegnazione, dopo tutto questo tempo. Ma non solo: che fiducia e rispetto avreste voi del vostro Paese e dei suoi rappresentanti, se per tutti questi anni aveste assistito alle macchinose pusillanimi manovre di insabbiamento, dal Capo dello Stato, alle Forze Armate, alla politica? La cosa veramente stomachevole ed infame è l'incurante menefreghismo delle istituzioni e di coloro che, sia direttamente coinvolti a suo tempo, sia informatisi negli anni, saprebbero dare una risposta, ma che alla fine non hanno mai avuto il coraggio di squarciare il velo della vergogna. Come in tutte le altre stragi italiane senza colpevoli, c'è chi sa ma non parla. Chi avrebbe voluto dire qualcosa è stato fatto tacere per sempre. Bel modo di condurre un popolo all'amore per le sue istituzioni; bel modo di onorare il sangue dei propri figli. Sì perchè l'unico vero colpevole noto è lo Stato, che nè si fece garante di giustizia, nè si mise a disposizione per la ricerca della verità, ma anzi come nel più classico stile mafioso, s'impegnò a tutelare il silenzio, allora come oggi . Che dire..Vergogna! Vergogna! Vergogna!
Quello che mi preme ribadire quest'anno è l'imbarazzante tempo che scorre con l'ignobile perdurare del mistero, il colpevole silenzio delle istituzioni e di tutti coloro che di quella vicenda hanno ancora viventi memorie indicibili. Sono passati 31 anni, e le persone che hanno sofferto per quella brutale amputazione affettiva senza risarcimento, non smettono di attendere la parola fine, l' ultima magra consolazione. Ultima possibilità di rendere omaggio e rispetto alle vittime di quella tragedia senza colpevoli. Provate a pensare cosa vuol dire essere privati per sempre dell'amore di una o più persone care, in modo così assurdo ed incolpevole, e non avere ancora una risposta, un senso, la pace della rassegnazione, dopo tutto questo tempo. Ma non solo: che fiducia e rispetto avreste voi del vostro Paese e dei suoi rappresentanti, se per tutti questi anni aveste assistito alle macchinose pusillanimi manovre di insabbiamento, dal Capo dello Stato, alle Forze Armate, alla politica? La cosa veramente stomachevole ed infame è l'incurante menefreghismo delle istituzioni e di coloro che, sia direttamente coinvolti a suo tempo, sia informatisi negli anni, saprebbero dare una risposta, ma che alla fine non hanno mai avuto il coraggio di squarciare il velo della vergogna. Come in tutte le altre stragi italiane senza colpevoli, c'è chi sa ma non parla. Chi avrebbe voluto dire qualcosa è stato fatto tacere per sempre. Bel modo di condurre un popolo all'amore per le sue istituzioni; bel modo di onorare il sangue dei propri figli. Sì perchè l'unico vero colpevole noto è lo Stato, che nè si fece garante di giustizia, nè si mise a disposizione per la ricerca della verità, ma anzi come nel più classico stile mafioso, s'impegnò a tutelare il silenzio, allora come oggi . Che dire..Vergogna! Vergogna! Vergogna!
11/06/11
SICILIA MISTERIOSA: DAGLI OROLOGI IMPAZZITI A CARONIA - (aggiornato il 18/06/2011)
Da qualche giorno in Sicilia sta succedendo qualcosa di davvero curioso ed anomalo. Un numero imprecisato ma cospicuo di orologi digitali continuano a segnare un ora di 15 -20 minuti avanti rispetto a quella corretta, e non importa se vengono riposizionati: il giorno dopo l'anomalia si ripete sempre uguale. Il fenomeno è talmente diffuso che in poche ore un messaggio lanciato su Facebook da due tecnici informatici, ha ottenuto moltissime visite e conferme, tanto che ormai se n'è occupata anche la stampa, prima quella locale, poi la nazionale.
Le poche ipotesi razionali addotte per spiegare le cause di questo strano fenomeno senza precedenti, si concentrano sulla fornitura elettrica e ad eventuali sbalzi d'intensità della corrente; si è notato ad esempio che proprio in questi giorni sono in corso lavori di manutenzione all'unica cablatura che collega l'isola al continente. I responsabili però sostengono che i picchi relativi alla fornitura elettrica alternativa con cui è momentaneamente rifornita la Sicilia, sono del tutto nella norma, e che quindi questa non è la risposta; analogamente per completezza, qualcuno poi ci dovrebbe spiegare il meccanismo che legherebbe gli sbalzi di potenziale all'accelerazione del tempo percepito dai sensori degli orologi digitali, i quali tutti vanno solamente avanti e tutti di 15-20 minuti. Come al solito c'è chi tira fuori spiegazioni alternative ma senza il minimo criterio logico, come l'influsso magnetico derivante dall'attività vulcanica dell'Etna, per arrivare ai soliti demoni, fantasmi, extraterrestri. In fondo sarebbe solo una curiosa anomalia, se non fosse che qualche anno fa, fenomeni ben più strani e misteriosi hanno coinvolto sempre la Sicilia, durante la famosissima ondata di avvenimenti insoliti avvenuti a Canneto di Caronia nel 2004, ed in seguito a Riesi. Dunque si tratta di un nuovo mistero che riguarda l'isola, l'ultimo di una lunga lista; infatti se come dicono i teutofoni "einmal ist keinmal" ovvero "una volta è nessuna volta", l'ennesimo fenomeno bizzarro ed inspiegabile che riguarda questa terra, sembra suggerire invece che qualcosa di profondamente strano, ancora incompreso, pervada la Sicilia con una certa regolarità. Malgrado le ridicole conclusioni della magistratura, che per chiudere in fretta l'imbarazzante pagina dei misteriosi fatti di Caronia attribuì a sconosciuti piromani gli incendi spontanei e gli enigmatici fenomeni verificatesi durante l'ondata di qualche anno fa, in verità l'unico vero gruppo scientifico che si occupò della faccenda aveva idee ben diverse. Infatti, prima che venisse inspiegabilmente smantellato il team di specialisti, chiamato ad indagare sugli strani eventi del 2004 direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il loro portavoce Francesco Venerando dichiarò che secondo i risultati degli esami scientifici effettuati fino a quel momento, le cause avrebbero dovuto cercarsi in un qualcosa in grado di emettere potenti fasci di microonde concentrati, i quali avrebbero innescato i fenomeni elettromagnetici responsabili delle anomalie avvenute a Caronia. Durante gli ultimi giorni d'indagine si stavano concentrando gli sforzi proprio per individuare la sorgente di questi flussi, la quale sembrava provenire dal mare aperto antistante il paesino siciliano. Certo è assai strano che proprio nel momento in cui vennero fuori questi risultati, il Gruppo Istituzionale fu chiuso e privato dei fondi necessari, immediatamente prima di poter offrire risposte certe; per di più nonostante che nel tempo c'è stato chi ha legittimamente inviato ulteriori richieste alle istituzioni per rinnovare e continuare le indagini scientifiche in loco, nessuna iniziativa è stata intrapresa e addirittura neanche risposta è mai giunta; probabilmente l'imbarazzo e tale e la volontà di tenere celate le cause è tale che neanche si ha il coraggio di parlarne; insomma ci si è ritrovati a sbattere contro il classico muro di gomma, come se davvero qualcuno avesse (e abbia tutt'ora) interesse che la verità rimanga sepolta in fondo al mare.
Comunque per ora non esiste nessun collegamento tra gli orologi impazziti e i fatti di Caronia, se non appunto l'inquietante incidenza di eventi anomali che riguardano la Sicilia. E questi di cui abbiamo parlato sono solo i più noti. Ma perchè le istituzioni non vogliono ottenere e fornire risposte? C'è un qualche coinvolgimento o qualcosa di inammissibile su cui si sta chiudendo un occhio? Sentenze come quella sui fatti di Caronia sono emblematiche, e non fanno altro che dare adito a dubbi inquietanti. Tornando agli orologi, magari si scoprirà che è tutta colpa dell'erogazione elettrica, ma non so se ci si rende bene conto di cosa vuol dire in termini statistici l'alto numero di anomalie che in poco tempo si è concentrato nella regione in questione. Non capita tutti i giorni, neppure tutti i mesi e nemmeno ogni anno che si senta parlare di orologi che viaggiano "avanti nel tempo", e non si è mai sentito di fenomeni come quelli vissuti dalla popolazione di canneto di Caronia, altrove. Insomma sembra davvero ci sia qualcosa di molto strano, circoscritto in quella zona d'Italia, ma sembra anche che non ci sia la volontà effettiva di risolvere davvero la questione, specialmente se indagare vorrebbe dire scoprire qualcosa di ingestibile. Ci sarà da ridere se un giorno un magistrato archivierà tutto, risolvendo brillantemente come a Caronia, anche l'eventuale indagine sul mistero degli orologi impazziti. E i colpevoli? Come per i fatti del 2004 la soluzione sarà semplice e risolutiva: alla fine si concluderà che a mettere in scena il tutto erano i soliti siciliani mitomani, che per cause imprecisate si divertivano a mettere avanti l'ora del proprio orologio, millantando un mistero che non è mai esistito.
Aggiornamento del 18/06/2011
Alla fine il buon senso e la rassicurante spiegazione razionale hanno trionfato ancora una volta e ufficialmente il malfunzionamento degli orologi è stato ricondotto ai lavori di manutenzione al famoso cavo sottomarino che collega la Sicilia alla penisola. A dirla tutta i precedenti controlli della frequenza effettuati appositamente per stabilirlo non avevano riscontrato variazioni nelle linee incriminate; ma questa è la verità che sostengono tutte le teste d'uovo nazionali, sui giornali e sul web, quindi il caso è chiuso: ben inteso è davvero la spiegazione più probabile, e certamente la diffusione via Facebook avrà certamente aumentato la ridondanza dell'evento, facendolo apparire più strano di quello che era. Per lo meno così dicono. Avranno fatto dei nuovi controlli direte voi.. Prove che il fenomeno sia certamente stato innescato dalla linea elettrica ballerina? Neanche una.. Già... Ma sù... A cosa servono le prove, quando si devono spiegare queste stupidaggini.. stiamo mica parlando di chissà che.. è così e basta, e coloro che ancora si pongono dei dubbi se ne rendano conto: siete dei complottisti che vedete misteri dappertutto. Come dite? Volevate solo capire bene se era effettivamente quella la soluzione, e capirne il meccanismo? Ma per favore non perdete tempo stupidamente.. se proprio non è quella la causa, sarà qualcosa del genere.. e cosa credete che possa mai essere.. Cambiate canale e pensate a qualcos'altro, che è meglio.
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