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10/11/11

ESCLUSIVA: INTERVISTA CON NICK POPE, ESPERTO UFO DI SUA MAESTA'

Come tutti gli appassionati sapranno, Nick Pope è uno dei maggiori esperti europei sulla questione ufo. Egli è stato per ben 25 anni alle dipendenze del MoD (Ministero della Difesa inglese), con importanti compiti di collegamento tra i servizi segreti e il ministero stesso. Una volta terminata la carriera istituzionale si è dedicato alla divulgazione del fenomeno ufo, scrivendo articoli e saggi, partecipando in qualità di esperto a programmi televisivi e radiofonici, mettendo a disposizione del pubblico la sua esperienza, ricca di dati e aneddoti spesso noti solo all'interno delle istituzioni, raccolti durante il suo lavoro a stretto contatto con i più alti livelli dell'esteblishment militare, scientifico e governativo del Regno Unito. Ovviamente la sua esperienza lavorativa lo rende una delle persone più affidabili e maggiormente informate sulla questione ufo in generale, sui reali retroscena di alcuni avvenimenti ufologici eclatanti e sull'effettiva portata del fenomeno in ambito difensivo/strategico.

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W.B.: Che tipo di lavoro ha svolto per il suo Paese, durante il suo incarico relativo agli ufo?
Nick Pope: Il mio lavoro era investigare tutti gli avvistamenti ufo riportati al MoD, e valutare se qualsiasi elemento contenuto in essi rappresentasse una minaccia o fosse più in generale di interesse per la difesa.

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WB: Come ottenne questo incarico? Quali furono le circostanze e le caratteristiche per le quali scelsero lei?
NP: Avevo già lavorato per molti anni presso il Ministero della Difesa. Chi mi reclutò nel progetto ufo è una persona per la quale avevo lavorato durante la prima Guerra del Golfo, nel Joint Operation Centre. Fu impressionato dal mio lavoro, così mi offrì l'incarico.

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WB: Le fecero fare un corso d'aggiornamento particolare prima di iniziare a lavorare?
NP: Semplicemente feci una settimana di preparazione con la persona responsabile dell'incarico, alla quale sarei succeduto. Al tempo era la normale prassi.
 
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WB: Durante questa preparazione che tipo di informazioni, quale atteggiamento traspariva e quale punto di vista le venne fornito dalle istituzioni, riguardo al fenomeno ufo?
NP: Ebbi solamente accesso a tutti i files che il MoD aveva accumulato in precedenza, in modo da sapere cosa sapevamo e cosa non sapevamo in merito alla cosa.
 
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WB: In base alle sue dichiarazioni so che lei crede nell'esistenza degli ufo: secondo la sua opinione ci sono degli elementi per presumere che il fenomeno possa rappresentare una minaccia per la difesa?
NP: Sono convinto che ci sia vita là fuori, nell'universo, ma non so con certezza se siamo stati visitati, o no. Non ho potuto evincerne un a certezza. Ma qualunque cosa gli ufo siano, il fatto che talvolta volino vicino ad installazioni militari, e che a volte abbiano rischiato di provocare delle collisioni con aerei, dimostra che esiste una minaccia potenziale.

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WB: Se così è, perchè le istituzioni negano sempre questo fatto, non mostrando preoccupazione ma anzi, ostentando un atteggiamento abbastanza disinteressato?
NP: Durante il mio incarico governativo non ebbi mai prove di un cover up o di una cospirazione in atto. Detto questo, i governi cercano sempre di minimizzare l'argomento, e di celare gli scopi del loro coinvolgimento. La ragione di tale atteggiamento è l'imbarazzo di dover ammettere che non tutti gli avvistamenti ufo possono essere spiegati razionalmente, poichè occasionalmente ci sono near misses (quasi collisioni) con aerei commerciali e perchè nei tentativi di intercetto con caccia e jet da parte dei militari allorquando degli ufo sono rintracciati sui radar, gli ufo superano in velocità e surclassano gli aerei nella manovra.

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WB: All'interno delle istituzioni e-o nei servizi segreti, esistono delle task force specializzate, che gestiscono segretamente, più in profondità, una pianificata sorveglianza del fenomeno? Rispetto ai files desecretati, ci sono altri documenti e altri studi inerenti agli ufo che non vengono divulgati?
NP: Non credo che ci sia necessariamente una task force specializzata, ma gli Americani, gli Inglesi e la vecchia Unione Sovietica, con altri governi, sono sicuro che hanno trafficato con la parapsicologia, con l'occulto, in aree come la telecinesi, e la visione a distanza. Non so se poi queste tecniche, come la visione a distanza, siano state usate nella ricerca sugli ufo.

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WB: Secondo lei, esisterebbe una ragione concreta per la quale la gente dovrebbe essere tenuta all'oscuro della reale portata del fenomeno ufo?
NP: Come ho detto nella risposta 6, durante il mio lavoro per il governo non ho incontrato alcun tipo di evidenza di una copertura in atto, così non sono d'accordo sul fatto che la gente è tenuta all'oscuro. Ma è anche vero che la politica della minimizzazione del fenomeno ha portato il governo ad adottare un atteggiamento, come per mettersi sulla difensiva, cosa che ha dato la percezione (alla gente) che il governo nascondesse qualcosa. Credo che l'unica cosa che davvero hanno da nascondere è il fatto imbarazzante che loro non hanno assolutamente la soluzione del mistero ufo. A nessun governo piace dire "noi non sappiamo". 

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WB: Quindi secondo lei istituzioni come quella americana o inglese non conoscono neanche in parte la vera natura del fenomeno ufo?
NP: Per ora no, non che io sappia

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WB: Che funzione ha la disclosure? E' un qualcosa fatto autenticamente per informare le masse o è un passaggio di un'agenda istituzionale più complessa?
NP: Molte nazioni del mondo stanno declassificando e rilasciando i loro ufo files. Ma questi documenti evidentemente non contengono prove definitive sul fatto che siamo stati visitati da una civiltà aliena, sempre che esistano davvero (le prove). In genere questi rilasci sono il risultato di campagne portate avanti dai ricercatori ufo o dai media, o spesso in seguito allo sfruttamento del Freedom of Information Act.

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WB: Ma è una vera disclosure o solo un osso gettato alle masse, per far finta di non aver altro da nascondere?
NP: I files sono certamente genuini, in questo senso è vera. Ma poichè i documenti non dicono agli ufologi ciò che essi vorrebbero sapere, ovvero che siamo stati visitati dagli alieni), alcuni pensano che la declassificazione di questo materiale sia solamente un esercizio di pubbliche relazioni, mentre il materiale davvero interessante sia ancora mantenuto segreto.
 

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WB: Ha mai visto un ufo personalmente?
NP: No

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WB: Ha mai visionato prove incontrovertibili dell'esistenza degli ufo, come foto, video, tracce al suolo...?
NP: Ho visto alcune evidenze davvero interessanti (foto, video, registrazioni di tracciati radar, rapporti di piloti, etc.) ma non prove definitive. Credo che le prove definitive dovrebbero coinvolgere il recupero di un artefatto di qualche tipo, e per quanto esistano storie di ufo crash e di impianti alieni, io devo ancora essere convinto per ognuno di questi.

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WB: Cosa pensa che possono essere? Dato che non lo sa con certezza, qual'è la sua ipotesi migliore?
NP: Non lo so. Inspiegato significa non spiegato. Sospetto che non ci sia una singola, netta spiegazione per il mistero ufo. Alcuni possono certamente essere prototipi segreti e droni. Altri potrebbero essere una sorta di fenomeni atmosferici esotici di origine plasmatica. Ho già detto altrove che non è si può escludere la possibilità che alcuni possano essere fenomeni di origine extraterrestre. Magari sono qualcosa a cui neanche abbiamo ancora pensato.. per i quali non abbiamo neanche le parole per descriverli.
 

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WB: Qual'è il caso più eclatante a cui ha lavorato?
NP: The Rendlesham Forest incident, dal 1980. Nel 1994, mentre lavoravo per il progetto ufologico del Ministero della Difesa (MoD) mi dedicai a rivisionare questo avvenimento. é facilmente il caso ufo più interessante ed indiscutibile d'Inghilterra. Sono apparso in diversi show televisivi per discutere questo incidente, e c'è un bel po' di materiale relativo sul mio website (
www.nickpope.net).


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WB: In base alla sua esperienza, esiste una parte di cerchi nel grano che non siano di origine umana? Se sì, a cosa pensa che servano? E chi ne sarebbe l'autore?
NP: No, non credo. Penso siano tutti fatti da esseri umani. Le ragioni sono tante: per qualcuno sono una cosa tra arte e graffiti. Altri amano il pericolo di uscire di notte e agire nel pericolo di essere scoperti. Altri ancora lo fanno perchè si divertono a prendere in giro la gente

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WB: E cosa mi dice sulle abductions? Pensa che sia un fenomeno reale? Cosa vi si nasconde dietro? Ha qualche caso da discutere con noi?
NP: Esattamente come il fenomeno ufo, probabilmente non esiste una singola spiegazione: credo in effetti che ci possano essere diverse spiegazioni per il fenomeno dei rapimenti alieni. Alcuni casi sono truffe, altri sono attribuibili a sorta di allucinazioni od ossessioni. A questo possiamo aggiungere sogni lucidi, paralisi del sonno, sindrome delle false memorie, a vari altri fattori. Comunque, questo non basta per spiegare tutti i casi, e sospetto ci siano altri fattori in gioco qui. Studi scientifici sugli addotti dimostrano che non si è in presenza di patologie psicologiche o finzioni, anzi sembra che questi, riportando alla mente le loro esperienze esibiscono reazioni fisiologiche (ad esempio aumento della frequenza cardiaca e della respirazione) non riscontrabili in gruppi di controllo di persone sicuramente non addotte. Ebbi effettivamente del lavoro da fare su questo fenomeno durante il mio lavoro al MoD, e il mio archivio personale racchiudeva all'incirca un centinaio di casi. Uno, indiscutibile, coinvolse un'ex modella di nome Brigitte Barclay, con la quale lavorai per anni.

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WB: In conclusione quali sono i risultati, il bagaglio di esperienze che il suo lavoro per le istituzioni le ha lasciato?
NP: Il mio punto di vista è che il fenomeno ufo rimane non spiegato. Dovrebbe essere investigato in maniera appropriata, nell'ottica della difesa, della sicurezza nazionale, e in materia di sicurezza aerea, così come per i potenziali benefici scientifici. Nonostante non lavori più per il governo rimango molto interessato alla faccenda e faccio un intenso lavoro mediatico in televisione, radio e su alcuni giornali

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WB: Quali sono le sue aspettative per il futuro prossimo, in termini ufologici? Avremo mai un contatto massivo?
NP: I governi continueranno a rilasciare documentazione e l'interesse sul fenomeno crescerà sempre più, così come possiamo vedere dal numero crescente di programmi televisivi che parlano di ufo. Non sono sicuro sul fatto che ci sarà un contatto di massa, ma sa mai accadrà sarà certamente un giorno storico.

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WB: Qual'è secondo lei la chiave per aumentare la comprensione del fenomeno, per la scienza, l'ufologia e per i ricercatori in generale?
NP: In questo i media giocano un ruolo fondamentale e io cerco di lavorare duro per questo, in questa mia nuova cerriera di giornalista e di divulgatore. Mi piacerebbe vedere gli ufologi diventare più scientifici nelle loro investigazioni, e più critici nel loro modo di pensare, specialmente riguardo le teorie cospirazioniste. Poi, oltre a smettere di guardarsi a vicenda come rivali, gli ufologi e il SETI dovrebbero rendersi conto che stanno cercando la stessa cosa, ma seguendo strade diverse e in diversi luoghi.
 

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WB: Cosa vorrebbe dire a coloro che negano l'esistenza del fenomeno e ridicolizzano la questione ufo?
NP: Vorrei dire a queste persone che dovrebbero mettere da parte i loro preconcetti e guardare alle prove migliori in maniera imparziale. Me è cosa difficile perchè l'ufologia è piena di mistificazioni e frodi, con settarismi e fanatismi.

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WB: E a coloro che sono convinti si tratti solo di armi segrete di origine umana?
NP: Come menzionato in precedenza alcuni tra gli avvistamenti ufo potrebbero essere causati da persone che osservano prototipi segreti di aerei o droni. Chiaramente questa non è una soluzione a tutti i casi inesplicabili, anche perchè i progetti segreti di solito sono condotti in aree militari dove il pubblico non ha accesso.

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WB: C'è qualcosa di particolare che vorrebbe dire pubblicamente, magari a proposito della questione ufo?
NP: Spero che gli italiani trovino questa intervista interessante. Per coloro che parlano inglese ci sono ulteriori informazioni sul mio lavoro sul mio website: www.nickpope.net

08/06/11

DISCLOSURE? NO GRAZIE! L'(AUTO)INGANNO DELL'APERTURA



Da anni, anzi da decadi frotte di ufologi, appassionati, credenti e miscredenti aspettano il giorno in cui Mr Obama, o chi per lui, guardando dritto verso la telecamera con uno sguardo severo ma magnanimo, annuncierà finalmente la verità a lungo celata: gli extraterrestri esistono, ne abbiamo le prove e ci visitano da molto tempo. Non passa semestre senza che qualcuno dei soliti "ben informati" annunci l'imminente conferenza stampa epocale, prevista per quel giorno o in quella occasione. La realtà è che tutte le volte, come prevedibile, la cosa si rivela puntualmente una bufala, e gli stessi chiaccheroni altrettanto puntualmente adducono dietrologie inesistenti, per giustificare l'ennesimo rimando per quel motivo o quell'altro. C'è da dire che in parte questo atteggiamento speranzoso ultimamente è stato fortemente incoraggiato da tutti quegli stati che apparentemente hanno declassificato i propri x-files, ma solo chi ha troppo entusiasmo e poca intuizione può davvero credere che questo processo di apertura abbia come fine la divulgazione e l'acclimatamento, l'espletamento di un'agenda governativa mondiale culminante nella rivelazione finale sopra citata. In realtà sembra che le uniche ammissioni fin ora concesse dalle istituzioni siano semplicemente il classico contentino da dare in pasto alla massa avida di notizie, perchè a ben vedere si riduce poi tutto a documenti totalmente inutili alla comprensione della situazione reale, al massimo interessanti statisticamente parlando.
In somma le ipotesi sono due:
1)Nessuno stato del mondo possiede in realtà prove dell'esistenza di vita extraterrestre sul nostro pianeta
2)Alcuni governi hanno ottenuto nel tempo prove dirette, derivanti dal recupero di relitti e/o corpi conseguenti ad ufo crash, ma non hanno nessuna intenzione di dircelo.
Nel primo caso c'è poco da fare: nessuno sa niente ed in fondo la cosa per loro non è un problema; la gente fomentata dalla moda ufologica del secolo rompe le scatole domandando verità che nessuno possiede, quindi gli si da in pasto quei pochi dati ammuffiti negli scaffali di qualche ufficio dell'intelligence, e ce ne si lava le mani.
Nel secondo caso invece, quello più credibile, visto l'enorme mole di dati, sospetti, testimoni eccellenti, nasce in seno alla istituzioni il problema appunto della disclosure, se effettuarla o meno, e come operarla.
Tranne nel remoto e terrificante caso in cui alcuni dei governi mondiali siano in combutta con gli alieni, e da bravi collaborazionisti, in cambio di chissà cosa, si rendono complici nel perpetrare ogni genere di parassitaggio e sfruttamento (o qualunque interesse abbiano eventuali genìe allogene predatorie), è realisticamente difficile presumere che qualcuno sappia davvero la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità. Anche se gli Americani fossero venuti in possesso di tecnologia aliena precipitata, ad esempio a Roswell nel '47, ed esistessero davvero dei rapporti segreti con prove evidenti di aeronavi e relativi esseri non terrestri, le cose non sono così semplici come sembrerebbero: ammettendo anche che abbiano dei dischi volanti rottamati, e qualche corpo alieno in freezer, non è affatto detto che le istituzioni siano in grado di sapere chi sono questi invasori, cosa vogliono e perchè sono qui. Anzi, a ben vedere non si capisce cosa ne avrebbero potuto dedurre, in ogni caso, tranne le più ovvie considerazioni generiche. Quindi il segreto sarebbe mantenuto per evidenti motivi, e tale resterebbe ad oltranza.
Ve lo immaginate Obama, che in prima serata in diretta mondiale annuncia: "Sì, gli E.T. si sono schiantati a Roswell e abbiamo prove inconfutabili della loro esistenza, ma non abbiamo idea della loro origine e tantomeno abbiamo informazioni certe relative alla loro agenda e alle loro intenzioni nel lungo periodo. Decine di loro astronavi entrano ed escono dalla nostra atmosfera ogni giorno. Abbiamo dei sospetti che ci osservino da millenni, e che ogni tanto rapiscano qualche essere umano, apparentemente interessati alla manipolazione genetica. Ma noi non abbiamo risposte, brancoliamo nel buio come tutti voi, e non siamo in grado di fare di più. Grazie della vostra cortese attenzione. Buonsera."
Ci sarebbe da ridere eh??
Davvero credete che nel caso abbiano in mano qualche evidenza, non potendo sapere con certezza niente altro che l'esistenza della presenza extraterrestre sul nostro pianeta, ce lo direbbero? Immaginate il panico, l'imbarazzo delle Difese, e la reazione a catena delle ripercussioni sociali in seguito ad una dichiaraziona del genere?
I governi, a meno che le notizie non siano buone o che faccia loro comodo divulgarle, non ci informano tanto per renderci partecipi, o per il nostro bene, ma solo per il loro e per la loro sussistenza.
Quindi, sia se le cose stanno davvero messe malissimo, e siamo tutti in balia di un'associazione a delinquere e ad ingannare l'umanità, perpetrata da un pugno di esseri umani potenti traditori e da un'ambigua civiltà (o più di una) aliena, sia nel caso che qualche governo abbia effettivamente le prove di vita E.T. sulla Terra, scordatevi la disclosure. Sarebbe davvero pietoso e irrealistico da parte nostra crederci davvero, e sperare che per qualche strano ed incomprensibile motivo le istituzioni cambiassero atteggiamento; se così fosse vorrebbe forse dire che siamo davvero sull'orlo del baratro. Quindi alla fine, meglio che non ci sia nessuna apertura..
Non serve a niente domandare verità a loro; l'unica cosa che possiamo fare noi appassionati, ufologi, amanti della verosimiglianza è ottenere informazioni per conto nostro, indagando, scavando, mettendo insieme i pezzi del puzzle al meglio delle nostre possibilità, con raziocinio ed equilibrio.
Quindi vi prego: voi che come me cercate onestamente il bandolo di questa matassa, smettetela di illudere la gente o voi stessi con la speranza; al bando le follie e le presunzioni di vedere tracce di aperture inesistenti, perchè rendetevene conto, tutto quello che per ora ci hanno dato in pasto le autorità è spazzatura inutile venduta come trasparenza, bella in realtà solo per farci un articoletto, utile solo agli statistici. L'unica è coinvolgere la scienza, quella libera e onesta, e agire per nostro conto. Senza le conferme oggettive e l'indagine irreprensibile, continueremo a non andare da nessuna parte, ingannando noi stessi e la gente che ci legge, aspettando un Godot che non arriverà mai. Quindi se vi preme conoscere la realtà, e vi piace l'idea che l'umanità smetta di essere trattata da ovini pascolanti, smettete di sperare, sguardo risoluto, maniche della camicia rimboccate e giù a scavare!

17/05/11

DAVVERO E' DNA ALIENO? NUOVE ANALISI SULLO STARCHILD - Starchild Skull 2010 DNA Result



Dall'analisi del DNA nucleare (quello mitocondriale è invece al 100% umano) del teschio dello Starchild, effettuato nel 2010 presso i laboratori del National Institutes of Health, emerge che non ci sono riscontri con alcun tipo di DNA noto, e ci sono dei tratti che letteralmente non sono mai stati visti altrove, come se il "padre" dell'essere in questione non fosse umano. Come spiegare tale anomalia? Già le fattezze e le caratteristiche delle ossa del cranio dello Starchild sono alquanto anomale, tanto che risulta evidente che non sia appartenuto ad una creatura normale, ma dal presumere che si tratti di un ibrido umano-alieno, piuttosto che una rara deformità naturale, il passo è enorme. Eppure sembra davvero che qualcosa di profondamente anomalo sia incastonato nei geni di questo incredibile reperto, qualcosa che non c'è, o non c'è più negli esseri umani, o forse non ci è mai stato. Purtroppo è facile gridare all'alieno, messi così i risultati, ma prima si dovrebbe sentire il parere di qualche genetista esperto della biologia evolutiva al fine di interpretare correttamente queste risultanze. Che sia veramente il primo tassello di una rivoluzione copernicana della nostra cultura, essendo la prova della presenza sulla Terra di una qualche specie aliena, o è solamente uno scherzo della natura persosi nel percorso accidentato delle mutazioni? Secondo Lloid Pye non vi è dubbio, lo Starchild è la prova di un intervento di ingegneria genetica di 900 anni fa, probabilmente ad opera di una civiltà extraterrestre. Una cosa è certa: questo reperto è qualcosa che non ha eguali e che non è mai stata osservata prima, profondamente diversa da tutto ciò che conosciamo sull'uomo e sulla sua storia genetica.

14/05/11

QUESTIONE ABDUCTION: NUOVO DOCUMENTARIO INTERESSANTE. UFOs, Aliens, and the Question of Contact - 1 of 8



Questo nuovo film è piuttosto ben fatto, molto aggiornato e ben argomentato, ma ha un'impronta decisamente faziosa, nel senso che è completamente votato all'accettazione e allo sviluppo delle teorie riguardanti le abduction. Infatti dopo ad una breve premessa generale di stampo ufologico classica, basata anche su documenti ufficiali, il resto è tutto un'immersione nelle tematiche relative ai rapimenti e alla denuncia della presunta agenda aliena. Interessante è la posizione del tutto polemica nei confronti del "Disclosure Project", il quale avrebbe il torto di assumere per assioma che gli alieni sono buoni, salvifici o comunque eticamente superiori. Infatti, secondo gli autori del documentario ma anche per tutti i ricercatori nel fenomeno abduction, le varie contaminazioni new age, e le diverse correnti ufologiche contattistiche ed esopolitiche, che vedono il contatto con eventuali civiltà aliene come cosa positiva, sarebbero del tutto fuori strada, visto che le evidenze raccolte dalle ipnosi dei rapiti suggeriscono una realtà ben diversa. Semplicemente le pochissime prove di cui disponiamo farebbero pensare più ad un'abile messa in scena da parte di schiere di alieni malefici, i quali presentandosi con l'inganno e con forme adatte allo scopo, trarrebbero da millenni nutrimento psichico a danno degli esseri umani, i quali incosapevolmente sarebbero niente meno che un grosso allevamento cosmico di "bestiame", ridotto in schivitù con l'astuzia perversa da parte di civiltà super-evolute tecnologicamente, ma moralmente spietate, votate al parassitismo. Le ragioni di questo abominio sarebbero però assai vaghe, d'altronde come si può pretendere di comprendere una logica del tutto aliena, di cui per appunto non conosciamo niente? L'idea come detto, è quella che questi esseri capaci di gestire l'iperspazio, dove tutto è possibile e dove la fisica degli elementi sembra essere manipolabile, abbiano bisogno di qualcosa che diversamente non trovano altrove, se non qui sulla Terra, negli esseri umani. Si va dall'ibridazione, perfetto cavallo di troia e via senza dubbio più efficace per prendere controllo del pianeta, al nutrimento psichico delle nostre emozioni, per non ben specificate necessità, come già accennato in molte culture indigene, ad esempio quella meso-americana di cui racconta Carlos Castaneda.
Il grosso limite di queste teorie è il metodo con cui sono costruite, ovvero l'arcinoto racconto degli addotti, spesso ottenuto con l'ipnosi, procedura che è scientificamente considerata non affidabile. Per contro si osserva che soggetti diversi, con cultura ed estrazione le più disparate, apportano elementi straordinariamente comuni e riscontri identici, pur non avendo potuto condividere gli stessi stereotipi o possedere gli archetipi necessari. In realtà le basi di quest'ultime affermazioni sono piuttosto aleatorie, a maggior ragione nel mondo attuale, in cui la condivisione culturale è alla portata di tutti, e attraversa il pianeta intero. Liquidare però il fenomeno come pittoresca fantasia contemporanea e tutti questi anni di ricerche specifiche come speculazione ossessiva, sarebbe un errore. E' un dato di fatto che la questione esiste, e secondo gli studi effettuati non è meramente una bizzarra manifestazione psichica immaginifica, o patologica. Il problema è che il metodo d'indagine non è sufficiente, e che poco si fa per migliorarlo. Le soluzioni sembrano fuori portata per ora, visto che si avrebbe a che fare con un mondo al di là della nostra comprensione, sia fisica che logica, e non si vede all'orizzonte un nuovo sistema investigativo. Il mio punto di vista è che le basi della teoria siano ancora troppo traballanti per assumere capisaldi così radicali, solo in base ad elementi così poco verificabili. Però le conseguenze e le implicazioni che ne derivano sono talmente agghiaccianti e compromettenti che sarebbe ingenuo non spendere l'energia necessaria per andare a fondo della questione, anche solo per escluderla. Forse se potessimo mettere insieme tutti i dati che ancora ci sono nascosti da chi ha interesse a mantenere il segreto, e se potessimo unire quei pochi pezzi del puzzle che abbiamo a disposizione, le cose sarebbero diverse e le ricerche ad un altro punto. L'unico modo per emanciparsi dall'ignoranza e per reprimere le false illusioni è la conoscenza a qualunque costo, la verità a qualsiasi prezzo: senza la volontà e il sacrificio, ma soprattutto senza la partecipazione della comunità scientifica e l'appoggio delle istituzioni, i singoli ricercatori non riusciranno a cambiare le cose. Siamo davvero così sicuri che siano solo tutte baggianate? E di conseguenza, siamo pronti correre il rischio?

30/04/11

ANIMALI EXTRATERRESTRI? NASCE CENTRO STUDI UFOLOGICO DI AIDAA




COMUNICATO STAMPA

Roma (30 Aprile 2011) – Esistono gli extraterrestri? E tra loro vi sono anche animali dello spazio? Non lo sappiamo, ma stando agli esperti altre forme sono quasi certamente presenti nell’Universo anche ovviamente non è possibile stabilire di quali forme di vita si tratti. Secondo molte segnalazioni di persone che dicono di aver avuto contatti con gli extraterrestri esisterebbero senza alcun dubbio anche nelle vite extraterrestre animali domestici che seguono i loro proprietari anche sulle astronavi e nei viaggi interplanetari. Verità? Fantasia? A ognuno la libera interpretazione ma sicuramente il problema esiste e viene affrontato anche a livello scientifico. Noi di AIDAA non abbiamo certo la pretesa di dare risposte a questi quesiti ma riteniamo che sia interessante avviare un percorso conoscitivo sulla eventuale presenza del mondo animale anche sugli altri pianeti e da questa curiosità nasce l’idea del Centro Studi Ufologico sugli Animali Extraterrestri di AIDAA. Il centro studi ha come scopo primario iniziale quello di raccogliere le informazioni e le segnalazioni in merito alla presenza di possibili animali domestici sugli ufo avvistati sulla terra. Pertanto chiunque avesse avuto occasione di incontri ravvicinati del terzo tipo potrà inviarci le sue esperienze specialmente se le stesse hanno attinenza con la presenza di animali scrivendo una email a presidenza.aidaa@gmail.com le segnalazioni verranno poi valutate e selezionate e sottoposte al vaglio di un gruppo di esperti per verificarne autenticità e credibilità. L’obbiettivo finale è quello di attivare un archivio sugli avvistamenti degli animali domestici extraterrestri e allo stesso tempo le segnalazioni più eclatanti saranno poi stampate in un libro che verrà diffuso ed il cui ricavato andrà a sostenere gli “animali domestici terrestri” attraverso donazioni a gattili o canili che verranno indicati. “Sappiamo che parlare di animali extraterrestri si rischia facilmente di sconfinare nel fantascientifico, ma quello che noi vogliamo non è dimostrare se sugli ufo avvistati ci sono o meno gli animali domestici- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma molto più semplicemente raccogliere le informazioni possibili, valutarle e tradurle sia in un archivio a disposizione degli esperti, ma molto più concretamente in un libro i cui proventi andranno a finanziare la vita dei nostri amici pelosi terrestri attraverso donazioni a gattili e canili che di donazioni, e di idee per raccogliere fondi a favore dei pelosi hanno sempre bisogno”.
Per info 3926552051 - 3478883546

11/04/11

ALLA FACCIA DELLA DISCLOSURE: DA DOCUMENTO FBI ESCONO UFO E ALIENI



E' davvero difficile inquadrare la sortita di questo documento del 1950 a firma dell'agente FBI Guy Hottel, recentemente* declassificato, nel quale si menziona chiaramente il recupero di 3 dischi volanti contenenti 3 esseri umanoidi ciascuno. Semplicemente non ha senso però fare come quasi tutti i grandi quotidiani: divulgare la notizia gridando ai quattro venti che finalmente abbiamo la prova dell'esitenza degli alieni e dell'incidente di Roswell, senza magari neanche aver letto qualcosa.
Vediamo perchè.
Nel memorandum di Hottel si legge:

“The following information was furnished to SA (redacted) by (redacted).”An investigator for the Air Forces stated that three so-called flying saucers had been recovered in New Mexico. They were described as being circular in shape with raised centers, approximately 50 feet in diameter. Each one was occupied by three bodies of human shape but only 3 feet tall, dressed in metallic cloth of a very fine texture. Each body was bandaged in a manner similar to the blackout suits used by speed flyers and test pilots.
“No further evaluation was attempted by SA (redacted) concerning the above.”
Dunque, perchè il governo americano diffonderebbe mai un documento tanto importante in questo modo?
Gli USA hanno sempre negato ogni tipo di cover-up e hanno sempre dichiarato di non avere dati per comprendere la natura degli ufo; inoltre non essendo in atto negli USA nessuna disclosure ufficiale degli "x files", come invece sta succedendo in tanti altri Paesi, rilasciare un documento del genere, se fosse davvero così epocale, significherebbe ammettere implicitamente in un solo colpo un cambio di rotta eccezionale, e confermare tutti i sospetti di insabbiamento smentiti per anni.
Ma allora è la "smoking gun" o no?
Per chi come me segue da molti anni gli sviluppi della ricerca nelle verità ufologiche, ottenere così all'improvviso un documento che dimostrerebbe l'effettivo accadimento dei fatti di Roswell (o comunque del recupero dei rottami di un ufo crash), e il relativo coinvolgimento governativo, è troppo bello per essere vero. Sembra troppo luccicante per non essere uno specchietto per allodole.
Innanzi tutto Hottel fa riferimento al New Mexico ma non alla data precisa di Roswell (1947), e i dischi sarebbero tre e circolari con la classica cupola nella parte superiore, non uno ed esagonale come quello che in teoria sarebbe caduto nel famoso schianto, come citato in un altro documento FBI: benchè avenuti tra il '47 e il '50, nella stessa zona, è possibile che siano due eventi separati? Uno degli eventuali crash riconducibili a questo documento potrebbe essere infatti quello avvenuto ad Aztec, nel 1948 e sempre nello stesso stato, ma non c'è alcun altro elemento per individuare con precisione il luogo e l'anno del ritrovamento in questione. Chi ha detto che era la prova dell'avvenimento di Roswell l' ha semplicemente sparata grossa e un po' in fretta.
Inoltre non è un documento ufficiale attestante un recupero conseguente ad un ufo crash, ma una sorta di confidenza raccolta da Hottel, che lui ha poi sentito di divulgare ai piani superiori. Purtroppo il nome di colui che avrebbe informato l'agente FBI è stato cancellato, così che non è possibile indagare oltre sulla credibilità del testimone. Dunque bisogna tenere certamente conto del periodo storico, di grande ufofilia popolare, e del valore del documento, che è semplicemente una raccolta di informazioni. Certo sarebbe tutto diverso se avessimo quel nome, di quell'investigatore dell'Air Force che avrebbe informato Hottel, il quale aggiunge alla fine che a suo parere nessuna ulteriore indagine è richiesta. Perchè non continuare ad indagare se fosse davvero una testimonianza credibile? Perchè non ne vale la pena, oppure è talmente cosa grave, che Hottel da per scontato che l'FBI sappia già tutto?
E' certamente intrigante venire in possesso di un documento del genere, perchè questo conferma che la questione ufo era molto importante, presa seriamente anche dall'FBI; addirittura si può speculare sul fatto di avere la prova che anche personaggi dell'Air Force siano venuti in contatto con dischi volanti e relativi occupanti, cosa già di per se di un certo rilievo. E' chiaro che non si tratta di una bufala: il documento è autentico e a riferire il fatto è un investigatore dell'Air Force, il quale è certamente considerabile un ottima fonte, anche se andrebbe verificato il suo livello di coinvolgimento. Certamente per questo fatto il file ha la sua importanza, anche notevole se volete, ma se speravate di avere la pistola fumante, avete proprio sottovalutato il governo americano e le sue strategie. Anche fosse vero, state certi, non ce lo farebbero sapere così.

 * PS: da una rapida ricerca emerge che il file non è affatto inedito e neppure di recente declassificazione, ma addirittura sarebbe stato divulgato alla fine degli anni '90. La solita strana storia: cose note da anni che all'improvviso saltano fuori come se fossero la rivelazione del secolo.. meditate..

26/03/11

ISLAM E UFO: UNA STRANA STORIA

Gli ufo sono stati avvistati da molti secoli nei cieli di tutto il mondo. In moltissimi testi antichi e in tutte le tradizioni religiose c'è sempre almeno una storia che parla di oggetti volanti misteriosi, come nella Bibbia, nei Veda e in tantissimi altri, i quali molto spesso sono percepiti come manifestazioni portentose riconducibili alle prodigiose facoltà divine. Autori come E.Von Daniken o Z. Sitchin hanno ottenuto un grande successo proprio per aver riletto in chiave ufologica gran parte di queste storie, precedentemente interpretate come mere manifestazioni divine, trasformandole in contatti con esseri extraterrestri, i quali secondo questa teoria, sarebbero appunto quello che i nostri antenati chiamavano dei.
Ormai questo genere di esegesi è diventata molto conosciuta anche grazie alla rete, ed è ormai un classico dell'ufologia, ma per quanto vi siano episodi analoghi anche nella tradizione islamica, tale corrente religiosa non sembrava essere particolarmente interessata alla faccenda. Invece, forse cavalcando l'onda di progressiva apertura generale nei confronti dell'esopolitica, anche l'Islam si scopre attento alla questione ufo, tanto che recentemente Louis Farrakhan il "National Minister Assistant" della famosa organizzazione americana "Nation of Islam" (NOI) fa sapere che la propria religione è molto interessata agli ufo, e che la cosa oltre ad unire le religioni del mondo, si spera che possa in qualche modo pure "salvarlo". Per chi non lo sapesse il NOI è quel nutrito e famoso movimento afro-americano musulmano fondato negli anni '50 da Elija Muhammad, che ebbe come suo principale esponente Malcolm X, il quale reclama l'islamicità del popolo afro-americano in base al fatto che gli schiavi neri importati dall'Africa venissero in gran parte da nazioni la cui religione originale era appunto quella musulmana. Per quanto ci siano delle differenze tra la religione islamica tradizionale e la dottrina seguita dal NOI, oggi tale organizzazione è molto seguita è gode di molto rispetto nell'opinione pubblica americana, soprattutto dopo che storicamente ha contribuito in maniera decisiva ai cambiamenti sociali degli anni '60 durante le famose lotte per la parità e per i diritti civili negli Stati Uniti, raggiungendo risultati universali per la considerazione delle minoranze e nelle battaglia antirazzista.
Un elemento di carattere ufologico legato all'Islam che è emerso dall'oblio, è una curiosa storia che Elija Muhammad stesso raccontava volentieri, riferendosi spesso ad una misteriosa "Eath Orbiting Mother-Plane" (una sorta di nave-madre orbitante intorno alla Terra), dotata di numerosissimi e portentosi armamenti. Anche se non è ben chiaro cosa vi succedesse a bordo, non è il solo esempio, infatti nei testi coranici si fa sovente riferimento agli ufo in generale chiamandoli "Airborne Wheels" ( wheels sta per ruote, ingranaggi, cerchi - mentre airborne significa aerotrasportato, aereo).Ma secondo la mitologia islamica la "Eath Orbiting Mother-Plane" non sarebbe un'astronave aliena, ma un oggetto costruito in un lontanissimo passato, dall'uomo. Secondo la leggenda il "Wheel" originale sarebbe stato costruito in un'isola riconducibile all'attuale Giappone da alcuni "scienziati" con l'aiuto di Dio, con il principale scopo di creare le montagne sulla Terra.
Ovviamente se si volesse affrontare questa leggenda razionalmente ci si troverebbe di fronte ad alcune incongruenze: innanzi tutto chi possedeva millenni fa la tecnologia per costruire un'astronave? Perchè tanto lavoro per costruire delle montagne?
Comunque Farrakhan allude anche ad un misterioso complotto, secondo il quale, in riferimento alla questione ufo, dice che "Many have died or have been killed to keep from sharing what they have seen.". Insomma, come nella più classica casistica cospirazionista molti sarebbero morti o sarebbero stati uccisi al fine di mantenere il segreto. Mah..
Il NOI, sempre tramite le dichiarazioni del religioso musulmano, si batte anche affinchè aumenti la disclosure, infatti parafrasando le sue parole, "faremo sì che il Governo degli USA divulghi i propri archivi e che gli Americani siano informati di questa realtà", sempre in riferimento all'esistenza degli ufo. Infatti sembra che abbiano messo sù un bel gruppo di ricercatori autofinaziandosi, al fine di acquisire prove in merito.
E ancora: "The founder of the Nation of Islam, Fard Muhammad (Elija Muhammad, n.d.a), taught us about these objects that the world calls UFOs, and he gave us great details as to the materials that they were constructed of and that most of these objects come from this planet Earth,"  ha detto Ishmael Muhammad, il leader nazionale del NOI a AOL News, ovvero che Elija Muhammad ha insegnato ai suoi discepoli molte cose sui materiali e sul modo con cui sono costruiti quelli che il mondo chiama ufo, e che la maggior parte di essi sono fatti su questa Terra. Secondo Ishmael Muhammad, alcune decadi fa, addirittura l'FBI entrò con una scusa in uno dei Templi per una perquisizione, portandosi via molto materiale inerente, compresi tutti i documenti su cui c'erano i dettagli e i diagrammi di questi ufo. Ma non solo: lo stesso sarebbe stato preso a bordo di uno di questi "Wheel" dove avrebbe ascoltato la voce di Elija Muhammad.
Certo la voce del NOI non è la rappresentanza del popolo musulmano nella sua interezza, ma per quanto riguarda gli Stati Uniti è certamente significativa. Ora, resta da vedere se come già detto, sia l'ennesimo salto sul carro vincente (vedi la Chiesa Cattolica) per cavalcare l'emotività della massa sensibile al fenomeno ufo, oppure come sembra sia un'autentica tradizione islamica, riletta in chiave contemporanea, passando per le misteriose rivelazioni di Elija Muhammad, che per quanto possa aver metaforizzato qualcosa, di certo non era un semplice sprovveduto cantastorie. Una cosa è comunque ampiamente condivisa, trasversalmente da tutti i popoli e da tutte le religioni: la questione ufo è quantomai realistica e penetra la storia dell'umanità in maniera capillare e misteriosa, da sempre, e il livello di consapevolezza esige ormai una conoscenza più veritiera. Sembra che i tempi siano maturi, finalmente, per conoscere la verità.

10/03/11

INTERVISTA ESCLUSIVA CON IL COLONNELLO JOHN B. ALEXANDER SU UFO E FENOMENI PARANORMALI


John B. Alexander è un ex Colonnello dell'Us Army, nella quale ha servito per 32 anni, dal 1956 al 1988. Nonostante il ritiro, recentemente è stato impegnato nuovamente dal governo statunitense con incarichi di consulenza militare, come in Afghanistan, e in generale ha intrapreso personalmente avventurose iniziative di diverso tipo in tutto il mondo. Nella sua carriera, oltre ad alcune partecipazioni come comandante nelle Forze Speciali in Vietnam e Thailandia, ha gestito e presenziato in alcuni programmi segreti di ricerca utili soprattutto allo sviluppo delle "No lethal Weapons". Inoltre  ha condotto progetti finalizzati alla comprensione e all'utilizzo delle facoltà paranormali e all'utilità di tecniche rivoluzionarie come la "Programmazione Neuro Linguistica", in campo militare. Viene menzionato ad esempio nel libro (che è diventato recentemente un film) "L'uomo che fissava le capre" di John Ronson, dove si analizza l'influenza delle tematiche New Age nell'esercizio e nell'organizzazione delle funzioni militari, ispirato soprattutto dal lavoro di Jim Channon, il vero protagonista e ideatore del "First Earth Battallion". Grazie alla sua scelta di intraprendere una carriera militare solida e meritevole, ottenuti diversi successi ed importantissimi riconoscimenti in seguito ad alcuni studi e relative pubblicazioni scientifico-militari, John Alexander durante gli anni di servizio si è guadagnato un livello di accesso ad informazioni classificate di altissimo livello. Visto il grande interesse personale e la sua predisposizione per il paranormale e l'ufologia, ha potuto approfondire tali questioni controverse da posizione privilegiata, senza per questo rinunciare alla propria carriera, riuscendo al contrario ad ottenere facoltà di ricercare per l'esercito in questi ambiti solitamente pericolosi a fini di prestigio, ottenendo dati e risultati notevoli. Durante questi ultimi anni ha scritto alcuni libri in merito, soprattutto riguardanti la questione ufo, da cui se da un lato emerge un atteggiamento disincantato e severo nei confronti del mito creatosi intorno ad essa, dall'altro si evince chiaramente la sua netta convinzione riguardo l'esistenza di oggetti volanti extraterrestri in visita sul nostro pianeta.
Vista l'uscita imminente del suo ultimo libro, ho colto l'occasione per rivolgere alcune domande al Col. Alexander in merito alla questione ufo.

WB: W. B.
JA: John Alexander

WB: Durante la sua carriera, ha mai avuto contatti diretti con degli ufo?
JA: Non particolarmente, sono stato testimone di alcuni avvistamenti ma di profilo minore, come indicato nel libro.

WB: Cosa pensava che fossero a quel tempo? E oggi, dopo molti anni, cosa pensa che siano?
JA: Al tempo non avevamo idea di cosa fossero, mentre invece oggi sappiamo che sono oggetti reali, ma che vanno totalmente al di là della comune comprensione. Non ci sono risposte semplici in merito.

WB: So che lei nega il fatto che esista un cover-up da parte di alcuni governi, cosa pensa in proposito di casi di ufo crash, come Roswell?
JA: Sono direttamente sceso in campo contro i così detti "ufo-chrash", come Roswell, poichè i dati in nostro possesso non hanno senso. Ho molta difficoltà a credere che "essi" viaggino per così tanto, compiendo tutta questa distanza solo per poi schiantarsi qui da noi.

WB: Ancora a proposito del cover-up: crede che sia possibile che esso esista o sia esistito senza che lei ne sia mai venuto a conoscenza?
JA: No, non esiste nessuna politica di cover-up. Detto questo c'è e c'è stato un piccolo numero di investigatori di basso livello (gerarchico) che sospetto abbia avvertito e convinto alcuni testimoni di stare zitti. Ribadisco, nessuna politica specifica, questi individui erano solamente convinti di dover agire così.

WB: Quale livello di segrtezza ha raggiunto?
JA: Molto più alto di quanto si possa immaginare

WB: Cosa crede che l'umanità debba aspettarsi dagli sviluppi della questione ufo, nei prossimi anni?
JA: Non molto. La comunità ufologica è il suo stesso peggior nemico. Le loro storie assurde spaventano i veri ricercatori. Il campo è tossico alla carriera.

WB: Lei crede sia ragionevole pensae che alcuni ufo siano in realtà prototipi segreti dell'Us Army o della CIA?
JA: Sì ci sono molti aeromobili strani in sviluppo, ma questo non li rende simili a quelli extraterrestri

WB: Pensa che sia possibile che questi modelli giungano da una retroingegneria extraterrestre
JA: No.

WB: Ha mai sentito qualcosa in proposito dell'esistenza di mezzi extraterrestri sul nostro pianeta, personalmente o confidenzialmente magari da persone graduate e credibili, appartenenti ai servizi segreti o ai militari?
JA: Non da fonti credibili. In proposito abbondano i miti.

WB: Ma lei  è sicuro che gli ufo non siano di provenienza umana, giusto?
JA: Sì

WB: Cosa pensa delle abductions?
JA: La cosa è complessa. Ci sono sempre state interazioni tra umani ed entità non umane per millenni. Solo alcune di esse sono in relazioni con gli ufo.

WB: Durante i suoi studi sul paranormale, ha mai assistito a fenomeni reali che non sono (ancora) spiegabili scientificamente?
JA: Moltissimi.

WB: Come mai secondo lei, seppur ci siano molti studi scientifici che confermano l'esistenza di questi fenomeni, ci sono molti scienziati che insistono nel negarli?
JA: Anche qui, il campo di studio di questi fenomeni è tossico per la carriera; se ne sei toccato non riesci più ad andartene. Purtroppo questi scienziati semplicemente si rifiutano persino di considerare i dati. E ce ne sono!

WB: Cosa vorrebbe dire a questi scienziati e alle persone estremamente scettiche che negano gli ufo e i veri casi di fenomeni paranormali?
JA: Che è tutto vero. Ciò di cui c'è davvero bisogno è che si renda possibile studiare questi fenomeni senza danneggiare o rischiare un'intera carriera. Ne vale la pena oltre ogni dubbio.

29/01/11

ROSWELL




Il blog "Mistero bufo" del Corriere della Sera, curato da Flavio Vanetti, ha indetto una piccola sfida tra i suoi partecipanti, i "Dibattiti Bufi", nei quali gli utenti divisi tra "credenti" e "miscredenti" si affrontano schierandosi rispettivamente a favore o contro nella disamina di alcuni avvenimanti ufologici, componendo una tesina di "parte".
Il primo tema trattato è l'incidente di Roswell. Avendo io partecipato in maniera decisiva nella stesura del testo dei "credenti" propongo qui di seguito il link alla tesi, la quale sarà anche visionabile permanentemente nello spazio "Archivio misteri" di Insolitanotizia.
Ringrazio Flavio Vanetti che mi ha concesso di pubblicare il lavoro su questo blog e tutti coloro che hanno partecipato alla stesura del testo.

per leggere la tesi cliccare qui sotto:

Ipotesi di un coinvolgimento ufologico di natura extraterrestre relativo ai fatti noti come l' "Incidente di Roswell"

18/01/11

MICHIO KAKU: NOVITA' SCIENTIFICHE SU UFO E ALIENI



 La scienza in generale, la fisica e l'astrofisica in particolare hanno fatto notevoli passi in avanti negli ultimi decenni, tanto da mettere in discussione molti dei dogmi ai quali molta parte della comunità è sempre stata affezionata, vuoi per motivi conservatoristici, vuoi per mancanza di immaginazione. Non c'è di che stupirsene: è sempre stato così e così sempre sarà, e parafrasando un noto fisico del passato si può dire che certe nuove teorie seppur corrette, vengono accettate universalmente solo quando la generazione degli oppositori non passa a miglior vita.
E' facile sentirsi rispondere: "la scienza è scienza, non cambia con il passare degli anni, se una teoria era provata e corretta allora, lo è anche oggi". Ecco, niente di più sbagliato. Anche perchè una formula matematica o fisica di per sè è certamente sempre corretta, ma la teoria che da essa può derivare niente affatto. Questo è dovuto al fatto che non è possibile poter vantare la considerazione di tutte le variabili, ma anche solo la totalità dei fattori in gioco, ed inoltre il risultato è talvolta soggetto ad interpretazione. Soprattutto si consideri che esse sono appunto teoria, il cui termine stesso prevede il fatto che non sarà mai cosa certa e mai completamente provata. Ciò non vuol dire che tutte le torie scientifiche sono discutibili, anzi, la maggior parte di esse si basa sull'esperienza, su conferme indirette e su molteplici operazioni di controllo, tanto da apparire considerevolmente affidabili, ma la verità è che la validità di una teoria scientifica è reale fino a quando non si scoprono elementi in disaccordo, o non si trovano interpretazioni migliori, cosa che in genere porta ad un'altra teoria migliore, in sostituzione della vecchia. Ciò accade continuamente soprattutto per quelle sceinze ancora in divenire, come lo studio dei meccanismi dell'universo o la fisica delle particelle, anche per il fatto che gli ambienti d'osservazione dei relativi fenomeni è particolarmente difficile, e di fatto ne ignoriamo del tutto alcuni elementi. Nel secolo scorso si sono susseguite scoperte destabilizzanti per la scienza, come la Relatività e la fisica quantstica, e solo oggi iniziamo ad assaporare i frutti più succosi di tali rivoluzioni epocali. Niente di più facile che in questo approfondire alcune delle teorie più fragili vadano sostituite, o aggirate. Questo in relazione all'esobiologia e all'ufologia è ancora più evidente. Tutti i pregiudizi novecenteschi carichi di arrogante scetticismo nullificatore sono caduti uno ad uno, tanto che oggi uno degli astrofisici più noti e considerati come è Michio Kaku, si permette di parlare di queste cose in termini deltutto possibilisti, dimostrando il cambiamento radicale dell'atteggiamento della vera scienza nei confronti della ricerca della vita aliena, e dell'identificazione di certi fenomeni una volta reputati leggendari, come gli ufo. Eh sì! La velocità della luce non è più un problema e l'acqua è dappertutto nel nostro spicchio di universo: rassegnatevi voi nichilisti fustigatori dell'immaginazione; la scienza non è dalla vostra parte.

05/01/11

INTEGRAZIONE ALIENA



Il problema delle abductions, gli ipotetici rapimenti alieni lamentati da diversi milioni di persone nel mondo è questione assai spinosa e controversa. In effetti ad oggi non abbiamo prove tangibili dell'effettiva realtà di tali manifestazioni, e secondo la maggior parte degli scienziati il fenomeno è da ascriversi ad un processo psicologico complesso, il quale però seppur fittizio lascia nel soggetto che si sente autenticamente "rapito", tutti i residui di un'evento veramente vissuto. Proprio per questo motivo, ovvero poichè gli addotti raccontano quella che per loro è una vera esperienza, se si vuole essere obiettivi non è possibile liquidare esclusivamente la faccenda come pavor nocturnus, paralisi del sonno o schizofrenia. Bisogna in oltre considerare che ci sono alcuni preparatissimi uomini di scienza che invece di ascrivere la cosa a disordini psicologici, dopo aver a lungo approfondito e studiato i rapiti sostengono che il fenomeno è reale ed esiste la fortissima probabilità che una o più razze di alieni interferiscano veramente nelle vite di noi terrestri, tramite elaborate manipolazioni mentali e genetiche. Il fine per il quale questi evoluti esseri extraterrestri trafficherebbero con i nostri simili è ancora dibattuto: in Italia il Prof.Corrado Malanga sostiene che essi bramino le nostre anime per raggiungere una sorta di vita eterna; negli Usa il famosissimo prof. David Jacobs, dopo 38 anni di studi è convinto che invece sia in atto una sorta di invasione silenziosa da parte degli alieni, i quali attraverso la produzione di ibridi starebbero generando una nuova genìa dalle sembianze umane per ottenere progressivamente il controllo del pianeta. Effettivamente una delle strategie più efficaci e pergiunta indolore per colonizzare ed impadronirsi del nostro habitat, sarebbe proprio quello di sostituire la popolazione indigena (noi) con la propria, grazie alla quale poter conquistare e godersi la Terra senza spargimento di sangue, contando su un gruppo di entità biologiche nate con le stesse caratteristiche che permettono a noi umani di poter sopravvivere nelle condizioni chimico-fisiche peculiari del nostro ecosistema. Sarebbe il perfetto cavallo di Troia, un progetto spietato al quale sarebbe praticamente impossibile ribellarsi.
Secondo i racconti degli addotti selezionati da Jacobs la colonizzazione aliena sarebbe iniziata da molto tempo, ma solo nel futuro imminente la cosa raggiungerà il punto di non ritorno, e gli effetti di questa escalation saranno visibili a tutti. Infatti egli sostiene che la produzione di ibridi partoriti da cavie-donna come bambini apparentemente normali, sia in pieno svolgimento, e che essi saranno coloro che condurranno con l'inganno il resto dell'umanità ad una passiva accettazione del programma alieno, suggerendo un futuro migliore e la felicità per ognuno. Come nell'invasione degli ultracorpi chi sarà contaminato inviterà gli atri a non ribellarsi: tutto andrà meglio, non preoccupatevi, è per il vostro bene, etcetera etcetera.
Che dire, Malanga e lo stesso Jacobs sono alquanto pessimisti sul futuro dell'umanità, la quale non sarà in grado di emanciparsi dal controllo mentale e genetico da parte di una civiltà assai superiore tecnologicamente, dalla mire spietate, condizionata in fondo da un freddo, umanissimo e comprensibilissimo calcolo predatorio.
In realtà come detto non esistono prove a sostegno di questa tesi se non le presunte corrispondenze nelle testimonianze dei rapiti e il continuo aumento di ufo nei nostri cieli. A questo proposito è da sottolineare come tutte le più grandi organizzazioni ufologiche tendano a rinnegare e a non voler occuparsi della questione abduction. In effetti non esistono elementi probatori che suggeriscano un evidente correlazione dischi volanti-extraterrestri, e l'unico metodo di estrapolazione dei dati da parte degli studiosi degli addotti sono l'ipnosi e la PNL, tecniche assai produttive ed affascinanti, ma anche scientificamente non affidabili al 100 %, quindi dai risvolti assolutamente soggettivi. Così facendo però, se da un lato l'ufologia classica tende a delegittimare il fenomeno abduction, dall'altro rinuncia ad occuparsene, lasciando in mano agli entusiasti tutto lo sviluppo della teoria.
Personalmente non riesco ad evincere una verosimiglianza: per quanto sia convinto che gli ufo esistano non riesco ad essere sicuro che siano extraterrestri, e forse non ho abbastanza esperienza con i "rapiti" per farmene un'idea realistica, e se non riesco a convincermi seriamente delle loro verità bizzarre non posso neanche liquidare le testimonianze sincere di milioni di persone come baggianate psicoisteriche. Lo scorrere degli eventi indicherà forse chi avrà avuto ragione, ma il punto è questo: se davvero fosse in atto una strategia di controllo extraterrestre e il punto di svolta è già stato superato, se non saremo più che rapidi nell'affrontarlo non c'è speranza di sopravvivenza per il genere umano. Purtroppo però se così è vorrebbe anche dire che le istituzioni sono a fianco degli alieni, e che quindi non è possibile alcuna alternativa, a meno che lo scioglimento del segreto fosse davvero imminente. Vedete voi cosa credere, ma l'esperienza insegna una cosa: per quanto i lupi esistano, sono moltissimi di più coloro che ne gridano la minaccia senza nessun motivo effettivo, distogliendo l'attenzione dalle vere occasioni di pericolo, e se davvero succederà che gli alieni riusciranno a sostituirsi a noi umani sarà esclusivamente colpa nostra. Siamo ambigui ed egoisti, tendenti alla falsità, nonchè debolmente evoluti psicologicamente: non so come la pensiate, ma a mio avviso in un modo o nell'altro se non cambieremo repentinamente la nostra indole, il nostro destino prossimo è segnato comunque.

09/10/10

ECCO LE NUOVE REGOLE DEGLI SCIENZIATI DEL SETI PER IL CONTATTO CON E.T. (in inglese)





Declaration of Principles Concerning the Conduct
of the Search for Extraterrestrial Intelligence
Preamble
The parties to this declaration are individuals and institutions participating in the
scientific Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI).
The purpose of this document is to declare our commitment to conduct this search in a
scientifically valid and transparent manner and to establish uniform procedures for the
announcement of a confirmed SETI detection.
This commitment is made in recognition of the profound scientific, social, ethical, legal,
philosophical and other implications of a SETI detection. As this enterprise enjoys wide
public interest, but engenders uncertainty about how information collected during the
search will be handled, the signatories have voluntarily constructed this declaration. It,
together with a current list of signatory parties, will be placed on file with the
International Academy of Astronautics (IAA).

Principles
1. Searching: SETI experiments will be conducted transparently, and its practitioners will
be free to present reports on activities and results in public and professional fora. They
will also be responsive to news organizations and other public communications media
about their work.
2. Handling candidate evidence: In the event of a suspected detection of extraterrestrial
intelligence, the discoverer will make all efforts to verify the detection, using the
resources available to the discoverer and with the collaboration of other investigators,
whether or not signatories to this Declaration. Such efforts will include, but not be limited
to, observations at more than one facility and/or by more than one organization. There is
no obligation to disclose verification efforts while they are underway, and there should be
no premature disclosures pending verification. Inquiries from the media and news
organizations should be responded to promptly and honestly.
Information about candidate signals or other detections should be treated in the same way
that any scientist would treat provisional laboratory results. The Rio Scale, or its
equivalent, should be used as a guide to the import and significance of candidate
discoveries for the benefit of non-specialist audiences.
3. Confirmed detections: If the verification process confirms – by the consensus of the
other investigators involved and to a degree of certainty judged by the discoverers to be
credible – that a signal or other evidence is due to extraterrestrial intelligence, the
discoverer shall report this conclusion in a full and complete open manner to the public,
the scientific community, and the Secretary General of the United Nations. The
confirmation report will include the basic data, the process and results of the verification
efforts, any conclusions and intepretations, and any detected information content of the
signal itself. A formal report will also be made to the International Astronomical Union
(IAU).
4. All data necessary for the confirmation of the detection should be made available to the
international scientific community through publications, meetings, conferences, and other
appropriate means.
5. The discovery should be monitored. Any data bearing on the evidence of
extraterrestrial intelligence should be recorded and stored permanently to the greatest
extent feasible and practicable, in a form that will make it available to observers and to
the scientific community for further analysis and interpretation.
6. If the evidence of detection is in the form of electromagnetic signals, observers should
seek international agreement to protect the appropriate frequencies by exercising the
extraordinary procedures established within the World Administrative Radio Council of
the International Telecommunication Union.
7. Post Detection: A Post-Detection Task Group under the auspices of the IAA SETI
Permanent Study Group has been established to assist in matters that may arise in the
event of a confirmed signal, and to support the scientific and public analysis by offering
guidance, interpretation, and discussion of the wider implications of the detection.
8. Response to signals: In the case of the confirmed detection of a signal, signatories to
this declaration will not respond without first seeking guidance and consent of a broadly
representative international body, such as the United Nations.

Unanimously adopted by the SETI Permanent Study Group of the International
Academy of Astronautics, at its annual meeting in Prague, Czech Republic, on 30
September 2010.
These revised and streamlined Protocols are intended to replace the previous
document adopted by the International Academy of Astronautics in 1989.

30/09/10

ASTRONAVI MADRE DA PLUTONE?



Chi di voi ha letto questa notizia ed ha un minimo di esperienza nelle cose ufologiche, già avrà intuito il sapore bufalino del caso, anche (e soprattutto) se riportato con sensazione in diversi siti specializzati. Quelli invece che ancora si pongono dei dubbi sulla questione prendano atto di questo: le macchie che si vedono in queste foto tratte da Sky-Map sono aberrazioni grafiche, senza praticamente alcun margine di errore.
Purtroppo capisco che è davvero poco suggestiva come spiegazione, ma non sono un debunker e non ho interesse a negare il fenomeno ufo, anzi chi mi conosce sa quanto ci credo e quanto mi batto per una presa di coscienza collettiva del fenomeno, ma le affermazioni di questo tipo, come già era successo poco tempo fa con le immagini del SOHO e le presunte astronavi madre davanti al Sole, son un insulto all'intelligenza delle persone, e talvolta vili speculazioni veicolate in maniera appositamente scorretta.
Infatti se provaste voi stessi ad usare Sky-Map vedreste che la zona in questione è piena di questi "image artifacts", tanto che se ogni quadratino strano corrispondesse a reali corpi solidi volanti, ci sarebbero flotte intere di centinaia di mezzi in rotta verso l'interno del Sistema Solare, cosa che certamente prima o poi non sfuggirebbe neanche al più dilettante e filocomplottista degli astrofili. Il programma in questione assembla le diverse "fette" di Universo fotografate da diversi telescopi in tutto il mondo e digitalizzandone le immagini costruisce un interpretazione virtuale della realtà cosmologica. Niente di più facile che piccoli errori nel calcolo o nella composizione del mosaico, oppure zone temporaneamente non coperte dal servizio, creino questi classici buchi nelle immagini, dovuti soprattutto alla comprensibile approssimazione dello stato attuale di Sky-Map, il quale seppur utile ed affascinante, come quasi tutti i programmi di questo genere può avere diversi "bachi di programma" che si riflettono in "immagini spurie", ovvero artefatti creati dal software, ben riconoscibili e arcinoti a tutti gli appassionati di questo servizio.
Quindi è altrettanto facile, sia per un fruitore non adeguatamente scaltro, sia per il solito furbone propinatore di bufale ufologiche, mal interpretare questi quadratini e gridare all'astronave chilometrica in giro per il nostro giardino cosmico.
Per ottenere una prova valida a sostegno del fatto che questi buchi non sono astronavi, basterebbe controllare se col tempo esse dimostrassero di avere uno spostamento "intelligente". Se spuntano all'improvviso e rimangono immobili nel campo stellare, con enorme probabilità sono errori del software (oppure, con infinitesimale probabilità, per ridere dell'attualità, SPQR: Sono Pazzi Questi Rettiliani) .
In effetti le immagini dell'universo ottenute con le camere CCD (i sensori con cui abitualmente si riprende dal cosmo) presentano spesso simili artefatti (sia interni che esterni allo strumento di rilevazione). Il più delle volte si tratta appunto di errori del sistema, ma capita talvolta che quello che i soliti frettolosi strilloni potrebbero interpretare come astronavi galattiche, siano invece veri e propri fenomeni naturali. Sono diversi i fattori che possono trarre in inganno, come ad esempio i raggi cosmici che colpiscono il sensore con più frequenza (come quando il Sole è in forte attività): in questo caso si presentano in genere come tanti puntini, a volte anche addensati, ma non propriamente come quelli mostrati in queste ultime foto. Ovviamente la prima cosa che viene in mente nell'osservare un corpo in movimento nell spazio, è che possa trattarsi di un asteroide o di una cometa, non di Ashtar Sheran, ma escluse anche quest'ultime ipotesi non si potrebbe ancora gridare "all'astronave madre" con tanta facilità.
Un'altra causa ipotizzabile per quanto molto rara, potrebbe essere infatti rappresentata da “oggetti nebulari” (o “blobs”), ovvero composizioni astronomiche naturali. Questo fenomeno teorico però non è mai stato visto all’interno del Sistema Solare così come nello spazio interplanetario, e non è neppure previsto dalla teoria fisica, perlomeno in questa precisa fase evolutiva del nostro sistema solare, ma prima dell'impossibile...
Comunque l'unica variabile che potrebbe far pensare davvero ad una arca interstellare extraterrestre, oltre ai risultati all'infrarosso, sarebbe il moto e il comportamento tipico di un oggetto sotto controllo intelligente, ma a meno che gli occupanti della stessa non volessero prepararci al loro arrivo mostrandosi con tanta sfacciataggine, è molto più probabile che opterebbero per dei modi più discreti, magari negandosi alla nostra vista in modo di non farsi intercettare con tanta facilità. Infatti nel caso in cui una mega astronave aliena si dirigesse davvero verso di noi, secondo gli esperti sarebbe davvero improbabile poterla vedere a queste distanze, se non forse tramite i telescopi all'infrarosso.
La realtà della questione ufo, specialmente se legata ad un'ipotesi extraterrestre, è comunque così misteriosa e poco prevedibile che in effetti il contatto potrebbe accadere nei modi più impensabili, secondo logiche così aliene rispetto al nostro modo di pensare, da poter sorprenderci totalmente sia in un senso che nell'altro, ovvero sia per ingenuità che per diffidenza.
E' certamente possibile seppur improbabile, che un giorno i nostri telescopi avvistino un'arca interstellare nel nostro spicchio di universo, ma certamente non apparirà come un quadratino fisso su SkyMap. A rigor di logica se invece essi sono già qui e imperversano nei nostri cieli, hanno dimostrato chiaramente di poter rendersi sfuggenti ed invisibili; se invece devono ancora arrivare, in teoria dovremmo avere i mezzi per individuarli prima in altri modi.
La questione comunque è un altra: non fidatevi di quelli che vi porgono una fasulla bestialità senza nessun supporto logico scientifico; capisco che delle istituzioni e delle lobby ci sia poco di cui fidarsi, e che è facile prevedere che nel caso potrebbero nasconderci la verità, ma per avere certezze ci vuole molto di più che un puntino su una schermata di realtà virtuale. Fino a quando potranno prenderci per fessi, ci tratteranno da fessi, sta a noi smettere di poterglielo permettere, grazie alla logica e alla conoscenza. Alla fine due parole sole: Informatevi correttamente!

29/01/09

IPOTESI DI UN COINVOLGIMENTO UFOLOGICO DI NATURA EXTRATERRESTRE RELATIVO ALL'AVVENIMENTO STORICO NOTO COME “L'INCIDENTE DI ROSWELL”

PREMESSE
In base a numerosi documenti ufficiali confidenziali, recentemente declassificati negli Stati Uniti grazie al F.O.I.A. tra cui:
a) Il testo noto come “Il memoriale Twining”.
b) Il memorandum dell FBI del 31 gennaio 1949, intitolato "Protezione delle installazioni vitali".
c) Il testo noto come “il Memorandum Chadwell “.
d) Il “Maxwell AFB Emeergency Report” del 1954
e alle conclusioni di alcuni rapporti scientifico-militari tra cui:
e) Il “Rapporto COMETA” (Les OVNIs et la Défense. À quoi doit-on se préparer?) redatto in Francia da un' élite scientifico militare del paese, per uso interno
si può asserire che:
1- Come parzialmente anche all'estero, negli USA nella decade in cui avvenne il fatto in questione ed in quella immediatamente successiva, diversi personaggi istituzionali di altissimo livello, ai vertici di settori appartenenti o contingenti alla Difesa e all'Intelligence, nonchè figure di spicco all'interno della gerarchia militare statunitense, dell'USArmy e dell'Aviazione in particolare, si interrogavano segretamente e vicendevolmente sulla natura degli ufo, in cerca di notizie al fine di meglio comprendere la loro provenienza e la portata della questione in termini strategici.
2- I vertici del comando col tempo venirono in possesso di numerosi dati provenienti da tutto il mondo, utili a descrivere le caratteristiche di questi ufo. Vi furono infatti frequenti casi di osservazione diretta e di incontri ravvicinati da parte di diversi rappresentanti delle istituzioni e tra i militari, con questi oggetti non identificati. Grazie ai rapporti, alle testimonianze e alle indagini, svoltesi talvolta avvalendosi dell'utilizzo di alcuni strumenti di rilevazione come gli infrarossi e la detezione radar oltre ad altre misurazioni scientifiche di vario tipo, fu possibile raccogliere una quantità di informazioni esaudiente per l'identificazione materiale di tali oggetti.
3- All'epoca dei fatti, questa privilegiata catena confidenziale di condivisione delle informazioni relative agli ufo, permetteva alle personalità coinvolte di essere presumibilmente gli unici, insieme ai loro corrispettivi del blocco sovietico, ad avere un idea corretta della portata del fenomeno e delle reali caratteristiche di tali oggetti volanti.
4- In base ai suddetti documenti resi pubblici e ai suddetti dati, coloro che erano al corrente della faccenda potendo visionare i risultati di codeste osservazioni, consideravano il fenomeno ufo come assolutamente reale.
5- Nelle conclusioni gli stessi asserivano che, nei casi autentici, si trattasse certamente di veri aeromobili meccanici sconosciuti e non di fenomeni naturali o immaginari, tantomeno di oggetti convenzionali erronemante interpretati. Gli elementi peculiari di tali oggetti li identificano al di là di ogni dubbio come artificiali. Infatti tra le varie caratteristiche, è stato osservato e concluso che essi avessero la capacità di movimento autonoma tipica di un controllo volontario e intelligente. Inoltre le potenzialità manifestate da questi velivoli indicavano sovente una manovrabilità e una gestione della velocità assai superiori a qualsivoglia mezzo aereo noto, dimostrando l'uso di una tecnologia più evoluta di quella in uso all'epoca, sulla cui origine e della cui natura però ci si continuava ad interrogare.
6- Convenendo che sia del tutto improbabile il fatto che le alte sfere delle istituzioni della Difesa americana non sapessero di progetti segreti interni grazie ai quali identificare tali oggetti come propri, ed inoltre non potendo trovare riscontri presso la comunità scientifica in merito alla possibilità materiale di eguagliare tale potenziale tecnologico (teroicamente neppure ai giorni nostri), in tutti questi rapporti si conclude che la natura di questi velivoli fosse da ascriversi:
A- Ad avvenieristici ed ignoti progetti sovietici (gli unici a quei tempi in grado di affiancare gli americani nello sviluppo tecnologico)
B- Ad altra origine, come forze allogene di probabile origine extraterrestre.
TESI
Dati questi elementi, convenendo che storicamente si è appurato con gran margine di certezza l'impossibilità tecnica che tali oggetti fossero da attribuirsi al risultato di improbabili progetti segreti di origine sovietica, e reputando non credibile che i vertici degli apparati più significativi della Difesa degli Stati Uniti non fossero al corrente di “Black Operations” riguardanti i “Dischi Volanti”, o che potessero confondere una tecnologia potenziale con una assai più avanzata, l'alternativa che logicamente e scientificamente acquista più valore e resta in piedi, è quella di matrice allogena, di probabile origine extraterrestre.
Per quanto non sia noto alcun elemento che dimostri l'esistenza della vita al di fuori del nostro pianeta, e tantomeno esistano prove dirette che certifichino la presenza di qualsivoglia forza allogena sulla Terra, i fatti rendono lecito assumere quest'ipotesi come la più calzante per giustificare i risultati delle osservazioni prese in esame: si conviene che possa suonare stravagante, vista l'assenza di conferme di tipo scientifico, ma proprio per gli elementi fortemente indiziari, i pareri di personalità esperte e l'assenza totale di evidenze contrarie, l'ipotesi extraterrestre per lo meno deve godere di pari dignità in una valutazione logica a fini investigativi, nella disamina dei fatti oggetto di studio. Unitamente si sottolinea che a suggerire questa conclusione più o meno velatamente, sono elementi provenienti da ambienti di indubbia autorevolezza, che oltre a poter vantare il massimo livello di credibilità e di conoscenza in generale, sono noti per la consapevolezza di tutti i risvolti potenziali del livello tecnologico raggiunto globalmente, garantendo in oltre la massima accuratezza in precisione e realismo.
Allora come oggi, a meno di considerare verosimili ipotesi di tipo cospirazionista, come un governo ombra all'interno delle istituzioni americane avente un ruolo preponderante rispetto al legittimo potere effettivo, le posizioni delle citate personalità coinvolte supportanti questa tesi sono considerabili le uniche in grado di emettere giudizi obiettivi, in merito ad un fenomeno così misterioso e poco studiato diversamente, come è la questione ufo. Soprattutto come in questo caso, allorquando esse si esprimono in maniera confidenziale e spontaneamente in memoriali o relazioni ad esclusivo uso interno. Mettere in dubbio le valutazioni delle sole persone in grado di ottenere informazioni approfondite altamente classificate e riservate sarebbe un non sense, oltre che una ingiustificabile presunzione poco realistica.
POSSIBILE COVER-UP?
Se ci possono essere pochi dubbi sulla credibilità di documentazioni classificate finalizzate all'informazione dei vertici delle istituzioni, è altresì evidente oltre che storicamente accertato, che nella condivisione pubblica della realtà dei fatti, soprattutto nel caso sussista il rischio concreto di forte destabilizzazione sociale, i governanti possono agire all'esterno con ben altro atteggiamento e spontaneità. Infatti è prevedibile che anche in quegli anni, se avessero dovuto affrontare una situazione potenzialmente esplosiva come il contatto improvviso con una civiltà extraterrestre, le istituzioni americane sarebbero dovute intervenire in maniera decisa ed inderogabile per occultare le prove e minimizzare gli avvenimenti: sia per prendersi il tempo necessario a gestire la cosa, sia perchè conscie dei possibili risvolti. E' evidente quanto fosse paventabile la possibilità che un evento epocale come il ritrovamento di un'astronave aliena, potesse rappresentare uno schok di proporzioni inaudite, dalle pericolosissime conseguenze:
A- a livello popolare, tanto da minare il mantenimento dell'ordine pubblico e il normale svolgersi delle dinamiche sociali ed economiche;
B- a livello strategico, tale da destabilizzare i delicati equilibri geopolitici di allora (non dimentichiamo che la seconda guerra mondiale era finita solo 2 anni prima e che si stava delineando la tensione di quella che sarebbe stata la futura “Guerra fredda”).
Di conseguenza presupponendo che a Roswell si sia schiantato davvero un aeromobile di origine extraterrestre, presumere che ancora oggi l'umanità sia vittima di un cover-up perdurante, utile a mascherare un evento che col passare del tempo risulta sempre meno confessabile, è cosa deltutto logica e assai probabile.
A ROSWELL E' CADUTA UN'ASTRONAVE EXTRATERRESTRE
Testimonianze:
Molto importanti, tra le varie testimonianze che sono state più volte riportate dai media nel corso degli anni, sono quelle ad esempio di:
A- Jesse Marcel Jr., che parlando di quel giorno in cui suo padre Jesse Marcel, uno dei principali protagonisti dell’ intera vicenda, rientrò con degli strani rottami, disse: “Mio padre è rientrato molto tardi quella sera; era molto eccitato e svegliò me e mia madre per dirci che avevano trovato dei pezzi di un UFO da quelle parti. Anzi, parti di un disco volante, come si usava dire allora… e lui voleva che io li vedessi, perchè erano qualcosa di molto particolare”. Poi Jesse Marcel “padre” fu concovato alla AFB di Forth Worth, in Texas, dove ebbe un lungo colloquio col Generale Ramey. Dopodichè lo stesso Marcel Senior durante la famosa conferenza stampa indetta dall'esercito, fu incaricato di mostrare ai giornalisti i resti di un pallone atmosferico, i quali furono presentati al pubblico al fine di spiegare l’ accaduto più prosaicamente e coprire la verità (che oggi sappiamo essere comunque diversa). A questo proposito Jesse Marcel Jr. sottolineò che “quei rottami non erano affatto ciò che lui e sua madre avevano visto sul pavimento della cucina di casa la sera", o per meglio dire all’ alba di quel fatidico giorno del 1947. Jesse Marcel Jr. confermò che il padre gli disse che c’ era stato "chiaramente un insabbiamento sull’ incidente di Roswell”, cui lo stesso padre prese parte suo malgrado, accettando di raccontare ai giornalisti la storiella del pallone sonda. Ugualmente gli era stato ordinato dal Generale Ramey di posare davanti ai giornalisti con i resti del “Pallone” e di non dire più una sola parola di quello che aveva visto veramente a Roswell. Così Marcel “padre” in seguito fece intendere alla moglie che era necessario fingere che il fatto non fosse mai esistito, e le intimò di non parlarne con nessuno, nemmeno con gli amici. E infatti non se ne parlò più, nè in famiglia nè con gli amici”.
B- Maggiore Jesse Marcel, uno dei principali protagonisti dell’ intera vicenda, il quale prima di morire disse in un’ intervista: “C’ erano frammenti laggiù, sparsi in una zona lunga circa 1 km, e larga parecchie centinaia di metri. Una cosa di cui ero sicuro, essendo a conscenza di tutte le nostre attività, è che ciò che era caduto non era un pallone aerostatico, nè un aereo, e neppure un missile. Era qualcosa di diverso, che noi non conoscevamo”.Ed in oltre: “ C'era materiale di ogni tipo [...] pezzi con incisi sopra una sorta di geroglifici che nessuno poteva decifrare. Sembrava qualcosa di sconosciuto simile al legno di balsa, con lo stesso peso circa, ma non era affatto legno. Erano molto resistenti ma anche flessibili e non si potevano bruciare".
C- Tenente Walter Haut: Sicuramente una delle testimonianze più influenti. Egli era colui che aveva l'incarico di curare le pubbliche relazioni della base militare di Roswell e fu responsabile del famoso comunicato stampa iniziale, relativo al ritrovamento di un disco volante extraterrestre. In seguito, per tutta la vita e per tutta la carriera, nonostante abbia poi confessato una verità differente in una lettera da aprirsi dopo la sua morte, sostenne sempre la tesi del pallone sonda e negò di essere stato testimone degli eventi, rinnegando le sue dichiarazioni iniziali, a detta dei suoi amici e della sua famiglia per rispettare gli ordini ricevuti dai suoi superiori. Nel suo affidavit post mortem però, giurato e autentico senza ombra di dubbio, Haut scrisse: “ Sono convinto che quello che io personalmente osservai era un tipo di astronave e il suo equipaggio esseri provenienti dallo spazio". In oltre spiegò che l'8 luglio 1947, a seguito del comunicato stampa dato nel pomeriggio, era stato portato in un hangar della base dal colonnello Blanchard. Qui vide un'astronave ovoidale lunga circa 4 metri e mezzo, e alcuni piccoli corpi di circa un metro di altezza dalla testa di grandi dimensioni. Era sicuro che i corpi erano extraterrestri e provenivano dal veicolo spaziale schiantatosi a Roswell. Haut ha inoltre dichiarato che c'erano due zone con i rottami, il primo era un campo di detriti di grandi dimensioni a circa 75 miglia nord-ovest di Roswell (il sito indagato dal maggiore Marcel), e il secondo, a circa 40 miglia a nord della città, dove sono stati trovati l'astronave principale e i corpi. Il sito a nord era stato trovato da civili il 7 luglio. Nel corso di una riunione avvenuta la mattina dell'8 luglio a cui partecipò anche lo stesso Haut, gli ufficiali della base vennero informati del ritrovamento degli strani resti che nessuno aveva saputo identificare. Haut disse che ci fu una discussione su ciò che doveva essere raccontato al pubblico. Il Generale Ramey arrivato poco dopo, suggerì di comunicare all'opinione pubblica solo del campo di detriti più distante, come diversivo, per distrarre l'attenzione dalla zona più importante con i corpi e il veicolo spaziale. Poco dopo il tenete seppe dallo stesso Ramey che egli stava eseguendo gli ordini del Pentagono. Haut aggiunse che da principio non era a conoscenza esattamente di quali informazioni divulgare, infatti nell'ingenuo comunicato stampa che rilasciò qualche ora dopo descrisse in termini generali solo la prima zona, dicendo che l'United States Army Air Forces era venuto in possesso di un "disco volante" con la collaborazione di un allevatore locale, e che lo stesso era stato trasferito ai "piani più alti" dopo essere stato esaminato alla base. Come sappiamo il Generale Ramey in seguito dichiarò che un pallone meteorologico era stato erroneamente identificato come un disco volante, per insabbiare alla bene e meglio la cosa. Haut per rispetto ed amicizia da allora giurò a Ramey che non avrebbe mai smentito la tesi del pallone sonda, e che da allora avrebbe ammesso falsamente di non essere mai stato testimone di qualcos'altro. Immaginando che da morto non avrebbe più dovuto temere il giuramento fatto e il segreto militare, come detto predispose che dopo la sua dipartita si aprisse la lettera in cui finalmente ammetteva le sue responsabilità, alleggerendosi così la coscienza dopo tanti anni di bugie .
D- Frankie Rowe, figlia del capo dei pompieri di Roswell, il quale era venuto in possesso di alcuni pezzi del relitto,all’ epoca aveva 11 anni. Ella disse in un’ intervista: “Quando sollevavo uno di quei frammenti metallici era come se non avessi nulla in mano. Non lo sentivo neppure “toccare” la mia pelle. Era cosi’ strano… lo lasciavi cadere sul tavolo, e si allargava come se fosse acqua…”. Frankie Rowe dice che in seguito ricevette la visita di un “militare”, e questa parte dell' intervista e’ particolarmente toccante, in quanto la Rowe a tratti piange al ricordo delle parole di quell “Tizio”. "Lui teneva in mano una specie di “manganello”, che batteva minacciosamente sul palmo dell’ altra mano ogni volta che diceva qualcosa". Le disse: “Tu devi sapere che non sei mai stata in quel posto” – al che la Rowe controbatteva che lei invece c’ era stata, e lui le diceva con tono sprezzante e imperioso “No, tu non ci sei stata. Te lo vuoi ficcare in testa? Tu non sei mai stata laggiù, non hai visto nulla e non sai nulla” – E poi la parte più “minacciosa” della conversazione, che la Rowe riferisce in lacrime: “Questo deserto e’ molto grande, lo sai? Se vogliamo, vi possiamo portare (te e la tua famiglia,nda) nel mezzo di questo deserto, e nessuno troverà mai più i vostri corpi. Resteranno solo le vostre ossa, e nessuno saprà mai cosa vi è successo”.
E- Frank Joice: Sempre in relazione alle presunte “minacce”, egli fu uno dei primi ad aver dato la notizia via radio, e in un’ intervista raccontò di aver ricevuto una telefonata dal Pentagono, dal tono seguente: “E’ lei che ha parlato alla radio di quella storia dei dischi Volanti?” – quando Joice rispose affermativamente, la voce disse: “Passerai molti guai per questo”. In risposta lui sottolineò che era un civile, e che “loro” non potevano dirgli cosa raccontare o cosa non raccontare al pubblico della radio, e la risposta, secca e decisa, fu: “Te lo faccio vedere io cosa posso fare…” e poi … bang! Chi parlava da Washington butto’ giu seccamente il telefono. Il proprietario della radio in cui lavorava Joice ricevette a sua volta una telefonata da Washington, il cui contenuto fu il seguente: “Se mandi in onda delle notizie su questo fatto, perderai la licenza. E ciò non accadra’ a "babbo morto", ma succedera’ il giorno stesso in cui avrai mandato in onda la notizia!”
F- Oliver “Pappy” Anderson, pilota militare di stanza presso la RAAF di Roswell nel 1947. Nel 1981 Oliver Anderson decise di dire ciò che sapeva alla moglie Sappho ed alle sue figlie, dopo che in casa avevano letto un articolo sul giornale relativo ai fatti di Roswell. Secondo quanto riferì la signora Sappho Anderson in un’ intervista, il marito in quell’ occasione le disse: “Voglio che tu legga questo articolo, perchè parla di una storia vera. Io lo so, perchè ero io il pilota che trasportò il relitto dell’ UFO a Dayton. Posso testimoniare che quello che scrivono su questo giornale e’ vero, posso parlarti della cosa. Volevo dirtelo da tanti anni…..” .
In conclusione si consideri che oltre alle sopracitate testimonianze si sarebbe potuto trascriverne moltissime altre, tutte dello stesso tenore: ma sia per ragioni di spazio, sia per il fatto che in seguito alcune di esse furono intaccate da dubbi più o meno legittimi invalidanti la loro ammissibilità, è obiettivamente sufficente fermarsi qui. Ciò non toglie che moltissime altre persone credibili, siano essi militari coinvolti nella faccenda, come Elias Benjamin, poliziotto militare del 390° Air Service Squadron, o semplici cittadini venuti in contatto con i resti dell'incidente, come ad esempio l'addetto delle pompe funebri Glenn Dennis, sono sempre stai d'accordo nel descrivere i rottami e i cadaveri degli occupanti dell'aeromobile come “non di questo mondo”.
Infine molte di queste testimonianze suonano come una “liberazione”, sia per i protagonisti, sia per coloro che in un modo o nell’ altro decisero di condividerne l’ esperienza. Viste le evidenti minacce subite, il coraggio che alcuni di loro hanno dimostrato è notevole, così come deve essere stato oneroso il ricordo di un fatto straordinario mai dimenticato, celato con i propri cari al resto del mondo, talvolta per molto tempo. I fatti sembrano chiari: un aeromobile sconosciuto con a bordo degli esseri extraterrestri, o delle loro biocreature, sono caduti nel deserto del Texas e le istituzioni hanno fatto in modo da occultarne l'esistenza, cambiando per sempre la vita delle persone coinvolte e con tutta probabilità i destini del mondo intero.
CRITICHE ALLE INDAGINI DELLA RAAF DEL 1994-97 E ALLA SPIEGAZIONE "MOGUL"
Negli anni 1994-95, in seguito ad una interrogazione parlamentale, la US Air Force pubblicò i risultati di un'indagine interna relativa ai fatti di Roswell.
La documentazione rilasciata consta di migliaia di pagine, ma sostanzialmente l'intera faccenda viene liquidata con l'ammissione di una necessaria copertura da parte della RAAF e delle istituzioni in generale, di quello che allora era un proggetto segreto nato per monitorare le sperimentazioni atomiche dell'Unione Sovietica. Infatti per la prima volta ammisero che a Roswell non fu recuperato nè un disco volante extraterrestre, nè il famoso pallone sonda della prima versione, ma i resti del "Progetto Mogul", ovvero un particolare dispositivo aereo complesso, utile a raccogliere in atmosfera i residui rilasciati da eventuali test nucleari Russi.
Quella che a primo avviso sembra una giustificazione plausibile, seppur assai ritardataria, è però assai deludente se ci si interroga su alcuni particolari che a ben vedere, una volta di più suggeriscono come anche questa ennesima versione sembri essere la solita coperta corta, accomodata alla bene e meglio per coprire la realtà inconfessabile di Roswell.
Contraddizioni e lacune dell'indagine:
1) Non è mai stato presentato o ritrovato nessun documento che identificasse senza ombra di dubbio l'incidente di Roswell con il progetto Mogul. Nessun rapporto, neanche il più piccolo pezzo di carta relativo a una qualsivoglia sperimentazione di tale oggetto nel 1947, tantomeno in quei giorni nelle basi militari limitrofe al luogo del ritrovamento del relitto.
2) La ricostruzione delle sembianze di tale pallone spia non coincide minimamente con le caratteristiche ricavate dalle testimonianze più affidabili. In oltre gli inquirenti non hanno mai messo a confronto i testimoni con l'oggetto in questione per un'eventuale comparazione.
3) Osservando le immagini della conferenza stampa del 1947, quando furono pubblicamente mostrati dall'Aeronautica i rottami dell'oggetto caduto a Roswell, nascono alcune contraddizioni:
A) mancano le decine e decine di metri di cavo che in teoria avrebbero dovuto far parte dell'oggetto, e nessun testimone le ricorda sul luogo del ritrovamento: sparite nel nulla.
B) le immagini del relitto non combaciano con quello che dovrebbe essere un oggetto molto robusto e leggero, e tra l'altro non è mai stato chiarito come avrebbe fatto un attrezzo così resistente a distruggersi e sparpagliarsi in quel modo.
C) le quantità e la qualità del materiale recuperato e mostrato sono di gran lunga superiori e differenti da quelle che comporrebbero il progetto mogul.

4) L'Air Force interrogò solo 5 testimoni e dalla discutibile imparzialità, come se fosse in cerca di sole conferme della propria tesi. Se ci fosse stata davvero l'intenzione di andare a fondo della cosa le testimonianze da sentire sarebbero state centinaia. Soprattutto sarebbero state aggiunte nel rapporto tutte quelle dichiarazioni, pergiunta di militari reputabili "esperti", che avrebbero messo in dubbio l'associazione del relitto col progetto Mogul.
5) Non ci fu nessun provvedimento disciplinare nei confronti di quei militari colpevoli dell'errata identificazione come il Colonello Blanchard and il Maggiore Marcel, o il Tenente Haut. In oltre ad alcuni di essi fu solo imputata una certa "reazione esagerata", sottintendendo la discutibilità della loro facoltà di giudizio, quando gli stessi furono protagonisti di una carriera all'interno dell'Air Force di tutto rispetto, dall'inapputntabile condotta.
6) Il membro del congresso Steve Schiff, durante le ricerche per far luce sull'incidente, si lamentò che molti dei documenti che avrebbero potuto chiarire ulteriormente i fatti realmente accaduti a Roswell erano misteriosamente "scomparsi" o andati distrutti. Infatti egli sostiene:
"The GAO report states that the outgoing messages from Roswell Army Air Field for this period of time were destroyed without proper authority.” These messages would have shown how officers explained the incident to their superiors at the time, Schiff said.
"It is my understanding that these outgoing messages were permanent records, which should never have been destroyed. The GAO could not identify who destroyed the messages, or why."
Insomma come nel più classico insabbiamento, documenti preziosi e decisivi andati distrutti senza autorizzazioni specifiche e colpevoli non identificabili.
7) Nonostante diversi militari addetti alla documentazione del recupero del relitto furono visti da diversi testimoni nell'atto di fotografare e riprendere immagini, come d'altra parte avviene abitualmente in queste tipo di operazioni, mai nessuna immagine di quelle attività è stata rilasciata dall'Air Force. E' evidente quanto sarebbe stato facile da parte degli inquirenti corroborare la propria tesi fornendo inoppugnabili prove fotografiche. Essendo certamente in possesso di tali immagini, è assai ambiguo il fatto che la RAAF non le abbia mai rilasciate.
8) Nonostante l'Air Force abbia speso una parte intera dell'indagine per identificare come manichini gli strani cadaveri deformi relazionati al ritrovamento del relitto, è facile constatare che:
A) Il "Mogul", come tutti i progetti analoghi, non prevedeva e non ha mai previsto l'uso di manichini a bordo. Tra l'altro non è stato fornito nessun motivo logico per il quale proprio a Roswell, quel giorno si sarebbe dovuto fare altrimenti.
B) Per come è stato ricostruito il "Mogul" (notare che nessun prototipo è mai stato mostrato) dalla stessa Air Force, non ci sarebbe stato né uno posto specifico per alloggiare eventuali manichini, nè tantomeno uno spazio in cui essi avrebbero potuto essere agganciati o inseriti, per non meglio ben specificate attività non convenzionali.
9) Le sembianze dei manichini abitualmente usati dalla Air Force per esperimenti in quota (deltutto simili a veri esseri umani adulti di media altezza) non corrispondono minimamente con le caratteristiche testimoniate da coloro che videro i corpi realzionati all relitto. L'ipotesi di un maldestro fraintendimento è la sola ed unica possibilità che L'Air Force adduce per screditare le testimonianze relative sia al relitto che agli occupanti dello stesso; un po' troppo inflazionata e pretestuosa come spiegazione, soprattutto quando tutti i numerosi testimoni concordano nel descrivere gli esseri ritrovati come non umani, alti circa 1 metro, con la testa sproporzionatamente grande rispetto al corpo.
10) Riguardo poi all'effetiva esistenza e alla sostanziale utilità del Progetto Mogul nel 1947 ci sono ulteriori dubbi. Infatti l'Atomic Energy Commission e la CIA decisero di studiare metodi per controllare i test nucleari russi solo alla fine del maggio 1947. In oltre erano al corrente che i Sovietici non avrebbero potuto produrre abbastanza plutonio per una bomba fino agli inizi del 1950.
Oggi sappiamo che il primo test nucleare sovietico avvenne nel 1949 e furono solo gli Inglesi a rintracciare le particelle aeree di tale esperimento.
Insomma oltre a non esserci la ben che minima prova riguardante l'effettiva esistenza del "Mogul" o di proggetti simili nel 1947, non vi sono neanche i motivi e le tempistiche per i quali a Roswell nei primi giorni di luglio dello stesso anno, fosse già sperimentabile un prototipo analogo. In oltre nel 1949, quando i Russi effettivamente effettuarono i primi test atomici, gli americani non erano presenti in zona con nessunno strumento di rilevamento, men che mai con un "Mogul".
ALTRI DUBBI INDIZIARI
1) Perché in un telex mandato in quei giorni all'FBI da un loro ufficio a Dallas, si cita un disco esagonale?
2) Perché l' 8 luglio 1947 l'ufficio di informazioni al pubblico della Roswell Army Air Field (RAAF), nel New Mexico, emise un comunicato stampa, pubblicato dal quotidiano Roswell Daily Record, in cui veniva descritto il recupero di un disco volante da parte del personale militare del campo, da un ranch vicino Roswell? Come può confondere un pallone sonda, per quanto strano, un militare esperto?
3) Perché l'FBI nel luglio del 1947 avrebbe inviato un telegramma a J. Edgar Hoover, allora direttore del Federal Bureau, in cui si indicava il ritrovamento di un oggetto di matrice extraterrestre e dei suoi componenti?
4) Perché per circa una settimana W. W. Mac Brazel fu tenuto presso reparti dell'aeronautica? Perchè quando fu rilasciato, negò tutto ciò che aveva precedentemente affermato?
5) Perché il governo non ha dimostrato che era il "Mogul" semplicemente rilasciando le foto e i filmati del recupero?
6) Perché non ha mai palesato alcuna documentazione originale dell'epoca, che identificasse quel reperto con un prototipo "Mogul" senza ombra di dubbio? Tutto perduto?
7) Perché tutti i testimoni parlano di minacce e coercizioni da parte delle autorità militari, affinchè negassero la loro presenza sulla scena dell'incidente o supportassero la versione del pallone sonda?
8) Quando mai in un tribunale legale convenzionale, tali e tante testimonianze verrebbero ignorate in favore di una versione lacunosa e contradditoria?
CONCLUSIONI
In considerazione della quantità e della qualità degli elementi e degli indizi a favore della validità della tesi concernente un coinvolgimento di tipo ufologico-extraterrestre, in relazione all'incidente di Roswell, e a fronte di tutte le contraddizioni palesate dalla ricostruzione dell'indagine RAAF e della totale assenza di evidenze a sostegno di possibili alternative, si conclude che è obiettivamente possibile, se non altamente probabile che da parte delle autorità americane sia stata messa in atto una copertura per nascondere al mondo che a Roswell, nei primi di luglio del 1947 si schiantò un oggetto volante di origine extraterrestre.
Nell'analisi dei fatti si è preferito non citare l' autopsia del presunto cadavere di possibile origine extraterrestre, mostrato in un famoso filmato, da sempre relazionato ai fatti di Roswell (vedi appendice). In base alle analisi scientifiche e tecniche relative, sono state evidenziate diverse imprecisioni mediche ed alcune incongruenze storiche che in assenza di elementi favorevoli alla possibile autenticità, rendono tale filmato da reputarsi con gran probabilità non verosimile e di nessuna utilità a sostegno della nostra tesi.
Va sottolineato a questo proposito che il caso Roswell ha indotto una quantità abnorme di speculazioni finalizzate all'arricchimento personale ed alla creazione di un mito utile per una vera e propria “industria di Roswell”, tramite l'introduzione di macroscopiche falsità storiche nelle trame della vicenda, e di alcune testimonianze che col tempo si sono rivelate inaffidabili, se non del tutto false. La propaganda disinformativa più o meno controllata dalle istituzioni ha fatto il resto.
Tutto ciò  ha reso lo studio del caso sempre più difficile, ed ha contribuito ad inquinare e diluire la portata di alcuni elementi probatori, che se analizzati all'origine avrebbero probabilmente assunto un peso diverso e contribuito forse in maniera decisiva al discernimento del reale svolgimento dei fatti.
Non possiamo quindi non porci in ultimo le seguenti domande:
- Perché questa storia ha subito da parte delle istituzioni tante versioni ufficiali incongruenti?
- Perché tutti i testimoni che hanno giurato sull' incidente extraterrestre hanno subito minacce e pressioni affinchè confermassero una versione più vicina a quella istituzionale?
- Quanti e quali testimoni hanno avuto vita facile a seguito dei loro racconti?
In conclusione:
Pur essendoci la possibilità che il caso Roswell sia riconducibile alla copertura di qualche oggetto di "origine terrestre", come un non precisabile prototipo sperimentale o un improbabile aereo "Horten" (come sostenuto recentemente), questa alternativa presupporrebbe l'invalidazione immotivata di moltissime testimonianze autorevoli, l'avvenimento di mirabili coincidenze storicamente non confermate, e la messa in atto di una cospirazione ancora più macchinosa ed inverosimile, specialmente in base al fatto che, dopo più di 60 anni di incongruenze, i motivi che potevano spingere al mantenimento del segreto relativo ad un progetto "terrestre" non dovrebbero più esistere. Ciò nonostante le varie versioni delle istituzioni sono sempre state come detto, lacunose ed interlocutorie, non affidabili poichè condotte con il chiaro intento di confondere e mistificare i fatti realmente avvenuti, sostituendo all'occasione una spiegazione differente.
A 60 anni di distanza la sentenza pare fosse già stata emessa nel momento in cui l'opinione pubblica ha rischiato di scoprire la verità, paventando di conseguenza una reazione potenzialmente critica. Non si può che dubitare notevolmente di ciò che si è voluto far credere in tutti questi anni da parte delle istituzioni, e questa breve analisi dei fatti dimostra che tale dubbio non solo è' ben motovato e legittimo, ma che è altresì destinato a sollecitare ulteriori e piu' appfondite indagini future sull' intera vicenda.
APPENDICE
IL FILMATO SANTILLI E IL FALSO DELL' AUTOPSIA DEL PRESUNTO EXTRATERRESTRE: CASO CHIUSO?
PREMESSA
Il filmato conosciuto come "Il filmato Santilli", pur essendo generalmente accostato all' "Incidente di Roswell", a prescindere dalla sua autenticità storica si è dimostrato non essere in alcun modo direttamente collegabile al suddetto evento. Malgrado diverse teorie speculative accomunino i due elementi e l'autore del filmato sostenga la medesima tesi, ci preme sottolineare che non esiste nessun indizio concreto che relazioni il cadavere oggetto di analisi autoptica presente in tali immagini, con l'ipotetico aeromobile coinvolto nell'incidente di Roswell. Un 'eventuale correlazione potrebbe sorgere solo in seguito ad un analisi scientifica e storica del filmato originale che Santilli sostiene di aver copiato con la sua opera, la cui esistenza effettiva è però oggetto di notevoli dubbbi.Pertanto le dissertazioni riguardanti la sua autenticità ed i suoi contenuti, non possono minimamente inficiare o confermare ulteriormente, la validità degli elementi contenuti nell'ipotesi riguardante un possibile coinvolgimento di natura ufologico-extraterrestre nei fatti relativi all'incidente di Roswell.
LO SVOLGIMENTO DEI FATTI
E’ ormai accertato che il cortometraggio di 17 minuti in possesso del produttore inglese Ray Santilli, riguardante la presunta autopsia di una delle entità extraterrestri eventualmente ritrovate nel fatidico “Incidente di Roswell”, avvenuto nel Luglio del ’47 nel deserto del New Maxico, sia un clamoroso falso.
Ma nel considerare i fatti e le contingenze che portarono all'acquisizione del filmato da parte di Santilli, vanno approfonditi alcuni punti che possono rivalutare parzialmente l'intera vicenda.
Per comprende meglio è opportuno fare una breve cronistoria dei fatti.

Il 28 Agosto del 1995, l’americana Fox TV manda in onda in tarda serata uno speciale intitolato “Autopsia di un alieno: fatto o finzione”. Allo speciale partecipano alcuni esperti tra i quali il patologo forense Cyril Wecht, il quale affermò che l’autopsia del filmato era credibile ed eseguita correttamente, questo è un dettaglio fondamentale per la nostra analisi e lo vedremo più avanti. Il filmato suscita un’onda emotiva nell’opinione pubblica paragonabile a quella suscitata dal film di Zapruder sull’assassinio del Presidente Kennedy, stando a quello che intitolava Time Magazine. Subito si creò il fronte dei credenti che avevano trovato la tanto agognata prova dell’esistenza degli extraterrestri e gli scettici che intuiscono da subito il falso. Il filmato viene riproposto con più repliche fino a Novembre, registrando ascolti medi del 11.7 milioni di spettatori, e share del 14%. Successivamente la Fox decide di andare avanti con le indagini e sotto la guida di John Jopson e Robert Kiviat, ma dagli elementi emersi è chiaro da subito che le certezze dei credenti si sciolgono come neve al sole. Le incongruenze e gli anacronismi sono tali da dichiarare il film un falso e certamente non databile 1947.
La vicenda sembra chiudersi definitivamente nell’Aprile del 2006 con l’uscita del film “Alien Autopsy”, un versione ironica della vicenda. Ancora una volta uno speciale televisivo di Sky dal titolo “Eamon investiga: autopsia aliena” mette a luce la burla. In questo programma Santilli e l’amico produttore Gary Shoefiled, rivelano i particolari della realizzazione del cortometraggio. La scena fu girata in un appartamento vuoto di Rochester Square a Londra. Lo scultore John Humphreys realizzo il manichino dell’alieno in tre settimane e per gli organi interni furono utilizzate frattaglie animali acquistate presso una macelleria. Alla fine delle riprese il tutto fu gettato nella spazzatura.
Quindi è certo che il flimato compresa la parte sul ritrovamento dei frammenti del disco volante era, come dissero loro, una “ricostruzione”. I rottami furono realizzati dallo stesso Humphreys che dipinse anche i geroglifici e costruì il pannello di controllo della nave aliena a sei dita.
Dunque è solamente una falsificazione del tutto speculativa? No, dicono Santilli e il suo amico. Loro affermarono infatti che la ricostruzione della scena fu eseguita in base al filmato originale della vera autopsia sul cadavere di un extraterrestre, che lo stesso Santilli giura di aver visto. Il produttore inglese infatti disse che l’originale acquistato nell’estate del ’92 si danneggiò irrimediabilmente per il caldo e l’umidità, ma cosciente dell'eccezionalità di quelle immagini decise di ricrearne i contenuti nella maniera più precisa possibile. Lo stesso sostiene che alcuni frames della pellicola originale si salvarono, senza però mai specificare quali e quanti. Ma cosa vide davvero Santilli?
LA VERSIONE DI SANTILLI
La mia storia.
di R. Santilli
"Ero alla ricerca di materiale per un documentario sulla musica e mi trovai in Ohio nell’estate del ’92. Acquistai un cortometraggio su una delle prime esibizioni di Elvis Presley. Il filmato era stato realizzato per la Universal News da un cameraman freelance nell’estate del ‘55.
Dopo aver acquistato l’originale dalla stessa persona che lo aveva realizzato questi mi propose un altro cortometraggio in “formato piccolo” riguardante un evento accaduto nel ’47. Mi spiegò che il metraggio che voleva propormi, proveniva dall’Incidente di Roswell, e mostrava le scene del recupero dei rottami e, cosa molto più importante l’autopsia di un alieno. Io non conoscevo l’evento accaduto e Roswell non mi era familiare, ma quando sentii parlare di “autopsia di un alieno” certamente la cosa mi interessava.
Il cameraman era sulla ottantina e sembrava abbastanza sincero, mi spiegò che dal 1942 al 1952, lavorò per la Army Air Force (aviazione militare) e nelle forze speciali come cameraman, filmò molti eventi importanti tra cui gli esperimenti del Progetto Manhatan a White Sands.
Mi disse che il 2 Luglio del 1947, ricevette un ordine direttamente dal Generale McMullan il quale gli disse che c’era stato uno schianto e che doveva recarsi immediatamente a Withe Sands e filmare ogni cosa. Egli disse inoltre che aveva l’autorità per conferire solo ed esclusivamente con il Generale McMullan.
Prese il primo volo per Roswell e qui raggiunse il luogo dello schianto e lo descrisse come un piccolo lago secco.
Dopo aver ascoltato la storia mi recai a casa sua e vidi il filmato. Prese un bobina e la mise in un vecchio proiettore, poi lo girò verso una parete e lo vidi.
Il film fu eccezionale. Presi nota di un numero di codice sul bordo della pellicola e telefonai alla Kodak per sapere se era possibile risalire all’anno di fabbricazione della pellicola. Loro mi risposero positivamente e mi confermarono che il codice che gli avevo fornito corrispondeva al 1947.
Gli proposi immediatamente di fare un ulteriore analisi della pellicola, in cambio di denaro. Gli dissi che sarei ritornato in pochi giorni e gli chiesi un campione della pellicola, lui accettò e tagliò circa 60 cm dell’inizio di questa e la portai con me nel Regno Unito.
Sfortunatamente ebbi difficoltà a racimolare la somma pattuita e i pochi giorni divennero settimane poi mesi. Questo creò non pochi problemi perché il cameraman aveva necessità di denaro per il matrimonio imminente di un suo familiare. Lui divenne ostile e rifiutava le mie telefonate. Rispondeva la moglie e mi diceva che la faccenda era chiusa. Finalmente nel Novembre del 1994, con la somma raccolta tornai e comprai il film.
Credo che il cameraman fosse una persona onesta e sincera. Il suo matrimonio durava da almeno 50 anni con la stessa donna e viveva in ambiente modesto e umile. Ebbi modo di vedere le sue foto, i suoi album e gli attestati. Sono sicuro che il cameraman era ciò che disse di essere.
Venni via con 22 bobine, 21 normali e una in negativo."
DUBBI E CRITICHE ALLA VERSIONE DI SANTILLI
1) Il vecchio cameraman esiste realmente?. La sua identità non fu mai rivelata.
2) Santilli disse di aver preso nota del codice della pellicola, perchè non fu reso pubblico?
3) Ammesso che realmente Santilli abbia acquistato il film originale, com’è possibile che non abbia preso le dovute cautele per impedire che si rovinasse un documento così eccezionale?
4) Perché non ha mai fatto analizzare dalla Kodak abbastanza pellicola per avere conferme sulla relativa datazione?
5) Vista la poca verosimiglianza della distruzione della pellicola originale, è possibile che Santilli ancora lo conservi segretamente, e semplicemente lo abbia riprodotto sommariamente per precauzione?
CONCLUSIONI
Ribadendo l'assodata falsità del filmato in questione, restano invece alcuni dubbi circa la testimonianza del suo autore, il quale è certamente possibile dica la verità.
Restando in ambito deltutto ipotetico, la scelta di ricostruire il film originale, nel caso che Santilli davvero l'abbia visto o che esso sia ancora intatto, non è da criticare del tutto. Santilli acquista per una lauta somma il film dall’anziano cameraman perché questi ha deciso di venderlo poichè si trova indigente ed ha bisogno disperato di denaro. Vista la pericolosità di divulgare tale filmato l'inglese decide idi rifare il film, in versione casalinga, consapevole di venir prima poi scoperto. A che scopo? Semplicemente forse per tutelare sè stesso e il cameraman. Certamente questi doveva aver avvertito Santilli dei guai a cui poteva andare incontro e delle possibili ritorsioni da parte delle autorità, visto l'evidente volontà istituzionale di mantenere il cover-up ad ogni costo. Il modo migliore per evitarne le conseguenze forse fu proprio fare ciò che fece il produttore inglese. Alla fine ognuno ottiene ciò vuole: il vecchio cameraman riceve una bella somma di denaro per la propria famiglia, Santilli la notorietà, che nel mondo dello spettacolo è vitale, ma senza attirarsi le ire e la ritorsione di chi protegge da 60 anni i segreti di Roswell.
Se è assai verosimile l'ipotesi che nel ’47 precipitò un aeromobile extraterrestre nel New Mexico, è altrettanto realistico che uno dei cameraman presenti sulla scena per documentare le operazioni di recupero, si sia fatto una copia delle immagini ad uso personale all’insaputa delle autorità. Evidentemente poteva essere anche un efficace assicurazione per la vita, certo che un giorno gli avrebbe fruttato eventualmente una discreta quantità di denaro. Questa per lo meno è la versione di Ray Santilli, e forse chissà.. oggi esiste ancora realmente un film del ’47 che riproduce l’autopsia di un alieno, conservato come una reliquia preziosa in uno scantinato asciutto e fresco, al sicuro, lontano da occhi indiscreti.