Lo scettico non sempre approfondisce; il complottista spesso esagera. COME FARE? SCIENZA, INFORMAZIONE, MISTERO, UFO, PARANORMALE, FENOMENI SCONOSCIUTI, scie chimiche, archeologia e tutte LE MISTERIOSE CONTRADDIZIONI di questo mondo. Ricerco al fine di offrire un'informazione seria e verificata il più possibile, su ciò che la scienza ancora non vuole o non riesce a comprendere completamente. Ovviamente è il mio punto di vista, e mi aspetto che tu dica la tua. BENVENUTO
08/05/10
KUMBURGAZ: UFO O MOTOSCAFI?
In merito all'inattaccabilità delle immagini, a suo tempo fu definito "il video ufo più significativo di tutti i tempi".
Qualche mese fa però un ricercatore, Andrès Duarte, ufologo che si occupa di trovare spiegazioni razionali ai diversi avvistamenti, ha esordito con una disamina accurata del caso di Kumburgaz, giungendo alla conclusione che il soggetto delle immagini in questione non erano "dischi volanti" ma parti illuminate di imbarcazioni.
Secondo la sua ricostruzione le diverse immagini che compaiono nelle differenti sessioni di ripresa, essendo come detto ripresentatosi il fenomeno più volte in tre anni, apparterrebbero alla scocca in plastica che ricopre vari modelli di imbarcazioni tipo motoscafo, i quali riflettendo la luce lunare e grazie all'aberrazione ottica dovuta alla videocamera, produrrebbero quella tipica sagoma a semicerchio semitrasparente che si vede nelle riprese di Yalcin Yalman.
In oltre secondo Duarte, il motivo per cui l'oggetto negli anni sembrasse il medesimo, ma talvolta apparisse leggermente diverso, sarebbe dovuto al fatto che non sempre si sarebbe trattato della stesso tipo di imbarcazione con la stessa copertura in plexiglass, ma di finestroni e modelli differenti di yacht simili nelle fattezze.
Effettivamente la spiegazione sembrerebbe stare in piedi, e in parte risponderebbe ad alcune questioni, compresi certi misteriosi particolari delle immagini. Effettivamente la zona del Bosforo antistante alla cittadina di Kumburgaz dalla quale furono registrate le immagini, è località assai turistica ed è zeppa di imbarcazioni corrispondenti ai modelli suggeriti da Duarte.
Restano però secondo me alcune considerazioni da fare in merito alla tesi del ricercatore cileno.
Innanzitutto eliminiamo le stupidaggini che da tempo si vanno dicendo su questo caso, ovvero che si sarebbe trattato di effetti luminosi truffaldini come torcie elettriche, fari o luci simili su promontori inesistenti etc.: le riprese furono fatte in direzione del mare aperto, e il TUBITAK che ad oggi resta l'unico laboratorio scientifico che abbia analizzato il filmato, sostiene che le immagini "sono state girate ad una certa altezza dall'orizzonte".
Già di per sè questo escluderebbe qualcosa galleggiante nel mare, sempre che gli scienziati turchi si riferiscano alla più probabile porzione di spazio che hanno come sfondo le riprese, e non alla postazione del videoamatore.
Poi, possibile che un abitante della zona, abituato certamente al panorama della parte di città in cui risiede, possa confondere la familiare curva di uno yacht con le straordinarie fattezze di un ufo? E se fosse davvero un'imbarcazione così diffusa a produrre quell'inganno ottico, possibile che non siano mai state riprodotte immagini identiche, nè se ne siano mai viste altre di simili, nè prima, nè durante i diversi giorni di riprese, nè dopo o in un qualsiasi momento, o nei filmini che sicuramente tanti altri videoamatori avranno fatto dello stesso panorama, tanto da dimostrare con l'ovvietà della riproducibilità di tale effetto, la così comune spiegazione?
E dov'è il rollio tipico di una barca in mare aperto teleripresa con forte ingrandimento?
Come mai il TUBITAK non ha considerato, nella sua scientificità, una così banale spiegazione, e oltre tutto ha riscontrato esserci nelle vicinanze dell'oggetto in questione, precisamente sopra l"ufo", altri oggetti simili? Come avrebbero potuto questi altri oggetti, se fossero state davvero altre imbarcazioni più lontane, ad apparire al di sotto della linea d'orizzonte, considerando che il forte ingrandimento e la prospettiva schiacciata mostrano l'oggetto principale se non decisamente sopra, al massimo in corrispondenza della linea che divide il cielo dalle acque?
Tutte questi elementi non sono stati considerati da Duarte, il quale senza neanche provvedere a fornirci un riscontro di similarità con un immagine costruita in modo da fugare ogni dubbio, liquida così il caso Kumburgaz senza apportare altre eventuali dimostrazioni: "Les ovnis de Kumburgaz son ventanas de lanchas". Punto.
Visto che in passato il team di Duarte si era già prodigato con la creazione artificale di scenari simili, cercando di riprodurre "l'effetto Kumburgaz" sempre con delle imbarcazioni ma con pessimi risultati, possibile che tutta questa certezza non è stata dimostrata semplicemente con le immagini di uno Yacht alla luce lunare? Possibile che il tutto gli appaia oggi così scontato da chiudere la questione senza addurre per altro nessuna dimostrazione scientifica?
Personalmente reputo possibile e plausibile la spiegazione che il ricercatore cileno da ai fenomeni di Kumburgaz, ma senza un riscontro visivo compatibile, o dettagliate spiegazioni scientifiche, o descrizioni fisiche delle specifiche condizioni particolari che renderebbero irriproducibile la situazione tecnica/ambientale delle riprese originali di Yalcin Yalman, non si può che reputare la conclusione di Duarte unicamente un'ipotesi. Nulla più. Esattamente come quella di chi crede che si tratti di un disco volante.
Purtroppo questa situazione, per quanto si basi su una speculazione realistica, rappresenta la classica approssimazione di un certo scetticismo, il quale volendo a tutti i costi cancellare ogni possibile parvenza di metafisicità, tende ad adottare con prevaricante autorevolezza autoreferenziale la prima spiegazione razionale plausibile, dimenticando spesso di fornire prove consistenti, ignorando i particolari contradditori, facendo delle proprie teorie un castello di carte pronto a sgretolarsi alla prima vera opposizione ragionata. I casi sono tanti, dall'inconcludente pallone sonda di Roswell al magico batuffolo di polvere sulle immagini del volo inaugurale del Concorde. Purtroppo tante di queste assurdità mai provate intaccano la memoria comune e costituiscono il fallace bagaglio nozionistico di molti razionalisti (alcuni dei quali profondamente malfidati), i quali forti dell'imprimitura scientifica manipolano la storicità degli eventi, felici di far dimenticare all'opinione pubblica le incongruenze fattuali che costellano di metafisica la nostra vita. Se un complotto esiste è certamente l'implicito silenzio e la copertura volontaria da parte della scienza e della storiografia nei confronti di tutte quelle scomode verità che vanno a turbare la lineare visione positivista-darwinistica della storia dell'uomo: è troppo pericoloso dover riscrivere le proprie leggi per dettagli contradditori. Un esempio lampante ne è l'archeologia, ma in generale nell'ambito accademico come in quello tradizionalistico l'atteggiamento diffuso è quello della perpetuazione degli stereotipi, al fine di mantenere un controllo autoreferenziale sullo sviluppo intellettuale e sul mutamento culturale, fingendo una certa innovazione, per dare una parvenza di progresso. Come la peggiore serva si prodigano per mantenere lo status quo senza eccessivi affanni, manovrando affinchè i propri sottoposti colludano nella meschina comodità di nascondere sotto il tappeto le vergognose macchie rivelatrici.
09/07/09
AGGIORNAMENTO SUI GLASS TUBES DI MARTE: SONO EFFETTIVAMENTE "TUBI"?
Ammetto di aver peccato di ingenuità. Nell'articolo del 02/07/09 ipotizzavo che quello che si vedeva in un cratere lunare potesse essere un "glass tube" simile a quelli più famosi trovati su Marte. Ora l'ipotesi per quanto suggestiva è piuttosto campata in aria per la totale mancanza di prove scientifiche, se non per una foto poco definita che non costituisce un solido appiglio speculativo, e sebbene a guardarla il sospetto nasca spontaneo mi sono reso conto grazie alla discussione privata con alcuni utenti, che il vero problema non era se quello lunare potesse essere un "glass tube" in stile marziano, ma che secondo la NASA e diversi ricercatori non esiste nessun "tubo" su Marte. Infatti secondo questi ciò che appare come convesso e tondeggiante è in realtà concavo o comunque pianeggiante: in definitiva sarebbero increspature tipo dune di sabbia contenute nei canali cicatriziali della crosta marziana (probabilmente create dal vento) che darebbero l'illusione di tubi o "vermi" per dirla come Arthur C. Clarke. Proprio il famoso scrittore ed altri ricercatori tempo fa chiesero direttamente alla NASA di rispondere in merito a tale (presunta) eccezionale anomalia, e si videro ribattere che ... "Realize one critical fact--these are not "tubes"...the positive relief is an ILLUSION--the area is crossed by concave valleys. The transverse dune trains are emplaced on the valley floors--this is not new, either or Mars or the Earth." ...
In più dal California Institute for Physics & Astrophysic arrivarono queste delucidazioni:
Here's what's going on, to me anyway: First take a look at the synoptic overview image and convince yourself from the lighting of the impact crater that the illumination is coming generally from the left. So what you're looking at is actually a valley, not a "...glass worm..." The bright striations across the feature are actually a series of transverse dunes (I suppose they also qualify as sief dunes) running along the bottom of the valley, more or less perpendicular to its axis. It is interesting that they are so bright, but that could be the effect of both an intrinsically high albedo from a source region different than the valley floor layer, OR just a phase angle effect from a sun facing slope directed more or less toward the camera. Note that a lot of other terrain irregularities from the upper plateau surface also exhibit a bright backscattering effect. This kind of dune train aligned along a valley axis has been seen before (I think even from Viking data) but definitely has been seen before in MGS data. Very interesting, but more from the point of view of people who worry about eolian transport and markings on Mars as indicators of paleo wind regimes...when you have dunes collecting like this, it means that the underlying surface has been fairly swept clean of loose material and that the interdune areas are sand or dust free...with the material piling up in dunes due to interactions between the terrain and the atmospheric boundary layer...the more-or-less constant spacing is an aerodynamic resonance effect (kind of like hydrodynamic standing waves) and is common in terrestrial deserts. Nevertheless, a very interesting and evocative pictures...but not really any more than that.
Dr. Bernard Haisch
California Institute for Physics & Astrophysics
366 Cambridge Ave. Palo Alto, CA 94306
Director, California Institute for Physics & Astrophysic(CIPA)
Scientific Editor, The Astrophysical Journal
phone: 650-327-6284 ext. 205, fax: 650-327-6294
1) il vento necessario a creare queste dune non dovrebbe sussistere sul suolo marziano dove l'atmosfera è circa l'1% di quella terrestre, quindi un nostro uragano là è una brezza leggera.
2) il vento dovrebbe essere costante ed unidirezionale per mantenerle perfettamente integre.
3) la riflessione della luce e la colorazione del materiale che li compongono risultano completamente diverse dal terreno del contesto in cui sono inseriti, quindi se fossero il risultato del vento dovrebbero esserci delle corrispondenze.
4) se fossero canalizzazioni ventose ci dovrebbero essere delle grandi aperture ad "imbuto" in cui il vento dovrebbe accumulare potenza incanalandosi, ma così non è.
5) le striscie bianche sono perpendicolari al terreno. anche quando esso curva le striscie curvano senza che mai si presentino degli accumuli di sabbia come invece dovrebbe succedere se fossero superfici concave e di sabbia.
6) in diverse crepe in cui compare il fenomeno si può notare come nello stesso canale si presentino più "tubi"su diversi piani, come se scorressero gli uni sopra gli altri, fenomeno inpossibile da spiegare con dune a "gradini" paralleli ai bordi.
7) le striscie bianche perpendicolari sono chiaramente unite alle loro estremità da un bordo distinto che corre parallelamente al terreno. L'ipotesi "dune" non può spiegare in neesun modo tale costante caratteristica.
8) è talvolta visibile come si possano intravedere le striscie bianche perpendicolari spuntare da sotto strati di terreno eroso o crollato. L'ipotesi "dune" non può spiegare questo fenomeno.
9) si può notare come la consistenza del materiale e soprattutto la sua speculare riflessione della luce lo facciano assomigliare ad una sostanza vetrosa o simile alla plastica, specialmente in punti in cui un ostacolo del terreno crea una "bolla" del materiale componente dei "tubi" che mostra chiaramente un riflesso di luce tipico, inspiegabile con la teoria della sabbia.
8) questi oggetti formano talvolta un ombra che risulta compatibile con la teoria dei tubi, ma mai con la teoria delle "dune".
Capisco che bisogna avere coraggio per propendere verso la teoria di tubi, contraddicendo la NASA e tanti eminenti scienziati, ma andando a fondo nell'analisi di tale fenomeno la teoria delle dune fa' in fretta a sgretolarsi. Non è possibile esserne certi, bisognerebbe andare lì a controllare di persona, ma sono abbastanza convinto che siano grossi lunghissimi "tubi" di materiale traslucido che corrono su e giù, dentro e fuori per tutta la superficie del pianeta rosso. Ulteriori speculazioni sarebbero azzardate se si vuole mantenere una certa serietà, ciò non toglie meraviglia a questa bizzarra manifestazione, trovata dall'uomo a migliaia e migliaia di chilometri, su un pianeta alieno.
02/07/09
SULLA LUNA GLI STESSI TUBI DI MARTE?
tubi cratere luna
cratere lunaChiunque abbia un po' di spirito critico sa che sulla Luna avvengono cose assai strane, alcune davvero misteriose, come i noti TLP (Transient Lunar Phenomena) che da alcuni secoli turbano profondamente le menti scettiche degli scienziati che studiano il nostro satellite. Solitamente essi preferiscono ignorare la cosa e quando costretti a parlarne minimizzano il fenomeno farfugliando possibili assurdità scientifiche: ciò non toglie che la lista dei TLP testimoniati da scienziati di tutto il mondo, è imbarazzante per quanto nutrita ed inquietante. Guardando l' ingrandimento di una foto proveniente dal satellite/missione Clementine ho notato questo cratere lunare, che sembra al suo interno mostrare chiaramente lo stesso tipo di fenomeno riscontrato sul pianeta rosso, chiamato appunto "i tubi di vetro di Marte" (Mars Glass Tubes). Questo cratere si trova approssimativamente in un area a 37° latitudine sud, 193° longitudine ovest, 167° longitudine est, della sezione 29 della Carta Atlante Lunare Antonin Rukl. In esso era già stata notata una serie di anomalie ma che io sappia nessuno aveva mai notato la cosa. Aspetto la smentita di chiunque abbia facoltà di farlo, e qualsiasi osservazione in merito ai tubi verrà pubblicata, se ragionevole. In caso contrario sembra proprio che chi ha costruito i famosi tubi di vetro su Marte li abbia fatti anche sulla Luna, ma chi e cosa siano queste bizzarrie resta ancora un mistero.