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16/07/11

SCIENZA E TRASCENDENZA. LA VISIONE DI NICOLO' DALLAPORTA E IL CICAP

 Nel lontano 1991, quando il CICAP  fece il suo primo congresso nazionale a Padova, venne invitato come oratore il celebre fisico italiano Nicolò Dallaporta. Durante il dibattito, vertendo ovviamente il discorso sul paranormale, Dallaporta da grande scienziato visionario qual'era, stupì l'auditorio con un originale discorso particolarmente provocatorio e  non senza conseguenze, nel quale si contraddiceva palesemente la posizione (e le presunzioni) degli organizzatori. Infatti, raccogliendo più applausi di quanto evidentemente si potesse sopportare, nella successiva recensione del CICAP per descrivere l'intervento furono usate parole denigratorie, autentiche menzogne ed allusioni poco simpatiche nei confronti dello scienziato, tentando di ridimensionarne la portata e l'autorevolezza; tutto questo nello stile meschino e nullificatore che negli anni sarebbe poi emerso come sistematico, da parte del più noto comitato (pseudo)scientifico di "(pseudo)debunkers" italiano, qualora debba difendere la propria inadeguatezza, nel tentativo di mascherare l'endemica incapacità e non pertinenza, nell'affrontare questioni enormemente al di là della portata dello stesso, ma che tuttavia si ostina a voler "controllare".
Per chi non lo conoscesse, gli basti sapere che Dallaporta è definito talvolta, secondo quelle classiche didascalie generalizzanti e riassuntive utili ad introdurre un personaggio, come "uno dei padri dell'astrofisica italiana". Stranamente però, pur essendo uno scienziato di tutto rispetto e conosciutissimo nell'ambiente, non troverete una pagina su Wikipedia in cui compaia la sua biografia o le sue opere, e nel web in generale non vi sarà facile informarvi sul suo personaggio, pur essendo stato uno dei protagonisti della storia della fisica italiana dal dopoguerra ad oggi. Questo soprattutto poichè egli non si ridusse a fare il suo mestiere come la maggior parte dei suoi pari, occupandosi esclusivamente di scienza razionale, ma ebbe il coraggio di esprimere posizioni non convenzionali e di ricercare e dibattere in ambiti filosofici irrazionali. Sono pochi gli scienziati che intraprendono un percorso che partendo dal regno dei fenomeni fisici sfocia direttamente nella metafisica, e ancor di meno quelli che come lui, ribellandosi in parte alla visione rigida e onnipotente della comunità scientifica, hanno avuto il coraggio di ammettere i limiti della scienza contemporanea e di renderli evidenti, soprattutto nel momento in cui si essa si occupi di fenomeni metafisici e si arroghi il diritto di sancirne l'in-esistenza; in genere sono cose che in ambito accademico non vengono perdonate, e che solo i grandi si possono permettere, ma mai senza conseguenze; oggi il nome di i Dallaporta è caduto nell'oblio del grande pubblico, senza che nessuno ne celebri più la carriera, come invece succede per personaggi analoghi, dalla portata uguale quando non inferiore, ma più "epolitically correct" o "simpatici", più adatti per tirarne sù una fiction in 3 puntate.

In breve una sua biografia (da http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8815):

Nato nel 1910, morto nel 2003, "uno dei massimi fisici italiani, colui che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell'Istituto di Fisica di Padova ed, in generale, della Fisica italiana del dopoguerra. Ha insegnato per oltre quarant'anni Fisica teorica e Astrofisica presso l'Università di Padova.
È membro di varie, prestigiose Accademie, tra cui l'Accademia Pontificia delle Scienze e quella Patavina della città di Padova. Insignito del Premio nazionale per la Fisica dal Presidente della Repubblica, ha ricevuto nel 1998 il Diploma di Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Scienza e della Cultura offerto ancora dal Presidente della Repubblica.


Ecco dunque l'originale intervento di Nicolò Dallaporta al I Congresso Nazionale del CICAP, Padova, maggio 1991.
  
«Secondo tutte le dottrine tradizionali, quelle cioè fondate sulle Verità metafisiche che sono alla base di tutte le grandi tradizioni e religioni, quali l’Induismo, la Tradizione estremo-orientale, il Cristianesimo, l’Islam ed altre, il Principio Supremo, dal quale ogni cosa dipende, nel dare origine a tutto il cosmo manifestato, comincia col polarizzarsi in una suprema dualità, detta “ousia” ed “ule” da Aristotele, e tradotta come “forma” e “materia” dagli Scolastici.  La “materia”, che non è quella solita della fisica, è un substrato universale, in sé non manifestato, interamente passivo, sul quale agisce l’aspetto attivo del Supremo Principio tramite la “forma”, che plasma il substrato e gli conferisce tutte le sue differenziazioni; le quali, nella cosmologia tradizionale, si articolano nei seguenti tre livelli principali: il mondo prettamente spirituale, manifestato, ma non ancora rivestito di forma, il livello manifestato e già rivestito di forma, che nel suo insieme costituisce il mondo psichico, differenziato in una vasta molteplicità di sottolivelli, rispecchiantisi nelle diverse attività psichiche umane; e finalmente, quale puro rivestimento esteriore, il mondo corporeo, costituito da ciò che chiamiamo in senso stretto “materia”, e che gli Scolastici, per differenziarla dalla materia prima di cui si è detto prima, hanno denominato materia secunda.  Ora, in un tale quadro, costituito da diversi strati, che dal Principio Supremo si stendono sovrapposti, giù fino al rivestimento corporeo, appare chiaro come le connessioni conoscitive si possano impostare secondo due modalità essenzialmente diverse; e cioè le connessioni “orizzontali”, diciamo, che pongono correlazioni tra entità situate sullo stesso piano, e collocano la causa sul medesimo livello dell’effetto; ciò che conduce appunto alle conoscenze di tipo scientifico; e connessioni tra entità situate su livelli diversi, ovvero “verticali” se si vuole, per le quali la causalità, stavolta formale e non materiale, agisce dall’alto al basso, e si traduce nel fatto che nel mondo corporeo l’effetto è simbolo dell’entità psichica o spirituale simboleggiata. Il cosmo risulta pertanto così solcato da una indefinita rete di corrispondenze, di cui le più evidenti sono naturalmente quelle della scienza in senso stretto, in quanto apparenti nel solo mondo corporeo; mentre le più numerose, anche se meno direttamente percepibili, sono quelle dell'altro tipo, in quanto colleganti un numero indefinitamente maggiore di entità situate sui piani diversi del creato.  Ora, se oltre a riferirci alla sola struttura del cosmo, vogliamo pure schematizzare in un tale insieme la figura ed il ruolo dell’uomo, riscontreremo senza difficoltà che secondo tutte le dottrine tradizionali l’uomo è dotato di una funzione del tutto eccezionale nell’universo.  Mentre tutti gli altri esseri o entità cosmiche sembrano situati ad un determinato livello nella gerarchia degli stati, chi al puro livello corporeo (minerali), chi a quello corporeo con addentellati psichici (animali), chi a puri livelli spirituali (stati angelici), secondo una struttura che potremmo chiamare “orizzontale”, l’uomo invece è compartecipe di tutti questi livelli e può meglio venire rappresentato secondo una linea “verticale”, o “raggio”, che staccatosi dal Principio Supremo, attraversa tutti i livelli del mondo manifestato giù fino al suo rivestimento corporeo.  Per tale ragione l’uomo viene considerato come un intero “microcosmo”, corrispondente in modo biunivoco, ovvero livello per livello, al cosmo intero o “macrocosmo”, ed è questa sua totale compartecipazione al Tutto che permette di qualificarlo come “immagine di Dio” secondo il detto biblico.  Questo permette di comprendere immediatamente come la conoscenza dell’uomo, in quanto esso è compartecipe di tutti i piani del creato, sarà evidentemente costituita, oltre che da una componente scientifica che si riferisce al funzionamento del suo corpo, anche da tutta una serie di connessioni e concatenazioni di carattere verticale che collegano i vari suoi piani psichici e spirituali ai loro vari corrispondenti cosmici.  E ciò permette di comprendere in linea di principio come i vari fatti ed eventi del cosmo possano mettersi in corrispondenza coi fatti ed eventi umani, in una relazione di simbolo e simboleggiato, e come vi possano essere interferenze tra i domini spirituale, psichico e corporeo che potrebbero in certe circostanze alterare il corso normale delle leggi fisiche.  In modo particolare, dato che le “scienze” tradizionali più che un carattere puramente concettuale hanno un fine pratico, o meglio realizzativo, e cioè di fornire all’uomo indicazioni, mezzi di elevazione spirituale atti a condurlo allo scopo supremo della vita umana – che è quello di entrare in contatto con Dio –, l’insieme di tali corrispondenze micro/macrocosmiche fornirà il substrato per dottrine indirizzate appunto a questo scopo supremo, di aprire all’uomo i domini degli stati superiori dell’Essere.  Tali e non altre sono le vere funzioni di “scienze” tradizionali quali l’Astrologia e l’Alchimia, le operazioni astrologiche od alchemiche non avendo la minima intenzione di significare fatti astronomici o chimici del-l’ambito corporeo, bensì soltanto operazioni che simbolicamente raffigurano le imprese dell’anima in vista del conseguimento di stati dell’Essere superiori; ed il linguaggio ermetico di cui si servivano fungeva soltanto da copertura con un rivestimento di simboli astronomici o chimici per esprimere in modo segreto le più profonde esperienze che l’anima umana incontra e deve superare per pervenire a tali stati superiori.  Personalmente, mi sono interessato dei fondamenti metafisici delle varie tradizioni, e non ho alcuna conoscenza dettagliata delle “scienze” tradizionali applicative quali l’Astrologia e l’Alchimia sopraccitate. Non sono pertanto in grado di fornire precisazioni al riguardo, ed il mio intervento si limita quindi a segnalarne l'esistenza ed a giustificarne l’origine e l’attendibilità. Questo però è pienamente sufficiente per assicurarmi che, laddove come in Oriente sussistono scuole di spiritualità tradizionale, non ci siano ragioni per dubitare come fenomeni secondari di interferenza tra domini spirituale, psichico e corporeo possano di fatto talvolta verificarsi ed essere capiti ed interpretati per quello che sono; mentre, laddove come in Occidente dottrine quali quelle astrologiche ed alchemiche tradizionali sono pressoché totalmente ignorate e dimenticate, è verosimile che la stragrande maggioranza delle teorie e delle esperienze paranormali aventi corso oggidì non riposino sopra alcun fondamento né tradizionale né scientifico...  Comunque i fenomeni paranormali, quando siano autentici e non truccati, non possono né devono venire analizzati secondo la solita metodologia della scienza; ma ribadisco che ciò di per sé non significa per nulla che non esistono.  E, se mi è permesso trarre una generale conclusione da quanto ho detto fin qui, scorgerei una prudente misura nel non rigettare a priori tutto quello che non quadra direttamente con le nostre modalità correnti di conoscenza, e di rammentare quanto è stato affermato già tre secoli fa da Shakespeare per bocca di Amleto: “Ci sono molte più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne può sognare la vostra filosofia.”»

Si ringrazia Massimo Mazzucco e David Dario per il testo originale del discorso, e per la pagina Facebook da cui ho preso spunto, nella quale troverete anche la recensione del CICAP del congresso citato e altre informazioni relative alla questione.

27/05/11

IMMAGINARE LA DECIMA DIMENSIONE ?



Questo interessantissimo video mostra sommariamente come è possibile immaginare le 10 dimensioni di cui sarebbe composto il Tutto, secondo la Teoria delle Stringhe, una delle teorie più "di moda" e creative per cercare di spiegare l'universo e far quadrare quel poco che sappiamo di esso. Sinceramente sono in pochi in grado di approfondire anche solo la minima parte dei mille interrogativi e le infinite questioni che solleva questa esemplificazione, ma lo stesso vi propongo alcune riflessioni. Innanzi tutto guardando questa spiegazione, seguendo il discorso con attenzione è possibile seguire i concetti esposti, fino a capire cosa s'intende a grandi linee per dimensione e cosa sono le dimensioni a noi ignote, quelle a noi non percepibili che vanno dalla quinta alla decima; infatti immaginare cosa sono non è altrettanto che come sono. Questa differenza sostanziale e determinante vale un po' per tutti i concetti astratti, ad esempio quelli con cui è costruita la matematica, la fisica e di conseguenza praticamente ciò su cui si fonda il sapere scientifico. In vero gran parte del mondo in cui viviamo ha dei lati a noi invisibili, anzi la stragrande parte di universo a noi visibile è di fatto invisibile. Senza andare in altre dimensioni, basta pensare all'infinitamente piccolo, come i batteri, le cellule, le molecole, oppure a tutte quelle cose come la gravità, le onde sonore, lo spettro infrarosso della luce, i nostri pensieri. Insomma la rappresentazione del cosmo di cui abbiamo coscienza, la realtà che percepiamo con i nostri sensi è assolutamente parziale ed illusoria, e nonostante che grazie al nostro cervello ed al nostro ingegno riusciamo a superare le nostre facoltà sensibili con l'immaginazione, siamo in realtà molto lontani dal sentirne, comprenderne, definirne la reale esistenza. Questo dovrebbe bastare per ricordarci tante cose: innanzitutto la strabiliante iper complessità dell'universo che ci ospita, il quale, evidentemente non costruito apposta solo per noi, già solo per il fatto che sia regolato da leggi che gestiscono e tengono insieme il tutto armoniosamente, dovrebbe farci rendere conto di quanto sia comunque eccezionale la nostra esistenza, e del peso che realisticamente hanno anche le più piccole cose della nostra quotidianità, e cosa sta dietro alla più piccola, insignificante, banale molecola del nostro corpo. Poi dovrebbe essere lampante quanto la nostra posizione non ci permetta in nessun modo di pretendere quella saccenza tipica di noi umani, i quali sentiamo e diamo l'impressione di essere a buon punto nel dominare gli elementi e le leggi che li regolano, quando in realtà non siamo neanche in grado di cogliere le basi elementari di ciò di cui siamo composti. Ovviamente pensieri di tipo esistenzialistico, tipo le ragioni per le quali siamo ciò che siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e perchè, nascono proprio dall'intuizione di tutto ciò. E' anche per questo che scienza e filosofia, per quanto si corteggino, in realtà non si sopportino. Eppure istericamente non ci facciamo caso, e anzi proiettati in una corsa a perdi fiato nella distrazione dalla nostra essenza, e nell'esaltazione dei nostri sensi limitati, ci illudiamo di avere un qualche dominio sulle cose del mondo. Ci sembra di fare od essere qualcosa di definito, ma in realtà navighiamo in un mare infinito di dimensioni più o meno visibili di cui non capiamo un bel nulla e di cui neanche abbiamo percezione d'esistenza. Per finire: sì sappiamo contare, costruire, ed immaginare, ma da qui a pretendere di avere un qualche controllo o di avere un'idea di quello che è il nostro mondo, della struttura e delle leggi che lo governano.. beh è eccessivo.. Dovremmo essere tutti un po' più umili, e molto socraticamente ammettere di non sapere, in realtà, un fico secco. Dunque in realtà noi siamo quel puntino sul video, che non fa praticamente niente e non vede praticamente niente, ma la cosa buffa è che è tutto relativo alla propria dimensione, sia per noi che per la formica, che per ipotetici esseri decadimensionali, e il puntino diventa un universo, perchè anche se non sembra, ed è praticamente niente, quel puntino non è affatto, (il) niente.

20/02/11

MORGELLONS: I MEDIA INIZIANO A PARLARNE



Video che sembra testimoniare il progressivo interesse dei media nell'affare Morgellons, cosa che di solito è direttamente proporzionale all'accetazione graduale da parte della comunità scientifica. Per adesso è ancora tutto da provare ma evidentemente la ricerca si muove e nella direzione peggiore: ovvero sembra propendere per il fatto che questo morbo sia reale, e non una semplice malattia psicosomatica, con tutte le implicazioni realtive alla sua natura misteriosa, e alle possibili cause che ne hanno originanato la comparsa. Per adesso è necessario rimanere alla finestra aspettando che arrivino le conferme scientifiche, prima di veicolare informazioni faziose o speculare su possibili cospirazioni fantascientifiche, ma è chiaro che i sospetti che da anni circolano su questa malattia, sono del tutto legittimi. Pensare che sia sempre tutto una bufala porta a sottovalutare e ad essere superficiali, ma presumere di avere capito tutto è ugualmente pericoloso. Bisogna avere pazienza e drizzare le antenne.

08/02/11

MORGELLON'S: PRIMI PASSI PER UNA CURA?


 Il morbo di Morgellons è un tema quantomai attuale e controverso: per quanto non sia ancora ben verificato e accettato dalla maggior parte della medicina mainstream, sembra però manifestarsi con nuovi casi ogni anno. Ad oggi quelli riconosciuti sono circa 7.000, ma si sospetta che in realtà gli individui colpiti siano molti di più.
Il Morgellons è una malattia assai dolorosa e presenta diversi sintomi invalidanti, lasciando spesso cicatrici deturpanti, la cui caratteristica unica è quella tipica fuoriuscita di fibre estranee dalla pelle, sulla cui natura il dibattito è più che aperto. Infatti in base alle numerose teorie più o meno scientifiche provenienti da diversi settori di studio, c'è chi sostiene siano di origine batterica o parassitaria, ma comunque naturale, chi invece è convinto che queste fibre siano di origine artificiale, come ad esempio polimeri sintetici bio compatibili, frutto di un esperimento biologico su scala mondiale, come effetto collaterale o primario, attuato da fazioni più o meno deviate all'interno delle istituzioni. Proprio perchè la manifestazione, i sintomi e l'origine di questa malattia sono assolutamente misteriosi, soprattutto grazie al web sono nate tutta una serie di argomentazioni piuttosto non convenzionali, che passano da teorie più o meno scientifiche come organismi ancora non individuati, fino alle scie chimiche e agli alieni. Ad oggi le accuse che più sembrano incontrare il consenso internauta sono appunto quelle alle chemtrails: secondo questo pensiero, attraverso alcuni aerei appositamente equipaggiati, le organizzazioni militari di gran parte del mondo starebbero irrorando l'atmosfera non solo con diversi agenti patogeni e sostanze varie, ma anche con veri e propri artefatti nanotecnologici, in grado di essere assimilati dall'organismo e capaci di interfacciarsi con il nostro dna, facendo in alcuni casi sorgere come effetto collaterale o primario, il morbo di Morgellons. La debolezza di questa teoria sta nel fatto che le scie chimiche non sono una realtà scientifica, per lo meno non ancora, e per quanto ci siano forti indizi sul fatto che sia davvero in atto un programma di dispersione aerea clandestina, non vi è certezza alcuna sul contenuto e sui fini di questi esperimenti; è quantomai evidente come il collegamento tra chemtrails e Morgellon's sia, allo stato attuale delle cose, del tutto arbitrario, seppur non privo di parziali congruenze. Malgrado la monumentale disinformazione e le sembianze da leggenda metropolitana, visti i sospetti è innegabile quanto sarebbe indispensabile proseguire nello studio di questi fenomeni in maniera scientifica e rigorosa, sempre che si volesse dimostrare qualcosa di concreto.
In qualsiasi modo la pensiate a riguardo, la realtà è che di recente alcuni medici hanno comunque dovuto curare questa nuova patologia che molti specialisti si ostinano ancora a far risalire alla parassitosi depressiva (o delirio da parassitosi), o ad altre forme di paranoia, e pare che qualcuno sia riuscito con successo a curarne per lo meno i sintomi. Il miglior trattamento sembra essere quello a base di argento colloidale, il quale riuscirebbe laddove le comuni cure per la parassitosi appaiono inefficaci, cosa che sembrerebbe confermare che il Morgellons non sia solamente il risultato di una malattia mentale. In effetti questo morbo sembra essere comparso dal nulla, e le sue misteriose caratteristiche sono così inusuali rispetto all'aneddotica classica, che bisogna valutare seriamente, anche solo per escluderla, la possibilità che sia davvero il frutto di una manipolazione sperimentale di qualche folle progetto, magari militare. La storia ci insegna che purtroppo la realtà è talvolta molto più complessa e torbida di quanto il cospirazionismo tenda ad immaginare, e per quanto ancora del tutto dubbio, il morbo di Morgellons sembra avere ogni giorno più consistenza nella realtà dei fatti. Non resta che aspettare l'esito del percorso scientifico atto ad individuarne l'esistenza effettiva e le cause, e per coloro che ne soffrono davvero, sperare che qualcuno riesca per lo meno ad attenuarne i sintomi. La letteratura medica specifica è scarsa e le indagini relative alla possibile individuazione dell'origine e degli eventuali responsabili di questa terribile patologia, sono assolutamente all'inizio. Per ora permane il mistero e la situazione non è presa sul serio dalla maggior parte della comunità scientifica, ma non è detto che col tempo le cose cambino: sono ancora troppe le bufale, le speculazioni e le follie che girano ormai intorno a questo, come a tanti altri fenomeni ambigui del nostro tempo: se da un lato però è comprensibile il pregiudizio di chi dovrebbe ricercare seriamente, dall'altra non vi sono garanzie sull'effettiva imparzialità o sulla volontà di fare chiarezza, visto che la ricerca scientifica è notoriamente pilotata dai grandi interessi economici. Nel caso fosse davvero il frutto di un esperimento di tipo militare le probabilità di smascherarne il segreto sarebbero poche, esclusivamente nelle mani dei ricercatori indipendenti, i quali spesso e volentieri lavorano con budget inadeguati. Fino a quando le istituzioni non si meriteranno lo status di garante al di sopra di ogni sospetto, la gente continuerà ad arrangiarsi e a vivere in una parziale ignoranza, a confondersi, ad inseguire falsi miti, e ad essere ingannata dai falsi profeti. Alcuni scienziati sono purtroppo compresi nella schiera degli opprtunisti, e anch'essi nutrono in gran numero le fila dei servi del regime, utili ad instaurare nella società quell'univoca dittatura tecnocratica, indispensabile per una amorfizzazione dell'identità collettiva, e per una consumistica globalizzazione finanziaria speculativa. Ma la scienza, quella vera resta sempre l'unica vera risorsa per fare chiarezza, e a questa, e a quei pochi o tanti onesti uomini di scienza rimasti che dobbiamo affidarci, confidando in quel poco d'informazione autentica che ancora ci rimane, seppur sepolta sotto una montagna di inutili veline. Senza poter opporre fatti ineluttabili e senza la forza di ribellarsi ad una cieca autorità autoreferenziale, l'establishment sarà sempre in grado di dimostrarci il contrario, gli abili retorici di fuorviare le coscienze dominando le masse e gli speculatori di manipolare i meno consapevoli. E' un'amara realtà quella in cui siamo immersi: adagiati in un'illusione di libertà privata, fisica e mentale, all'esterno siamo in realtà come pollame in batteria, pronti ad essere ingozzati prima e sgozzati poi. L'unico modo per cambiare le cose è la consapevolezza e il coraggio di accettare il fatto che non siamo quello che crediamo di essere, rendersi conto che anche la nostra imprevedibilità in realtà è stata in qualche modo già calcolata, determinata. Burattini.. non lo siamo tutti?

20/01/11

SCETTICISMO Vs SCIENZA

Visto che parlavamo di teoria e di scienza, colgo la sincronica palla al balzo e vi ripropongo questo filmato e quest'articolo, appena letto sul sito amico "Automiribelli.org", utile sicuramente a chiarirvi le idee, e a riconoscere quando chi vi parla "è" o "presume di essere", un uomo di scienza. Godetevelo..
W.B.




Avendo di recente avuto privatamente un’acceso diverbio con un esponente di una certa categoria di scettici che ritengo “patologici”, il quale mi ha scritto mostrandosi “gentile” e “disponibile” al dialogo, mentre invece avevo già intuito dove volesse andare a parare sin dalle prime parole, ho deciso di ripubblicare un articolo del Prof. Mario Bruschi del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma; articolo un pò datato ma che descrive molto bene quale siano le ragioni per le quali non è più possibile assistere a certe scene isteriche proprie di quello scetticismo “bestiale” che possiede tutte le caratteristiche di una dicotomia mentale da sanatorio. “Ti dico subito che non credo agli argomenti che tratti… [...] ma credo che tu sia in buona fede”. Alché gli ho risposto immediatamente che il termine “CREDO” lo lascio ai preti; che uno scienziato non può permettersi in alcun modo di utilizzare quel termine in nessun senso conosciuto o sconosciuto; che la Scienza è il territorio delle realtà mutevoli e indefinibili; e che l’apertura è necessaria a comprendere il mondo in cui viviamo. Ovviamente, inutile dire che le mie argomentazioni sono state tutte sistematicamente ignorate dal “Dottore” in questione, con un bel: “ai fenomeni paranormali non credono più nemmeno i bambini”. Così, il termine CREDO è stato esposto DUE volte all’interno di un contesto dove CREDERE non è RICHIESTO. Piuttosto è richiesto CONFERMARE, VERIFICARE, SONDARE, INDAGARE e STUDIARE.

Il piccolo cartone che ho pubblicato è una mia personale iniziativa per comunicare ai giovani, soprattutto ai più giovani di non lasciarsi mai coinvolgere nel suicidio mentale di CHIUDERE le porte in faccia alla conoscenza, perché i cosiddetti PILASTRI della scienza sono deboli e fallaci come gli stessi pilastri che reggono un edificio: al primo terremoto di una certa imponenza si sbriciolano come i wafers. Pertanto chi lo condividerà nel proprio blog o sito, avrà tutta la mia gratitudine. Vi lascio ora all’articolo di Mario Bruschi. Buona lettura.
Teorie scientifiche e non

di Mario Bruschi
Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza – Roma

La scienza come oggi la intendiamo è iniziata grosso modo 4 secoli fa con Galileo. Molto è stato realizzato e molto è stato discusso. Ma che cosa è una teoria scientifica e cosa la distingue da una teoria non scientifica? Bisogna innanzitutto precisare che stiamo per il momento parlando di meta-scienza o se preferite di meta-fisica o ancora di epistemologia, cioè per parlare sulla scienza (meta-scienza) occorre uscire dalla scienza… Non vogliamo dare definizioni strette ed in fondo incomprensibili, ma useremo invece il metodo scientifico delle ‘approssimazioni successive’ (sigla AS da qui in poi).

Perchè diciamo che l’astrofisica è scienza mentre invece l’astrologia non lo è? Perchè diciamo che la termodinamica è scienza mentre invece l’estetica non lo è?

Molte risposte sono possibili:

1. la scienza si basa sul metodo sperimentale
2. la scienza è riproducibile
3. la scienza ci dice quali sono le leggi che regolano la realtà (ciò che le cose connette e muove e perchè -Me(ta)Faust-)
4. la scienza è vera, il resto è opinabile
5. etc.

Partiamo dal punto 1 ( che sperabilmente è quello indicato in un buon corso liceale) Cosa vuol dire metodo sperimentale? Lasciamo la parola a Galileo:

1a) “L’arte di porre domande alla natura e di ascoltarne le risposte”

Con il corollario, sempre di Galileo:

1b) “Tenendo in conto che il libro della Natura è scritto in linguaggio matematico”

Punto 1a) La Natura stessa è fonte e giudice della conoscenza. Cioè si impara interrogando la Natura (facendo esperimenti) e ascoltando le risposte (ricavando ipotesi di lavoro, semi-teorie, ed infine teorie) dai risultati degli esperimenti. Ma bisogna anche sottolineare il converso: le teorie, a qualsiasi livello, ci dicono anche quali domande porre (quali esperimenti fare…). E se questo è ottimo per certi versi (una selezione di impossibilità risparmia tempo e lavoro, altrimenti qualcuno potrebbe ancora cercare pietre levitanti, specchi magici o il 50simo epiciclo che renda conto dei dati astronomici), tuttavia è una limitazione seria. Ci sono domande che è illecito porsi secondo il paradigma corrente (vedi Khun). Ci sono campi possibili di indagine che nessun scienziato “serio” vorrà esplorare. Eppure molte scoperte scientifiche (e tecnologiche) sono venute da outsiders che non conoscevano i limiti posti dalle teorie allora correnti…

Per inciso: Galileo usa la parola “arte” e non magari “tecnica” o “procedura” o… : merita una riflessione!

Punto 1b) Perché ? è ancora un mistero. Due posizioni estreme sono oggi considerate: per gli uni la matematica è una nostra invenzione, inventata in gran parte per descrivere il mondo e non fa quindi meraviglia che in effetti descriva abbastanza bene il mondo…; per gli altri (platonici, per intenderci) le verità matematiche esistono per sé, e vengono quindi non create ma solo scoperte dagli uomini (il teorema di Pitagora, gli spazi di Hilbert esistono in qualche mondo ideale, Pitagora e Hilbert li hanno “visti” ma non creati, eventuali alieni avrebbero anche loro la nostra stessa matematica). Ovviamente nel secondo caso è difficile spiegare la straordinaria rispondenza tra matematica e realtà, se non prendendo in considerazione un piano, un progetto, forse un fine per la realtà stessa ( e quindi implicitamente, è necessario un Demiurgo, un architetto, un creatore). Una disamina approfondita è nel bel libro : “La luna nel pozzo cosmico”.

Comunque il metodo sperimentale (finora grossolanamente definito … AS) è un requisito di una buona teoria scientifica, ma basta a qualificarla? Molti scienziati direbbero si. E qui devo inserire una definizione di scienza che può sembrare un pò umoristica ma che ha un grande fondo di “verità”:

“Scienza è quello che gli scienziati fanno”

Quindi dovrebbe bastare. Tuttavia ci sono non-scienze (a giudizio dei più) quali appunto l’astrologia, i cui cultori dicono basate sullo stesso metodo sperimentale. Non voglio entrare in dettagli, ma solo ricordare che molti fisici, tra cui Galileo e Keplero, facevano ( e fanno) anche gli astrologi… e Newton si occupò per anni di studi cabalistici.

Punto 2) La scienza è riproducibile. O in altri termini è operazionale (Bridgman) , è pragmatica. Cioè la scienza ti dice: fai questo, questo e quest’altro ed otterrai esattamente ciò. Lascia cadere una pietra da 10 metri ed arriverà al suolo con questa velocità; lascia cadere una piuma ed una pietra dalla stessa altezza e contemporaneamente nel vuoto ed arriveranno a terra nello stesso istante; guarda le piccole oscillazioni dei pendoli e troverai che sono isocrone; etc. Ci sono cioè insiemi di prescrizioni operative che, se ben ripetute, danno lo stesso risultato. E danno lo stesso risultato indipendentemente dall’operatore (che può essere italiano cinese, sioux; può essere cattolico, musulmano, buddista; può essere affamato, felice, incavolato…), ma anche (con alcune precauzioni) indipendentemente dal luogo (l’esperimento, mutatis mutandis, può essere fatto qui, o in Antartide, o sulla Luna o sul terzo pianeta in orbita intorno alla stella Albireo) e anche indipendentemente dal tempo (ora, 2 secoli fa, tra 3 millenni). Sempre il risultato previsto, e solo il risultato previsto, dovrebbe essere ottenuto. In effetti la riproducibilità è stata per secoli la discriminante pricipale tra “effetti” illusori/soggettivi ed effetti “reali”. Però…

* La riproducibilità “classica”, descritta sommariamente sopra, non è più quella della fisica moderna. La meccanica quantistica ci dice: fai questo, questo e quest’altro e otterrai… o questo, o questo o quest’altro. Cioè il risultato di un esperimento, ripetuto nelle stesse identiche condizioni, non è più predicibile (nè ovviamente riproducibile). Ci sono invece più risultati possibili ( a volte anche infiniti risultati possibili) e tutto quello che può dirci la teoria è la probabilità di tali risultati (indeterminismo “quantistico” contro il determinismo “classico”). Quindi la riproducibilità permane solo in senso “debole”, cioè se faccio un numero ( sufficientemente) alto di volte lo stesso esperimento l’esito sarà in accordo statistico con le probabilità a priori date dalla teoria.

* La riproducibilità, come aveva già messo in luce 40 anni fa B. Toushek, sta diventando anche sempre più problematica in pratica. E questo è potenzialmente disastroso per una corretta prassi scientifica. Spiego con esempi. Galileo fece (anche se alcuni dubitano che lo fece veramente…) una serie di esperimenti con il piano inclinato. Variando l’angolo di inclinazione e facendo scivolare oggetti sul piano inclinato (ben levigato) si dimostrava sperimentalmente la legge del moto uniformemente accelerato. Bene… siccome a fondamento ( eccone un altro!) del metodo sperimentale c’è proprio il sano scetticismo (non c’è “ipse dixit” che tenga in campo scientifico) allora io oggi mi sveglio e dico: Galileo si è inventato i suoi risultati. Posso sempre però mettere tutto alla prova: mi costruisco il piano inclinato e ripeto l’esperimento. Bene. Ma il giorno dopo mi sveglio con il dubbio che Rubbia si sia sbagliato, cioè che i bosoni Z,W trovati al CERN, in realtà non esistono… Cosa dovrei fare? Ovviamente ripetere l’esperimento! Ma per ripetere l’esperimento occorrono: un acceleratore di particelle che costa miliardi di Euro, un equipe di almeno 300 scienziati/ingegneri/tecnici, 3 anni per la raccolta dati e l’analisi degli stessi. In sostanza il singolo scienziato non può più ripetere alcuni esperimenti (è vero che la comunità scientifica nel suo complesso può ancora farlo, ma temo che anche questa opzione si stia indebolendo a causa dei costi sempre più elevati. In fondo arrivare secondi o terzi non piace e soprattutto non procura nuovi finanziamenti.

* Ci sono teorie scientifiche che difficilmente, per difficoltà intrinseche, soddisfano il requisito della riproducibilità. Sto pensando in particolare alla Cosmologia: ammesso, e non concesso, che alla fine spieghi come è nato e si è poi evoluto questo Universo, come farei io (scientificamente scettico) a riprodurlo?

Quindi la riproducibilità resta sì un requisito importante per una teoria scientifica ma forse non è così strettamente caratterizzante.

Con i punti 3 e 4 entriamo sempre più nel terreno minato della filosofia…

Punto 3) Solo alcune considerazioni di sfuggita (ci saranno altri interventi in seguito (AS ! ):

3a) la realtà… cos’è la realtà? la descrizione della materia e della “realtà” data dalla Meccanica Quantistica è veramente agli antipodi della comune percezione del mondo di una persona comune anche colta… Semmai si avvicina alla descrizione/interpretazione del mondo di alcune “teorie” religiose/mistiche/sapienziali/esoteriche ( e di ciò si sono accorti sia numerosii “guru” sia numerosi fisici – vedi ad es.: “Il tao della fisica”, “La danza dei maestri Wu Li”, “The Holy Science”).

3b) La scienza non risponde ai “perchè”, semmai ai “come”. Cioè il gioco dei “perchè”, tanto caro ai bambini, si arresterebbe quasi subito se giocato con uno scienziato. Esempio: perchè le mele cadono? Perchè c’è la forza di gravità. Perchè c’è la forza di gravità? e perchè è proporzionale alla massa? e perchè si indebolisce con il quadrato della distanza? e perchè…? Domande senza risposta: la legge di Newton (e in modo molto diverso la Relatività Generale di Einstein) descrivono solo (!) “come” funziona la gravità…non perchè.

Punto 4) In che senso la scienza è “vera”? la domanda ha assunto una importanza non solo filosofica da quando Godel dimostrò che anche all’interno di teorie matematiche ( e che quindi dovrebbero comunque non presentare sorprese: vedi punto 1b) ci sono “verità” che non possono essere dimostrate…

Ma la scienza ha problemi ancora più peculiari.

4a) Limitazione del campo di indagine ( numero e misura).

La scienza moderna nasce limitando fortemente e precisamente il suo campo di indagine. Come vedremo nel capitolo successivo, può essere indagato solo ciò che è misurabile, cioè, in ultima analisi, ricondotto ad un numero (o a più numeri). Per cui la Fisica, e tutte le altre discipline che fondamentalmente poggiano sulla fisica, non si occupa di tutto: si occupa di quanto è quantificabile. Una grandissima parte del “conoscibile” o “percepibile” resta fuori dal campo di interesse della scienza. Questo non è affato chiaro nella percezione comune. L’insegnamento e i media ci hanno portato mediamente a credere che la scienza possa dire la sua su tutto (guardate cosa chiedono agli “esperti”…). Non è così. La qualità (i qualia) restano fuori. Amore, bellezza, gioia, pianto.. restano fuori. Per questo la termodinamica è una teoria scientifica e l’estetica no. Se qualcuno sarà in grado di misurare (secondo i canoni scientifici) la bellezza, allora l’estetica potrebbe divenire una teoria scientifica. Ovviamente con ciò non è che bellezza ed amore siano meno “veri” degli elettroni o dell’energia… solo che non fanno parte del campo di indagine scientifico. Se chiedete a Rubbia qualcosa sul sorriso della “Gioconda” , potrà ovviamente rispondere, ma risponderà come Rubbia non come scienziato. La sua opinione sarà appunto un’opinione, come la vostra.

4b) Accettiamo pure che in qualche senso la scienza sia “vera”, cioè ammettiamo che dia una descrizione plausibile ed utile della “realtà” (almeno della realtà misurabile). Ma quanto è vera? La domanda si impose all’inizio del secolo scorso quando improvvisamente la fisica “classica”, pazientemente costruita in 3 secoli e che aveva fino ad allora dato risultati eclatanti, si dimostrò errata e ben in due modi diversi! dalle ceneri della meccanica di Newton sorsero due Fenici: la “meccanica relativistica” e , faticosamente, la “meccanica quantistica” (e sono tuttora inconciliabili…). Era imperativo allora porsi il problema: come si può stimare il grado di verità di una determinata teoria scientifica? La risposta più semplice e più probabile fu investigata dalla cosiddetta scuola di Vienna e si può riassumere così:

“Una teoria scientifica è tanto più vera quanto più è verificata”

Date due teorie, la prima supportata da 1000 esperimenti a suo favore e la seconda da 10.000, allora la seconda è 10 volte più affidabile (vera) della prima… Sembra elementare Watson… tuttavia non lo è. Anzi, è decisamente sbagliato anche dal solo punto di vista logico.

Facciamo un semplice esempio.

Sia dato un mazzo (coperto) di carte “francesi” (52 carte: cuori, quadri, fiori, picche).

Ora propongo questa semplicissima “teoria scientifica”:

“la prossima carta che scoprirò, non sarà l’asso di picche”.

Ok, mettiamo la teoria alla prova dell’esperimento!

Scopro la prima carta: 4 di quadri.

Perfetto, è una conferma della mia teoria.

Scopro la seconda carta : 10 di cuori.

Ancora una conferma sperimentale per la teoria…

… scopro la 32sima carta: 7 di fiori.

Ancora una conferma. A questo punto la teoria sembra “solida”: ben 32 conferme sperimentali!

Ma procediamo (e supponiamo che la fortuna ci assista…)

.. scopro la 51sima carta: re di cuori.

Ora abbiamo ben 51 conferme sperimentali, abbiamo raggiunto un massimo di conferme… ma ovviamente (a meno che il mazzo sia truccato!) siamo ad un passo dalla catastrofe. Infatti necessariamente la prossima carta che scoprirò sarà l’asso di picche e la mia teoria miseramente crollerà.

Ripeto, l’esempio senbra banale ma se ne possono fare di più sottili (e logicamente equivalenti!). Tutto l’inizio del ’900 è stato caratterizzato da paradossi logici che misero “alla frusta” sia la Matematica che appunto questa meta-teoria della conferma.

Non è quindi necessariamente vero che una teoria scientifica è tanto più vera quanto più è stata verificata (cioè confermata dall’esperimento).

La scuola di Vienna chiuse metaforicamente i battenti… dalle sue ceneri emerse una meta-teoria diametralmente opposta. La teoria è dovuta a Popper (scomparso da poco), e si può riassumere così:

“una teoria può dirsi scientifica se e solo se è falsificabile”

Cioè il solo requisito di una teoria scientifica è la possibilità che una qualche esperimento dimostri che è sbagliata…

Paradossale!

Lo esprimo in una mia formulazione che mette ancor maggiormente in luce, spero, il paradosso:

a) Una teoria vera può essere falsa

b) Una teoria che non può essere falsa è falsa

Ovviamente ho un pò giocato sull’ambiguità che le parole hanno nel linguaggio comune (e che NON hanno nel linguaggio scientifico…)

Parafrasi di a): una teoria vera, cioè una teoria che può dirsi scientifica, deve, secondo Popper, poter essere, in linea di principio, falsa. Cioè deve esistere un qualche esperimento che se favorevole conferma la teoria (e fin qui niente succede, vedi sopra), ma se sfavorevole DISTRUGGE la teoria ( cioè dimostra che la teoria è falsa).

Per le persone comuni, i non addetti, è difficile apprezzare subito la drasticità di questa posizione:

una teoria solida, ben collaudata nei secoli, che ha avuto miliardi di esperimenti a sua conferma… può crollare (e DEVE crollare) appena UN SOLO esperimento la contraddice!

Sembra stupido: ma come, ho avuto ragione miliardi di volte ed ora per una volta che ho torto sono condannato/a? che giustizia è mai questa?

Ebbene è quello che dovrebbe accadere ed è in effetti accaduto in ambito scientifico! (non sperate però che accada in politica…)

Ma parafrasiamo anche il lato b) di sopra.

Una teoria che non può essere falsa è sicuramente falsa, cioè è una falsa teoria scientifica.

Esistono teorie che non possono essere false ? Certamente si.

Facciamo un esempio:

“La sedia su cui state sedendo ogni volta che non è osservata (vista, fotografata, ripresa da un qualsiasi tipo di sensore…) diventa immediatamente un gatto. Appena osservata ridiventa immediatamente una sedia”

Vi invito a trovare un qualche tipo di esperimento che possa falsificare quanto sopra affermato. Lascio inoltre alla vostra fantasia trovare, anche nella vita comune, altri esempi.

—————–

Conseguenze di quanto sopra:

1. uno scienziato non può occuparsi di tutto (ma solo di ciò che è misurabile);
2. uno scienziato non potrà mai dire: “questo è vero, questo è falso; questo è possibile, questo è impossibile”. O meglio… se lo dice sempre avrà presente, anche se spesso non viene esplicitata, la premessa: “alla luce delle conoscenze attuali”. Cioè uno scienziato sa (o dovrebbe sapere) che la scienza è la terra delle “verità” transitorie… la teoria oggi valida, potrebbe benissimo cadere domani.

Ma questa non è una debolezza, anzi! è la vera forza della scienza…

Altre letture possibili:

* Sarebbe consigliabile leggere gli scritti originali di Galileo. Un buon libro su Galileo:
* A. Frova, M. Marenzana: “Parola di Galileo”, Superbur Saggi, Biblioteca Universale Rizzoli, 1998
* M. Bruschi: “Me(ta)Faust”, Ed. Gli Ennagoni (Acquistabile in rete: qui)
* T.S. Khun: “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”, Einaudi, 1970
* J.D. Barrow, La luna nel pozzo cosmico , Biblioteca scientifica V. 20, Adelphi Edizioni
S.P.A. , Milano, 1994.
* P.W. Bridgman: “The nature of Physical theory”, Princeton, 1936
* F. Capra: ” Il Tao della Fisica” , Biblioteca scientifica V. 4, Adelphi Edizioni S.P.A. , Milano,
1982.
* G. Zukav: “La danza dei maestri Wu Li”, Corbaccio, 1995
* Swami Sri Yukteswar: “The holy science”, Self-Realization fellowship, 1977

fonte: http://www.coscienza.org/scienza/teorie.htm

18/01/11

MICHIO KAKU: NOVITA' SCIENTIFICHE SU UFO E ALIENI



 La scienza in generale, la fisica e l'astrofisica in particolare hanno fatto notevoli passi in avanti negli ultimi decenni, tanto da mettere in discussione molti dei dogmi ai quali molta parte della comunità è sempre stata affezionata, vuoi per motivi conservatoristici, vuoi per mancanza di immaginazione. Non c'è di che stupirsene: è sempre stato così e così sempre sarà, e parafrasando un noto fisico del passato si può dire che certe nuove teorie seppur corrette, vengono accettate universalmente solo quando la generazione degli oppositori non passa a miglior vita.
E' facile sentirsi rispondere: "la scienza è scienza, non cambia con il passare degli anni, se una teoria era provata e corretta allora, lo è anche oggi". Ecco, niente di più sbagliato. Anche perchè una formula matematica o fisica di per sè è certamente sempre corretta, ma la teoria che da essa può derivare niente affatto. Questo è dovuto al fatto che non è possibile poter vantare la considerazione di tutte le variabili, ma anche solo la totalità dei fattori in gioco, ed inoltre il risultato è talvolta soggetto ad interpretazione. Soprattutto si consideri che esse sono appunto teoria, il cui termine stesso prevede il fatto che non sarà mai cosa certa e mai completamente provata. Ciò non vuol dire che tutte le torie scientifiche sono discutibili, anzi, la maggior parte di esse si basa sull'esperienza, su conferme indirette e su molteplici operazioni di controllo, tanto da apparire considerevolmente affidabili, ma la verità è che la validità di una teoria scientifica è reale fino a quando non si scoprono elementi in disaccordo, o non si trovano interpretazioni migliori, cosa che in genere porta ad un'altra teoria migliore, in sostituzione della vecchia. Ciò accade continuamente soprattutto per quelle sceinze ancora in divenire, come lo studio dei meccanismi dell'universo o la fisica delle particelle, anche per il fatto che gli ambienti d'osservazione dei relativi fenomeni è particolarmente difficile, e di fatto ne ignoriamo del tutto alcuni elementi. Nel secolo scorso si sono susseguite scoperte destabilizzanti per la scienza, come la Relatività e la fisica quantstica, e solo oggi iniziamo ad assaporare i frutti più succosi di tali rivoluzioni epocali. Niente di più facile che in questo approfondire alcune delle teorie più fragili vadano sostituite, o aggirate. Questo in relazione all'esobiologia e all'ufologia è ancora più evidente. Tutti i pregiudizi novecenteschi carichi di arrogante scetticismo nullificatore sono caduti uno ad uno, tanto che oggi uno degli astrofisici più noti e considerati come è Michio Kaku, si permette di parlare di queste cose in termini deltutto possibilisti, dimostrando il cambiamento radicale dell'atteggiamento della vera scienza nei confronti della ricerca della vita aliena, e dell'identificazione di certi fenomeni una volta reputati leggendari, come gli ufo. Eh sì! La velocità della luce non è più un problema e l'acqua è dappertutto nel nostro spicchio di universo: rassegnatevi voi nichilisti fustigatori dell'immaginazione; la scienza non è dalla vostra parte.

22/10/10

QUANTE PROBABILITA' CHE PRIMA O POI QUALCUNO DI QUESTI COLPISCA LA TERRA?



Il puntino giallo siamo noi, gli altri sono gli asterodi scoperti negli ultimi anni..
Fa effetto vero?

09/10/10

ECCO LE NUOVE REGOLE DEGLI SCIENZIATI DEL SETI PER IL CONTATTO CON E.T. (in inglese)





Declaration of Principles Concerning the Conduct
of the Search for Extraterrestrial Intelligence
Preamble
The parties to this declaration are individuals and institutions participating in the
scientific Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI).
The purpose of this document is to declare our commitment to conduct this search in a
scientifically valid and transparent manner and to establish uniform procedures for the
announcement of a confirmed SETI detection.
This commitment is made in recognition of the profound scientific, social, ethical, legal,
philosophical and other implications of a SETI detection. As this enterprise enjoys wide
public interest, but engenders uncertainty about how information collected during the
search will be handled, the signatories have voluntarily constructed this declaration. It,
together with a current list of signatory parties, will be placed on file with the
International Academy of Astronautics (IAA).

Principles
1. Searching: SETI experiments will be conducted transparently, and its practitioners will
be free to present reports on activities and results in public and professional fora. They
will also be responsive to news organizations and other public communications media
about their work.
2. Handling candidate evidence: In the event of a suspected detection of extraterrestrial
intelligence, the discoverer will make all efforts to verify the detection, using the
resources available to the discoverer and with the collaboration of other investigators,
whether or not signatories to this Declaration. Such efforts will include, but not be limited
to, observations at more than one facility and/or by more than one organization. There is
no obligation to disclose verification efforts while they are underway, and there should be
no premature disclosures pending verification. Inquiries from the media and news
organizations should be responded to promptly and honestly.
Information about candidate signals or other detections should be treated in the same way
that any scientist would treat provisional laboratory results. The Rio Scale, or its
equivalent, should be used as a guide to the import and significance of candidate
discoveries for the benefit of non-specialist audiences.
3. Confirmed detections: If the verification process confirms – by the consensus of the
other investigators involved and to a degree of certainty judged by the discoverers to be
credible – that a signal or other evidence is due to extraterrestrial intelligence, the
discoverer shall report this conclusion in a full and complete open manner to the public,
the scientific community, and the Secretary General of the United Nations. The
confirmation report will include the basic data, the process and results of the verification
efforts, any conclusions and intepretations, and any detected information content of the
signal itself. A formal report will also be made to the International Astronomical Union
(IAU).
4. All data necessary for the confirmation of the detection should be made available to the
international scientific community through publications, meetings, conferences, and other
appropriate means.
5. The discovery should be monitored. Any data bearing on the evidence of
extraterrestrial intelligence should be recorded and stored permanently to the greatest
extent feasible and practicable, in a form that will make it available to observers and to
the scientific community for further analysis and interpretation.
6. If the evidence of detection is in the form of electromagnetic signals, observers should
seek international agreement to protect the appropriate frequencies by exercising the
extraordinary procedures established within the World Administrative Radio Council of
the International Telecommunication Union.
7. Post Detection: A Post-Detection Task Group under the auspices of the IAA SETI
Permanent Study Group has been established to assist in matters that may arise in the
event of a confirmed signal, and to support the scientific and public analysis by offering
guidance, interpretation, and discussion of the wider implications of the detection.
8. Response to signals: In the case of the confirmed detection of a signal, signatories to
this declaration will not respond without first seeking guidance and consent of a broadly
representative international body, such as the United Nations.

Unanimously adopted by the SETI Permanent Study Group of the International
Academy of Astronautics, at its annual meeting in Prague, Czech Republic, on 30
September 2010.
These revised and streamlined Protocols are intended to replace the previous
document adopted by the International Academy of Astronautics in 1989.

21/08/10

HESSDALEN: AFFASCINANTE MISTERO PER SCIENZIATI ED UFOLOGI



Hessdalen è una piccola valle situata al centro est della Norvegia, ad una cinquantina di chilometri dal confine svedese, il cui nome è diventato famoso in tutto il mondo per gli enigmatici fenomeni luminosi che da una trentina d'anni compaiono puntualmente in quella zona. Si tratta di uno dei misteri scientifici più affascinante dei nostri tempi, anche perchè a differenza di altri analoghi fenomeni ancora incompresi la cui manifestazione è pressoché imprevedibile, le luci di Hessdalen hanno una frequenza di apparizione costante, cosa che ha permesso centinaia di avvistamenti documentati. Negli anni si sono susseguiti diversi gruppi di studio a vari livelli, dando vita praticamente ad uno stabile progetto di osservazione e di ricerca scientifica internazionale.
Il periodo in cui si verificarono i primi episodi ai quali assistettero eclusivamente gli abitanti della zona, va dal dicembre del 1981 al 1983, con frequenti avvistamenti da parte dei residenti, esterrefatti nel vedere questi globi luminosissimi sorvolare i tetti delle loro case, o ballonzolare indisturbati nella valle tra i boschi, sia in cielo che sulle montagne, di notte e di giorno.
Il campionario peculiare dei fenomeni luminosi testimoniati è abbastanza vario: la maggior parte delle descrizioni racconta di piccoli flash intensissimi di colore bianco o bluastro, nel cielo o a mezz'aria. Si sono viste in oltre luci bianche o giallastre più grandi sorvolare le case, vagare nelle valli o stazionare a terra: alle volte immobili per ore, altre in leggero movimento, talvolta capaci di improvvise e notevoli acellerazioni. Il terzo tipo definito da molti "l'oggetto" consiste in un gruppo di luci disposte "in formazione", in genere composto da tre elementi, due dei quali bianchi o gialli, con un terzo rosso davanti a guidare il "triangolo", avvistato in volo sopra le montagne o alto nel cielo, solitamente in direzione Nord.
In generale la forma e la grandezza delle luci sono diverse, da piccole e tonde come una pallina da ping pong, a più grandi strutture articolate ad "albero di natale", così come ci sono filmati e fotografie di sdoppiamenti e di "sfere" più piccole espulse da luci più grandi. Il colore solitamente varia  per lo più dal bianco, al giallastro, al rosso, ma si sono viste anche luci blu, verdi, cromie cangianti e soggetti multicolore, talvolta dall'aspetto solido, molto spesso pulsanti.
Oltre a questi fenomeni luminosi tipici, sono stati rilevati altri oggetti le cui caratteristiche sono compatibili con le descrizioni classiche solitamente attribuite agli ufo, ovvero si parla di corpi volanti di colore nero, di forma ovale o rettangolare, o più comunemente sigariformi o discoidali.
Per la gente del posto inizialmente la cosa non ha rappresentato un problema, anzi il fenomeno richiamò i primi turisti i quali spesso tornavano a casa soddisfatti per la fortuna di aver assistito a qualcosa di particolare. Con il moltiplicarsi degli episodi il clamore dovuto al susseguirsi degli avvistamenti richiamò l'attenzione delle autorità e dei media, e con il conseguente fiorire di racconti più o meno credibili iniziarono i primi fastidi e nel contempo furono avviate le prime indagini governative e scientifiche, da cui però non sortì alcuna spiegazione plausibile.
Nel 1983 con la diffusione della notizia oltre i confini nazionali aumentarono progressivamente le visite dei curiosi e iniziarono ufficialmente gli studi e le ricerche internazionali, dapprima con il "Project Hessdalen" fondato da alcuni gruppi ufologici scandinavi, e in seguito con veri e propri drappelli di scienziati da tutto il mondo, tra cui diversi italiani.
Ad oggi esistone una manciata di spartane postazioni permanenti per accogliere gli osservatori e sorvegliare il panorama della valle costantemente. Tra le più frequentate c'è quella del "Project Hessdalen" che fino a poco tempo fa era addirittura dotata di una videocamera in funzione 24 ore su 24, per inviare immagini ogni secondo.


 ANALISI
Tecnicamente quelle di Hessdalen appartengono alla categoria dei "Transient Luminous Phenomena in the Athmosphere" (LTPA, Fenomeni Luminosi Transienti in Atmosfera), ma attualmente non esistono spiegazioni scientifiche sulla causa del fenomeno, ma solo delle ipotesi e delle idee sulla loro composizione. Infatti si sospetta che siano delle "bolle di plasma" di origine naturale simili ad esempio a fulmini globulari, ma differenti da tutto ciò che è noto, le cui caratteristiche se interpretate potrebbero rappresentare le basi per delle nuove applicazioni della fisica dei plasmi. A differenza di ciò che conosciamo e sappiamo fare con questo tipo di stato della materia, una manifestazione di origine plasmatica come quella osservata in Norvegia sembra in grado di mantenere una struttura stabile e conservare straordinariamente la sua energia e il suo calore non adiabaticamente, ovvero senza subire l'influenza dell'ambiente esterno, emettendo anche diverse decine di kilowatt di intensità luminosa per tempi prolungati, con relative temperature stimate in alcune migliaia di gradi. Questo è  difficilmente possibile per una normale "plasma ball", a meno di ipotizzare che sia dotata di un intenso campo magnetico (vedi risultati sperimentali ottenuti con il Tokamak) che ne confini il plasma in una struttura molto circoscritta. Ciò potrebbe  accadere se una forza centrale che simula la gravità tendesse a far collassare il plasma, impedendo così che si verifichi la sua normale espansione adiabatica verso l'esterno, la qual cosa infatti porterebbe questo materiale a raffreddarsi rapidamente fino ad estinguersi. Siccome, per una nota legge fisica, le linee di forza del campo magnetico sono sempre "congelate" nella materia (ioni ed elettroni costituenti il plasma, in questo caso), quando essa collassa per qualche ragione, allora il campo magnetico contenutovi viene fortemente amplificato, creando così una specie di "gabbia magnetica" in grado di confinare il plasma.

Come detto al momento si possono fare solo ipotesi per tentare di spiegare questo straordinario meccanismo fisico. Tuttavia le caratteristiche sbalorditive non finiscono qui. Ad esempio si è notato tramite analisi spettrografica, che nonostante il volume della supposta "bolla" possa mutare ingrandendosi, la sua intensità luminosa anziché diminuire drasticamente fino a spegnersi rapidamente come dovrebbe, addirittura può aumentare, mentre si è osservato che la temperatura resta sempre costante. Altrettanto curiosamente capita talvolta che la superficie dell'"oggetto" appaia densa, come se fosse un vero e proprio solido illuminato: ciò potrebbe derivare da un processo termico probabilmente innescato da forti scariche di natura piezoelettrica, in grado di estrarre e di riscaldare particelle di silicio dal terreno, specie se il fenomeno si verifica a contatto con il suolo.

Certo se si volesse vedere la cosa in maniera fantascientifica, data la mancanza di controprove a riguardo e l' apparente solidità, è altresì lecito ipotizzare che non si tratti "solo" di qualche misteriosa manifestazione terrestre, ma che in realtà possa essere un vero e proprio oggetto meccanico di probabile origine esogena, o comunque artificiale. Il chè fra l'altro permetterebbe di spiegare in maniera più prosaica tutte le incongruenze che, relazionando il tutto ad un fenomeno naturale, costringono i fisici a mettere in piedi modelli teorici esplicativi piuttosto complessi.

Insomma un enigma davvero affascinante per uno scienziato, formidabili anomalie indiziarie per un ufologo.
Ricordiamo che non sono pochi gli specialisti che hanno dedicato il loro tempo a questo mistero, e che per valutarne le caratteristiche fisiche sono state raccolte gran quantità di dati numerici, tramite tracciati radar, contatori geiger, spettroscopi, rilevatori IR, fotometria e diversi altri tipi di analisi.
Ad esempio sono state effettuate ricerche anche nei campioni di suolo raccolti in corrispondenza del passaggio del fenomeno, dove si sono notate alcune particolarità. In primis una leggera radioattività, probabilmente dovuta al ritrovamento di silicato di zirconio, "tessuti" silicei probabilmente di origine microfossile, mentre l'aspetto più enigmatico sono le  particelle di ferro viste al microscopio, di forma perfettamente sferoidale, solitamente risconducibili a cadute meteoritiche e piuttosto insolite in natura. La cosa curiosa è che lo stesso tipo di microsfere è già stato rintracciato nelle analisi del terreno raccolto in corrispondenza di alcuni episodi ufologici, ad esempio nell'ex Unione Sovietica, così come ad Hessdalen nei punti precisi in cui il fenomeno si è manifestato..

SITUAZIONE ATTUALE 
Di fronte a questo meraviglioso portento l'unica spiegazione razionale è dunque che si tratti di una manifestazione naturale molto complessa, mai osservata altrove e non ancora compresa, che per qualche ragione si formerebbe spontaneamente nella valle norvegese. Il territorio in questione non è in sè una rarità geologica. Tuttavia esistono svariate e solide ragioni che inducono a pensare che in quell'area il sottosuolo possa essere soggetto a meccanismi innescati dalla compessione dei quarzi, i quali potrebbero sfociare nel fenomeno della piezoelettricità, la cui conduttività potrebbe essere a sua volta amplificata dalla grande quantità di rame e di altri metalli presenti in abbondanza nel sottosuolo. In base a teorie piuttosto consolidate, ciò potrebbe innescare la produzione di globi di plasma.

Sono circa trent'anni che scienziati e non si dedicano allo studio di questi fenomeni, e per ora quello che sappiamo è che tutte le attrezzature che sono state rese disponibili non bastano a risolverne l'enigma.
Se qualcosa si è capito però è merito del difficile lavoro e dei lunghissimi appostamenti degli scienziati e degli appassionati, che quand'anche ufologi, sono spesso accompaganti da tecnici qualificati e dotati di apparecchiature scientifiche, i cui risultati sono sempre analizzati presso laboratori specializzati e facoltà universitarie sparse in tutta Europa. Sarà che Hessdalen è un posto piuttosto impervio e isolato, ma pur essendo potenzialmente un forte richiamo per ogni genere di ciarpame pseudoscientifico, per ora la maggior parte dei gruppi di lavoro susseguitisi sono sempre stati della massima serietà, pur non essendo raro il turismo ufologico.
Uno degli scienziati che da anni studia la questione approfonditamente è Massimo Teodorani, astrofisico italiano specializzato tra le altre cose nella ricerca della fisica dei plasmi, il quale recentemente insieme all'On. Borghezio ha formalizzato una richiesta al Parlamento Europeo affinché si declassifichino i documenti relativi agli ufo, organizzando un centro comunitario di studio e di raccolta dati, relativo ai fenomeni aerei sconosciuti (UAP).
Nonostante la facile disinformazione che si è abbattuta su tale richiesta e le possibili strumentalizzazioni sempre dietro l'angolo, questa proposta non ha come fine l'intercettamento dei dischi volanti, ma uno studio esclusivamente scientifico utile alla comprensione e alla valorizzazione di quei dati in possesso dei governi, che ad esempio darebbero la possibilità agli scienziati di sfruttare le fonti di energia alternativa che potrebbero nascondersi dietro a taluni fenomeni aerei ancora sconosciuti. Infatti uno degli obiettivi possibili potrebbe essere certamente ottenere l'accesso a quelle attrezzature indispensabili per la comprensione ulteriore e per l'eventuale manipolazione di energie potenzialmente formidabili, come quelle che si manifestano ad Hessdalen.

UFOLOGI
Ovviamente non pochi appassionati e ricercatori ufo si sono applicati allo studio di queste luci misteriose, anche perché ci sono numerosi elementi comprovati la cui stranezza richiamerebbe più ad un'interpretazione ufologica che ad una prettamente scientifica: innanzitutto come detto alcuni dei fenomeni sono stati chiaramente descritti come aeromobili od oggetti dall'apparenza solida, dalle caratteristiche insolite. Quindi non solo luci (che qualcuno si ostina a ricondurre ad aerei o a fari di automobili). Inoltre si è notato come la presenza di questi "globi luminosi" spesso avesse delle ripercussioni sulle apparecchiature elettriche, come videocamere, contatori geiger, e altri strumenti simili, che nel momento dell'apparizione smetterebbero di funzionare per ripartire quando il fenomeno cessa, come nella più classica fenomenologia ufologica. Numerosi sono i racconti in cui è sembrato che i globi evitassero certi tipi di riprese, riuscendo a sparire o a manomettere gli apparecchi di registrazione quando troppo vicini. In oltre ci sono esperimenti in cui si è documentata una certa interazione con gli osservatori, come quello del "Project Hessdalen" del 12 febbraio 1984 in cui 8 "reazioni"  furono ottenute in seguito a 9 puntamenti diretti con un laser. La "Ball of light" come "risposta" allo stimolo cambiò frequenza di pulsazione. In sporadici casi si è sfiorato addirittura una sorta di contatto fisico, come quando il giorno dopo all'esperimento col laser, una luce simile di piccole dimensioni si avvicinò fin quasi a toccare un osservatore, girandogli intorno: alcuni ovviamente interpretando il fatto vollero vedere una manifestazione di una certa "intelligenza". In entrambi questi casi però non furono seguiti particolari protocolli metodologici, per cui sono fatti ed ipotesi di nessun valore scientifico, così come i racconti di alcuni testimoni nei quali si afferma che le luci avrebbero cambiato direzione o seguito percorsi precisi, in seguito a istruzioni mentalmente richieste.
In fine un'altra curiosa interazione riscontrata da diversi testimoni, che secondo gli scienziati avrebbe una semplice spiegazione naturale, consiste in una percezione di basse frequenze e di una misteriosa sensazione fisica collegata: infatti durante alcune manifestazioni gli osservatori asseriscono di aver provato una sorta di vibrazione ondulatoria, un galleggiamento, come se cullati su una barca in balia delle onde.

In conclusione il fenomeno Hessdalen è qualcosa di davvero meraviglioso. Se da un lato è un enigma ed una miniera di possibili informazioni inimmaginabili per fisici e astrofisici, dall'altro è una fonte inesauribile di avvistamenti e fenomeni stravaganti che interessano gli ufologi e i meno scettici. L'unico rischio è che quest'ultima categoria per eccesso di entusiasmo e carenza di scientificità, inquini il difficile lavoro degli scienziati tirando conclusioni affrettate o travisando i risultati dei tecnici, attirando critiche pericolose su chi invece da anni pregevolmente e seriamente porta avanti la ricerca. In Norvegia fa freddo, gli inverni sono lunghissimi e spesso si lavora all'aperto in condizioni difficili e dispendiose, se non proibitive. Nonostante questo si è compresa l'importanza epocale dello studio di questi fenomeni, che come per miracolo invece di essere sfuggenti e rari, sono lì alla portatata di chiunque intenda cercare di comprenderli, e se i fondi non mancheranno i risultati potrebbero essere epocali.
Al momento molto si è capito, ma niente si è concluso. Soprattutto nulla si è escluso. Gli scienziati anche volendo, non potrebbero mai incoraggiare l'ipotesi di un fenomeno non naturale, ma gli ufologi seppur senza prove decisive possono benissimo pensarla diversamente. Che siano di questa terra o no, qualsiasi cosa siano le luci di Hessdalen sono qui, ora, e per fortuna non ci si sta lasciando scappare l'occasione per studiarle seriamente. Pur essendo qualcosa di molto strano non sono state ignorate per quell'alone ambiguo di favolosa leggenda, che troppe volte ha impedito agli scienziati di prendere sul serio taluni fenomeni, come ad esempio è successo in parte per la questione ufo, che dopo tanto prezioso tempo perso, solo oggi dopo sessant'anni, sembra iniziare ad ottenere l'attenzione che merita.
Ma questa è un'altra storia.

FONTI:
-Project Hessdalen.
-Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH).
-A long-term scientific survey of the Hessdale phenomenon.

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10/08/10

ECCEZIONALI E DETTAGLIATI VIDEO UFO IN PRIMO PIANO (2008) (AGGIORNATO IL 18 AGOSTO)





In questi 2 video non si vedono i soliti puntiformi oggetti indistinguibili, e non sono le solite riprese mosse malfatte che spesso fanno ridacchiare e voltare lo sguardo dall'altra parte agli scettici, per quanto reali.
Sono vivide immagini di dischi volanti, ravvicinate, dettagliate, ma soprattutto reputate autentiche.
Personalmente sono il primo ad avere dubbi sulla natura degli ufo, non per forza devono essere extraterrestri, magari sono il climax tecnologico della disinformazione, o una truffa molto ben organizzata.
Ma almeno che non dicano più che non esistono immagini serie.
Per il resto come dicono gli anglofoni: you look, you decide.

18 AGOSTO
Dunque, in seguito ad alcune polemiche relative alla pubblicazione di questi video, è necessario purtroppo, mettere i puntini sulle "i", per tutti coloro che giustamente, possono non conoscere lo spirito di questo blog e la sua posizione nei confronti del tema Ufo.
Questi video, in particolare il secondo, ritraggono oggetti  che sono chiaramente di dubbia origine, se non falsi.
Ammetto: ho sbagliato a postarli in questo modo ambiguo, cusa la fretta. Chiedo venia.
Chi mi conosce avrà capito e per gli altri spero che ora le cose saranno più chiare.
Il fatto è che nonostante la mole storica di immagini davvero interessanti e casi deltutto credibili, la frangia degli scettici ad oltranza domanda maliziosamente come mai non esistano ritratti di ufo in primo piano, foto nitide e via dicendo, alludendo con questo alla possibilità che non sussistano basi condivisibili oggettivamente, per considerare la questione scientificamente.
Volete i dischi volanti in primo piano? Beccatevi questi. Continuate ad ignorare il vero fenomeno, voi studiosi ansiosi di pubblicare l'articoletto sulla rivista di turno? Lasciate pure tutto in mano agli ufologi, loro sì che possono trovare la verità, visto che la categoria comprende notoriamente un ricercatore serio e 99 ciarlatani di media.
Questi video per chi lo ignora, sono definiti come AUTENTICI da siti considerati solitamente seri!
Rifletteteci.

24/05/10

LA MEDICINA CHE UCCIDE: DOVE ANDREBBERO A FINIRE LE CURE ALTERNATIVE SE LA MEDICINA FOSSE DIVERSA.

foto da: spettrodellabolognesita.splinder.com

Di fronte all'ennesimo caso di morte dovuta all'ignoranza, sul web sono impazzate le critiche più becere e qualunquiste contro le cure "alternative", ree secondo alcuni di uccidere le persone per mano di chiunque le proponga o le utilizzi. Anzi in alcuni blog nel calderone forcaiolo dei colpevoli sono stati aggiunti indiscriminatamente tutti coloro che, con la loro controcultura o con le loro idee e ricerche non allineate alla scienza ufficiale, mettono in dubbio le basi della conoscenza positivista.
Da uno dei siti più fomentalisti (Il Disinformatico) si cita:
"A tutti quelli che pubblicano oroscopi, vendono macchinette che producono acqua miracolosa, vanno in TV a parlare di alieni stupratori e di piramidi friulane, rifilano braccialetti per migliorare le prestazioni sportive, propinano pastigliette che contengono il nulla cosmico, diagnosticano le malattie guardando l'aura, a tutti quelli che dicono che la medicina è un grande complotto delle multinazionali e le cure mediche si possono sospendere e sostituire con parole magiche, talismani e pozioncelle, dico solo questo: Clara Palomba.
Voi, tutti voi ciarlatani e seminatori di paccottiglia, avete contribuito a uccidere una ragazzina di sedici anni. Possa il suo nome perseguitarvi per sempre. Io non vi darò il lusso di dimenticarlo. "
Lo stesso articolo è giustamente intransigente contro gli approfittatori e se è davvero triste la stupidità di chi ha preferito curare il diabete con integratori magici, anzichè con l'insulina, è il massimo dell' ipocrisia demagogica, accomunare tutto ciò che è contro il sapere ufficiale, come concausa culturale della proliferazione dei truffatori. Certamente LE CURE E' MEGLIO NON INTERROMPERLE, specialmente quelle per malattie gravi, NE' SOSTITUIRLE CON INTRUGLI MAGICI, ma per favore non facciamo finta che i danni e i veleni spacciati dalle case farmaceutiche e dalle multinazionali in genere, non riguardino ben altri numeri per ciò che concerne l'inquinamento, la diffusione di sostanze letali, e tutte le pesantissime ripercussioni sulla salute dell'umanità e dell'ecosistema.
Spiegatemi cosa c'entrano le piramidi friulane (che esistano davvero o meno) con chi guadagna milioni di euro spacciando cure fasulle, o inzuppando la terra di sostanze cancerogene.
Spiegatemi cosa c'entrano le abduction aliene (fenomeno che scientificamente non è da escludersi) con le persone disoneste che lucrano sulla debolezza psicologica o sull'ignoranza del poveretto di turno, con i soprusi, i genocidi, le aberrazioni ecosistemiche titpiche della speculazione economica in grande stile.
Una parola sola questa volta: niente.
E' palese che chiunque si approfitti di qualsiasi sapere in modo disonesto o dannoso per il prossimo, sia esso tecnico, scientifico che esoterico, debba pagarne fino in fondo le conseguenze, ma è la truffa speculativa che è disgustosa, non i concetti con i quali essa si organizza.
Di per sè gli ufo o le piramidi, concettualmente, non fanno male a nessuno, come anche la biologia, anzi,  ma se la si utilizza per confezionare armi di distruzione di massa, anch'essa può essere trasformata in qualcosa di infernale.
E' cinicamente ovvio l'obiettivo che si prefigge di continuo certo giornalismo spazzatura, ovvero cavalcare l'onda emotiva del caso strappalacrime per propinare le proprie convinzioni faziose, forte di un sentimentalismo e di un'indignazione ben condivisibile, ma bassamente asservita ai propri scopi.
Ripeto, tanto per non essere frainteso: quando un'azione è finalizzata a carpire denaro o qualsiasi altro tipo di profitto, tramite azioni scorrette o con l'inganno, si chiama truffa. Qualunque mago, medico, ufologo, naturopata, giornalista, meccanico, banchiere, e chiunque persegua questa strada criminale è una persona spregevole proporzionalmete al danno arrecato, nonostante la buona fede, e va denunciato, fermato e messo nelle mani della giustizia.
Indignarsi (anche per finta) per il fatto che qualcuno è cascato nella trappola e ha pagato molto caro l'errore, è ipocrita, poichè capita tutti i giorni a tantissime persone, di cui normalmente non ci si cura.
Ma nel caso specifico la colpa sarebbe dell'antiscienza, non delle menzogne della guaritrice americana; sarebbe di questo manipolo di milioni di persone che non ripongono totalmente la loro fiducia nelle mani della scienza applicata, e anzi cercano di convincere la gente a credere a cose che si scontrano contro i dettami scritti nell'enciclopedia ufficiale del sapere materialista, non di coloro che raggirano il prossimo con l'inganno.
Mi dispiace ma includere tutto ciò che non gode dell'imprimatur dell'Accademia nel minestrone delle truffe assassine, e collegare la morte di una ragazzina alla metafisica universale è uno squallido esercizio fazioso.
Questo sarebbe forse corretto se i meccanismi che regolano l'universo e l'essere umano fossero completamente compresi e smascherati dalla scienza degli uomini, ma pretendere che ciò che si considera oggi come reale comprenda la totalità dei fenomeni è puerile, arrogante, meschino, ma soprattutto non realistico. E' un atto di fede.
Tanto più che la fiction, finzione che imita la realtà per essere credibile, utilizza gli stessi meccanismi delle teorie campate in aria, ovvero la verosimiglianza: anch'essa è complice degli assassini di Carla?
Come spiegare che la scienza, come le altre dottrine di per sè non cura e non salva vite, ma è la sua corretta e onesta interpretazione ed applicazione che può fare la differenza? Come spiegare che molte cose che gli scienziati hanno denigrato e osteggiato ostinatamente, hanno ora pieno diritto di un posto nel sapere universale, e che la sua dottrina è in continuo divenire? Come spiegare che a causa del sistema nel quale si applica la scienza medica, si muore in percentuale mille volte di più di colà ove essa è sostituita da rimedi alternativi, benchè inutili? Come spiegare tutte le barbarie e i tragici errori che sono accaduti e che accadono tutt'ora, in nome del progresso? Come dimenticare che il sapere umano è quella cosa meravigliosa che rende possibile sopravvivere ad un infarto, ma dall'altra è la stessa terribile sapienza che permette l'esistenza di ordigni nucleari? Qualsiasi conoscenza è manipolabile nel bene e nel male.
Il meccanismo voluto da chi scrive queste sciocchezze ipocrite è convincere che tutto ciò che non è convenzionalmente scientifico è truffa. Tutto ciò che non è spiegabile non esiste. Tutto ciò che non è caldeggiato dalla comunità materialista è menzogna. Il classico sillogismo dialettico fuorviante del terzo escluso, grazie al quale qualsiasi cosa è solamente buona o solamente cattiva, il solito atto di fede.
La realtà è ben diversa, come sappiamo, e la nostra conoscenza è tutt'altro che assoluta e definitiva: nessuno può ergersi a giudice e determinare la natura di ogni cosa: per definire la positività o la negatività esistono al massimo l'etica, la morale, la filosofia, non la scienza, ed in genere la relatività dell'universo (filosofico) fa sì che l'oggetto sia soggettivo.
Ma restiamo nell'ambito medico che è effettivamente un terreno piuttosto vasto ed ambiguo, nel quale si contrappongono l'applicazione scientifica ufficiale e i rimedi così detti "alternativi".
Esiste una contraddizione: La medicina autentica è di gran lunga l'unica scelta sensata per affrontare una qualsiasi patologia, nel senso che è stata nei secoli testata per migliorare se stessa, potendo col tempo decidere ciò che è efficace e ciò che no. Un gran numero di persone, anche se istruite, vogliono percorrere una via alternativa, preferendo rischiare pur sapendo che non è verificata come quella ufficiale: c'è evidentemente qualcosa nella medicina tradizionale che scoraggia un certo tipo di malato.
Innanzi tutto gli incompetenti e i lestofanti criminali abitano in gran numero anche le file dei medici veri, e sono assai più numerosi i casi giudiziari riguardanti questa categoria: terribili negligenze, errori, soprusi, disgustosi giri di lucro organizzato all'interno delle strutture sanitarie, gente morta per un'appendicite, traffici di protesi e ricambi organici in cambio di sontuosi rimborsi e finanziamenti statali, errori lapalissiani, metri di garza o attrezzi dimenticati all'interno dei corpi, abbandono, infezioni nosocomiali (ovvero contratte in ospedale), diagnosi e terapie affrettate o sbagliate... la lista è infinita oltre che ben nutrita, ancora più spregevole poichè la medicina ufficiale si pone in maniera assolutamente affidabile.
Di persone sane che vanno a farsi fregare dai truffatori in genere non ne muore nessuno, al massimo sono rovinati economicamente, e nel peggior caso possibile la truffa può incidere sulla salute nervosa. Persone sane che vengono ricoverate in ospedale per qualsiasi motivo, rischiano invece di contrarre ad esempio una delle numerose infezioni nosocomiali, o rovinarsi l'organismo per cure sbagliate: sai come entri ma non come ne esci, infatti:
"Si stima che negli stati membri dell’UE una quota compresa tra l’8 % e il 12 % dei pazienti ricoverati presso ospedali sia vittima di eventi sfavorevoli mentre riceve cure sanitarie"
E ancora:
"Il numero di infezioni ospedaliere in Italia appare da anni in linea con i dati registrati negli altri Paesi europei con un’incidenza media tra il 4,5 e il 7% dei ricoveri (pari a circa 450.000/700.000 casi, con una mortalità dell’1%) a fronte del 3,6% della Germania e del 13% della Svizzera." (dati tratti dal bollettino ufficiale sul sito del Ministero degli Interni)
 Quindi da 4500 a 7000 persone che in Italia muoiono per il solo fatto di essere entrati in ospedale e avervi contratto un'infezione. Altro che truffatori, gli ospedali fanno più vittime dell'AIDS!
Altra ignobile questione riguarda il sistema farmacologico, il quale è controllato da aziende il cui fine è unicamente il profitto più alto possibile, cosa che è mal si concilia con la funzione che si prefiggono.Le case farmaceutiche per ovvie ragioni godono di una fama pessima, ed è matematico che un business che si fonda sul rimedio, tenda a trovare necessità di cura al maggior numero di cose possibili, vere o presunte. Più malattie e più malati uguale più soldi.
Sappiamo bene come funziona con le medicine: da un lato alleviano i sintomi fino a salvarti la vita, dall'altra hanno sovente terribili effetti collaterali, e spesso per chi li prescrive c'è il dubbio che non si adopri esclusivamente per il bene del paziente, ma calcoli bene cosa gli viene in tasca indicando un nome piuttosto che un altro, favorendo spesso l'abuso, e in certi casi addirittura la dipendenza cronica. Specialmente negli USA le medicine stanno sostituendo le droghe (e relativo abuso), con veri e propri spacci legalizzati di sostanze psicotrope pericolose.I controlli sono minimi, e un sistema statale licenzioso fondato sul lucro permette il prosperare di centri appositi dove è semplicissimo ottenere qualsiasi tipo di medicinale senza nessun particolare criterio medico, per non parlare della possibilità che offre internet. Accettiamo la realtà: il malato è un business come un altro, con tutti i difetti e i crismi su cui si fonda la speculazione economica capitalista.
Una delle pagine più tristi e criminali della medicina moderna riguarda la psicoterapia. D'accordo da una parte come sempre c'è il lato positivo, niente più manicomi e persone salvate dall'inferno della malattia mentale, e forse è anche la fetta più grande, ma dall'altra vige l'accanimento ingiustificato atto a normalizzare qualsiasi comportamento non conforme ai criteri di normalità stabiliti dalla presunzione della cultura dominante.
In questo girone dantesco sono tantissime le storie agghiaccianti di vite intere inghiottite dall'oblio della psicoterapia, spesso coatta, talvolta per malattie inesistenti. Casi vergognosi, e inquietanti assurdità come gli psicofarmaci per i bambini vivaci, diffusi ed incoraggiati dalla scienza psichiatrica per "calmarli", o per costringerli a maggiore attenzione. Eh già, questa sì che è grande medicina! Ricordiamoci l'entusiasmo che nei secoli scorsi ottennero rimedi come l'elettroshock e la lobotomia, metodi disumani e disumanizzanti condotti con la leggerezza di chi si preoccupa di nullificare il fastidio della diversità, considerandola un'aberrazione. Il sogno del controllo totale della massa refrattaria alla società precostituita, sembrava raggiunto: col minimo sforzo, al minimo sintomo, via! meglio vegetali che strani.
Un post a sè necessiterebbero i vaccini: per farla breve diciamo solo che in passato hanno debellato malattie terribili e di per sè restano un ottimo oggetto di prevenzione, utile e intelligente. Come al solito il relativo sfruttamento è stato manipolato avidamente e mutato in arma a doppio taglio dalla discutibile necessità, qualora come in diversi casi anche recentissimi, venga utilizzato come bingo stagionale per fantasiose pandemie, o diventi veicolo di sostanze velenose, se non proprio una bomba batteriologica, da smistare all'interno di ognuno di noi, fin dall'infanzia, con l'incacolabile ed incalcolato rischio di gravissime conseguenze.
In somma questa sarà una generalizzazione ma è facile che, vista la situazione attuale della medicina, ci sia moltissima diffidenza nel sistema, e che per molte persone è assai preferibile cercare cure alternative, meno invasive, o più naturali. La medicina è qualcosa di affascinante, davvero miracoloso per quello che potenzialmente può fare oggi, ma se la cricca dei parrucconi s'indigna se la gente preferisce l'omeopatia, la naturopatia, l'agopuntura, non ha ancora capito che se tutto fosse diverso all'interno del sistema sanitario, il problema non si porrebbe certo in queste cifre. Essa gode di tutti i migliori strumenti per curare efficacemente e meglio di qualsiasi altra tecnica alternativa, ma la sua applicazione e i vizi di fondo del sistema su cui si fonda tendono ad allontanare la fiducia delle persone. Figlia di una tecnocrazia basata sulla sintesi, dimentica e snobba che il corpo delle persone è essenzialmente natura, ed essa in un mondo perfetto è sufficiente per guarire se stessa da qualsiasi cosa, senza squalene, mercurio, torazina, radiazioni e scriche elettriche. Smettiamola di indignarci per quelle poche persone che cadute nella rete dei truffatori ci hanno lasciato le penne: molto peggio avere fiducia in un sistema che si garantisce come unico salvatore, per poi perdere i pezzi (e i pazienti) ad ogni angolo. Vogliamo davvero fare qualcosa perchè persone come Clara Palomba non muoiano più così? Cerchiamo di contribuire ad una medicina migliore, a medici migliori, ad un sistema più efficiente, meno legato al profitto, più onesto ed umano in somma, ed attento alla fisionomia della persona, che è sì composta di materia organica ma anche spirituale, o comunque mentale. Perchè tutti sappiamo che la scienza da molte più garanzie di guarigione, davvero, scommetto che anche i genitori di Clara ne fossero convinti, ma se moltissimi come loro preferiscono rischiare e cercare aiuto altrove, la colpa non è completamente loro. Voi medici, farmacisti, fabbricanti di medicinali, manager ospedalieri, fatevi un bell'esame di coscienza, cercate di mostrare il volto umano e naturale nel vostro lavoro, perchè non state solo applicando la vostra scienza, ma dovete curare gli uomini e la loro duale essenza. Non so come, ma fate qualcosa che vi avvicini al paziente in maniera autentica, voi sì che potete fare qualcosa, altro che la tv e l'antiscienza, affinchè non muoiano più altre Clara Palomba, in questo modo assurdo.

08/05/10

KUMBURGAZ: UFO O MOTOSCAFI?

Chi segue questo blog ed è appassionato di ufologia saprà sicuramente di cosa stiamo parlando, nel menzionare il caso di Kumburgaz. Questo è il nome di una cittadina turistica situata in Turchia dove dal 2007 al 2009 Yalcin Yalman, custode notturno, ha ripreso diverse volte alcuni ufo. Il caso fece molto scalpore poichè il primo dei numerosi video fu analizzato scrupolosamente e reputato autentico dal TUBITAK, un ente scientifico statale, il quale oltre a confermare l'assenza di qualsivoglia tecnica di contraffazione, sancì che nelle immagini era presente un oggetto volante non identificato. Tempo dopo, soprattutto grazie alle speculazioni della stampa, ci fu chi pretese di vedere in alcuni fotogrammi delle riprese, addirittura la sagoma degli occupanti di questi ufo, delineando immaginifiche descrizioni sommarie di diversi tipi di alieni.
In merito all'inattaccabilità delle immagini, a suo tempo fu definito "il video ufo più significativo di tutti i tempi".
Qualche mese fa però un ricercatore, Andrès Duarte, ufologo che si occupa di trovare spiegazioni razionali ai diversi avvistamenti, ha esordito con una disamina accurata del caso di Kumburgaz, giungendo alla conclusione che il soggetto delle immagini in questione non erano "dischi volanti" ma parti illuminate di imbarcazioni.
Secondo la sua ricostruzione le diverse immagini che compaiono nelle differenti sessioni di ripresa, essendo come detto ripresentatosi il fenomeno più volte in tre anni, apparterrebbero alla scocca in plastica che ricopre vari modelli di imbarcazioni tipo motoscafo, i quali riflettendo la luce lunare e grazie all'aberrazione ottica dovuta alla videocamera, produrrebbero quella tipica sagoma a semicerchio semitrasparente che si vede nelle riprese di Yalcin Yalman.
In oltre secondo Duarte, il motivo per cui l'oggetto negli anni sembrasse il medesimo, ma talvolta apparisse leggermente diverso, sarebbe dovuto al fatto che non sempre si sarebbe trattato della stesso tipo di imbarcazione con la stessa copertura in plexiglass, ma di finestroni e modelli differenti di yacht simili nelle fattezze.
Effettivamente la spiegazione sembrerebbe stare in piedi, e in parte risponderebbe ad alcune questioni, compresi certi misteriosi particolari delle immagini. Effettivamente la zona del Bosforo antistante alla cittadina di Kumburgaz dalla quale furono registrate le immagini, è località assai turistica ed è zeppa di imbarcazioni corrispondenti ai modelli suggeriti da Duarte.
Restano però secondo me alcune considerazioni da fare in merito alla tesi del ricercatore cileno.
Innanzitutto eliminiamo le stupidaggini che da tempo si vanno dicendo su questo caso, ovvero che si sarebbe trattato di effetti luminosi truffaldini come torcie elettriche, fari o luci simili su promontori inesistenti etc.: le riprese furono fatte in direzione del mare aperto, e il TUBITAK che ad oggi resta l'unico laboratorio scientifico che abbia analizzato il filmato, sostiene che le immagini "sono state girate ad una certa altezza dall'orizzonte".
Già di per sè questo escluderebbe qualcosa galleggiante nel mare, sempre che gli scienziati turchi si riferiscano alla più probabile porzione di spazio che hanno come sfondo le riprese, e non alla postazione del videoamatore.
Poi, possibile che un abitante della zona, abituato certamente al panorama della parte di città in cui risiede, possa confondere la familiare curva di uno yacht con le straordinarie fattezze di un ufo? E se fosse davvero un'imbarcazione così diffusa a produrre quell'inganno ottico, possibile che non siano mai state riprodotte immagini identiche, nè se ne siano mai viste altre di simili, nè prima, nè durante i diversi giorni di riprese, nè dopo o in un qualsiasi momento, o nei filmini che sicuramente tanti altri videoamatori avranno fatto dello stesso panorama, tanto da dimostrare con l'ovvietà della riproducibilità di tale effetto, la così comune spiegazione?
E dov'è il rollio tipico di una barca in mare aperto teleripresa con forte ingrandimento?
Come mai il TUBITAK non ha considerato, nella sua scientificità, una così banale spiegazione, e oltre tutto ha riscontrato esserci nelle vicinanze dell'oggetto in questione, precisamente sopra l"ufo", altri oggetti simili? Come avrebbero potuto questi altri oggetti, se fossero state davvero altre imbarcazioni più lontane, ad apparire al di sotto della linea d'orizzonte, considerando che il forte ingrandimento e la prospettiva schiacciata mostrano l'oggetto principale se non decisamente sopra, al massimo in corrispondenza della linea che divide il cielo dalle acque?
Tutte questi elementi non sono stati considerati da Duarte, il quale senza neanche provvedere a fornirci un riscontro di similarità con un immagine costruita in modo da fugare ogni dubbio, liquida così il caso Kumburgaz senza apportare altre eventuali dimostrazioni: "Les ovnis de Kumburgaz son ventanas de lanchas". Punto.
Visto che in passato il team di Duarte si era già prodigato con la creazione artificale di scenari simili, cercando di riprodurre "l'effetto Kumburgaz" sempre con delle imbarcazioni ma con pessimi risultati, possibile che tutta questa certezza non è stata dimostrata semplicemente con le immagini di uno Yacht alla luce lunare? Possibile che il tutto gli appaia oggi così scontato da chiudere la questione senza addurre per altro nessuna dimostrazione scientifica?
Personalmente reputo possibile e plausibile la spiegazione che il ricercatore cileno da ai fenomeni di Kumburgaz, ma senza un riscontro visivo compatibile, o dettagliate spiegazioni scientifiche, o descrizioni fisiche delle specifiche condizioni particolari che renderebbero irriproducibile la situazione tecnica/ambientale delle riprese originali di Yalcin Yalman, non si può che reputare la conclusione di Duarte unicamente un'ipotesi. Nulla più. Esattamente come quella di chi crede che si tratti di un disco volante.
Purtroppo questa situazione, per quanto si basi su una speculazione realistica, rappresenta la classica approssimazione di un certo scetticismo, il quale volendo a tutti i costi cancellare ogni possibile parvenza di metafisicità, tende ad adottare con prevaricante autorevolezza autoreferenziale la prima spiegazione razionale plausibile, dimenticando spesso di fornire prove consistenti, ignorando i particolari contradditori, facendo delle proprie teorie un castello di carte pronto a sgretolarsi alla prima vera opposizione ragionata. I casi sono tanti, dall'inconcludente pallone sonda di Roswell al magico batuffolo di polvere sulle immagini del volo inaugurale del Concorde. Purtroppo tante di queste assurdità mai provate intaccano la memoria comune e costituiscono il fallace bagaglio nozionistico di molti razionalisti (alcuni dei quali profondamente malfidati), i quali forti dell'imprimitura scientifica manipolano la storicità degli eventi, felici di far dimenticare all'opinione pubblica le incongruenze fattuali che costellano di metafisica la nostra vita. Se un complotto esiste è certamente l'implicito silenzio e la copertura volontaria da parte della scienza e della storiografia nei confronti di tutte quelle scomode verità che vanno a turbare la lineare visione positivista-darwinistica della storia dell'uomo: è troppo pericoloso dover riscrivere le proprie leggi per dettagli contradditori. Un esempio lampante ne è l'archeologia, ma in generale nell'ambito accademico come in quello tradizionalistico l'atteggiamento diffuso è quello della perpetuazione degli stereotipi, al fine di mantenere un controllo autoreferenziale sullo sviluppo intellettuale e sul mutamento culturale, fingendo una certa innovazione, per dare una parvenza di progresso. Come la peggiore serva si prodigano per mantenere lo status quo senza eccessivi affanni, manovrando affinchè i propri sottoposti colludano nella meschina comodità di nascondere sotto il tappeto le vergognose macchie rivelatrici.