Visualizzazione post con etichetta 11 settembre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 11 settembre. Mostra tutti i post

30/09/10

I MEN IN RED E GLI ASTRONAUTI AUTONOMI



Dal sito del CENSUR: http://www.cesnur.org/default.htm

Il panorama descritto in questo capitolo (movimenti, sette e religioni collegate all'ufologia. ndr) non sarebbe completo senza un accenno all’Associazione Astronauti Autonomi (oggi non più attiva) e ai Men in Red. Rigorosamente materialisti, entrambi potrebbero risentirsi per essere menzionati in un’enciclopedia dedicata alle esperienze, lato sensu, “religiose”: ma, avendo mostrato di essere anche dotati di un notevole senso dell’umorismo, potrebbero anche prendere la cosa con filosofia e comprendere le ragioni del nostro cenno.
L’Associazione Astronauti Autonomi (AAA) è esistita quale esperimento post-situazionista, tramite una rete di gruppi di intellettuali e artisti legati al mondo del Web e provenienti da varie nazioni, impegnato a studiare lo Spazio in quanto nuova frontiera di suggestioni per la cultura antagonista. Fondata il 23 aprile 1995 in Inghilterra e in seguito articolatasi in quaranta gruppi in diversi Paesi (Austria, Danimarca, Francia, Olanda, Svezia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Italia) non nasce in ambiente ufologico, ma aveva una componente apocalittica, in quanto riteneva che “i giorni che rimangono al mondo come lo conosciamo siano attualmente contati”, e l’unica salvezza consistesse nel costruire astronavi e abbandonare il Pianeta Terra. Questo esito è impedito dal capitalismo internazionale, che controlla e monopolizza l’astronautica; tuttavia, i costi delle tecnologie avanzate tendono a scendere e questo rende concretamente possibile spezzare il monopolio e costruire in proprio astronavi in modo autonomo e autogestito.
Lo spazio è poi presentato – non senza toni volutamente auto-ironici, ma assicurando sempre che l’astronautica autonoma è “una cosa seria e reale” – come un luogo del tutto libero, dove saranno possibili – come assicurava il sito Internet dell’associazione, anch’esso non più attivo – “sesso in gravità zero (molto più piacevole di quello sulla Terra), rave parties nello spazio (dove non arrivano gli sbirri), studi di registrazione in orbita (ottima acustica), video nello spazio (non necessariamente video spaziali!), e partite di calcio a tre porte”, queste ultime per sviluppare “una capacità essenziale all’astronauta spaziale: ovviamente, quella di muoversi in più direzioni contemporaneamente”. In fondo – secondo lo slogan dell’associazione – “solo coloro che tentano l’impossibile realizzeranno l’assurdo”, anche se al termine del “piano quinquennale” 1995-2000 che avrebbe dovuto portare al lancio delle prime astronavi autonome, l’AAA ha cessato le proprie attività, che in Italia erano dirette dall’artista Riccardo Balli, nato nel 1972.
L’esperienza del collettivo politico Men in Red (“Uomini in rosso”, contrapposti ai men in black dell’immaginario ufologico, in sigla MIR – che è anche il nome, dalla parola russa per “pace”, della stazione spaziale sovietica lanciata nel 1986, e l’acronimo del Movimiento de Izquierda Revolucionaria cileno), nato a Roma nel 1991 in collegamento con l’ambiente dei Centri Sociali, si situa invece decisamente sul terreno dell’ufologia, ma di una ufologia “radicale” e militante. Il punto di partenza del collettivo è costituito dalle teorie dell’ufologo marxista argentino Dante Minazzoli (a sua volta guerrigliero rivoluzionario, rifugiatosi poi in Francia) sull’esistenza di alieni pacifici (che provengono da una società senza classi spaziale e che rispettano però la “Legge Cosmica” secondo cui civiltà evolute non devono interferire negli affari interni di civiltà inferiori come la nostra) e insieme di altri alieni aggressivi, che pure visitano occasionalmente la Terra. I MIR condividono gran parte dell’analisi di Minazzoli, ma – a differenza dell’ufologo argentino – negano le visite alla Terra di alieni “aggressivi” ritenendo che di una tecnologia veramente avanzata possano disporre solo società pacifiche e senza classi (la tecnologia terrestre attuale è falsamente presentata come avanzata anche attraverso la diffusione su scala planetaria di notizie inventate, come sarebbe stata quella dello sbarco di uomini sulla Luna, in realtà un gigantesco “montaggio” della disinformazione capitalista). I resoconti su alieni “ostili” sono poi sospetti e in gran parte riconducibili al potere dominante.
L’ipotesi alternativa dei MIR è che – accanto all’Alien Nation maggioritaria che rispetta la “Legge Cosmica” di Minazzoli (che i MIR chiamano, con Star Trek, “Prima Direttiva”) – sia presente fra gli extraterrestri anche un movimento Alien Dissident che simpatizza con i terrestri e vuole aiutarli a uscire dal presente stato di barbarie capitalista in modo che possano entrare nella Confederazione Intergalattica. La maggioranza dei contattisti (anche se Adamski è rivalutato) secondo i MIR non è credibile, pure se ha il merito di rompere gli schemi dell’ufologia “ufficiale”, che cerca di monopolizzare il terreno ufologico, rivendicando il diritto a un rapporto “autogestito” con gli alieni. Il “contattismo autonomo” che i MIR propongono ha lo scopo di entrare in relazione con il movimento Alien Dissident, non attendendo tuttavia fatalisticamente la salvezza dai “compagni dello spazio”, ma nel frattempo operando per costruire le condizioni di una manifestazione pubblica degli extraterrestri, legate a una liberazione dalla barbarie del capitalismo. I MIR sono usciti allo scoperto in occasione del VI Simposio mondiale di Ufologia tenuto a San Marino il 4 aprile 1998, “occupando” il palco con uno striscione “UFO al popolo” e inserendosi nella dialettica fra CUN (Centro Ufologico Nazionale) e CISU (Centro Italiano di Studi Ufologici), criticando entrambi.
In seguito a Roma compaiono adesivi con gli slogan “Contro il capitale ufologia radicale” e “Ufologi borghesi avete solo pochi mesi”. Successivamente i MIR sono entrati in polemica anche con l’AAA – che ha risposto per le rime – e i due gruppi si sono accusati a vicenda di “millenarismo” e di fuga dalla realtà terrestre da cambiare in direzione di scenari spaziali più o meno improbabili. Anche questo dibattito, per quanto acceso, contribuisce alla crescita di un movimento che ha una sua consistenza e visibilità nell’ambiente dei Centri Sociali e della sinistra “alternativa” e che mostra come, dopo la caduta del comunismo sovietico, non manchi chi crede che un comunismo vittorioso e duraturo si sia invece affermato, se non sulla Terra, nei lontani domini della Confederazione Intergalattica. I membri del collettivo politico Men in Red, pur mantenendo attiva una casella e-mail, sembrano essere entrati negli ultimi anni in una fase che in altri contesti potrebbe essere definita come una “messa in sonno” dell’organizzazione, che non esclude futuri “risvegli” o nuove iniziative, magari – com’è nello stile del gruppo – “a sorpresa”.

Dagli Astronauti Autonomi ai Men In Red

18/09/09

11 SETTEMBRE, 12 RISPOSTE (Attivissimo vs Dr Jackal)


Per quanto il 9/11 sia il mistero dei misteri di questo millennio, ho sempre preferito che questo blog ne parlasse il meno possibile per diversi motivi, tra cui la mancanza dei necessari requisiti nozionistici per affrontare approfonditamente l'argomento, e l'improbabilità di riuscire a fornire spunti diversi e originali, rispetto alla mole esponenziale di dati in continua espansione, già presente sui siti specializzati di entrambe le fazioni. Bhè, è passata una settimana dall'ultimo anniversario, quindi non corriamo nemmeno il rischio di scrivere il solito post celebrativo, fitto di ipocrite melensità da blog circostanziale. Infatti l'occasione è del tutto priva di morale ossequiosa, non siamo qui per piangere le vittime, nè per analizzare le conseguenze geo-politiche, nè per tirare le somme sull'impatto degli aerei sulle nostre vite e sulla società. Quello che rimane d'attualità tutti i giorni, a parte proprio il 9/11 in cui il buonismo la fa da padrona, è la tagliente querelle dialettica tra coloro che hanno deciso di credere alle autorità americane, e quelli che invece non riescono proprio a capacitarsi che una manciata di assassini fanatici semi ignoranti abbiano messo in scacco l'intero sistema difensivo aereo dello stato più potente e militarizzato del mondo, armati solamente di taglierini.
Purtroppo è tutt'ora impossibile stabilire una posizione prevalente: entrambi hanno conseguito vittorie come gravi sconfitte, la verità sembra che non stia da nessuna delle due parti, siccome i debunkers tendono a glissare sui molti elementi contradditori, gli altri non sono in grado di fornire prove a sufficienza per dimostrare ogni singolo meccanismo che smascheri l'autoattentato. In somma se esiste una versione ufficiale da difendere, seppur lacunosa, non esiste una ricostruzione completa alternativa che metta tutti d'accordo. Questo riduce la lotta ad un fronte compatto di fiduciosi che converge le energie da una parte sola, e un nuvolo di dubbiosi che caoticamente sparacchia qualche colpo qua e là senza sfondare mai davvero. Il problema è che comunque siano andate le cose, certi elementi li sa solo chi ha compiuto l'operazione, e soprattutto nel caso che sia stato davvero il governo americano a progettare l'attentato, ci sono ben poche speranze che tale potenza logistica tecnologica, abbia potuto lasciare dietro di sè tante briciole da condurre alla propria tana di marzapane. Sapremo mai la verità? non credo, ma è giusto che la si cerchi, anche se fosse cos' improbabile da sembrare stupido farlo. Comunque per entrambe le fazioni, gli anni passati a sbagliare sono serviti almeno a sintetizzare gli elementi principali su cui disquisire, e coloro che incarnano il deposito delle verità tentano la fortuna con una summa di 12 domande che a loro dire, dovrebbe far tacere i "complottisti" (termine dispregiativo, scorretto, e furbone) una volta per tutte. Bene, penso che possa essere utile per chiunque farsi un'idea generale sulle questioni principali della querelle, leggendo oltre alla "summa" della fazione ufficialista, le risposte che uno dei tanti anti ufficialisti vi ha dato, considerandole come il sunto più soddisfacente per considerare realistica l'ipotesi dell'autoattentato. Per lo meno è necessario rendersi conto di quanto spesso le cose non sono così scontate come vogliono farci credere, nè nette ed insindacabili come cercano di propinarci, mentendo, i peggiori debunkeretti delle nostre periferie.
leggete qui:
RISPOSTA ALLE 12 DOMANDE DI ATTIVISSIMO