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16/07/11

SCIENZA E TRASCENDENZA. LA VISIONE DI NICOLO' DALLAPORTA E IL CICAP

 Nel lontano 1991, quando il CICAP  fece il suo primo congresso nazionale a Padova, venne invitato come oratore il celebre fisico italiano Nicolò Dallaporta. Durante il dibattito, vertendo ovviamente il discorso sul paranormale, Dallaporta da grande scienziato visionario qual'era, stupì l'auditorio con un originale discorso particolarmente provocatorio e  non senza conseguenze, nel quale si contraddiceva palesemente la posizione (e le presunzioni) degli organizzatori. Infatti, raccogliendo più applausi di quanto evidentemente si potesse sopportare, nella successiva recensione del CICAP per descrivere l'intervento furono usate parole denigratorie, autentiche menzogne ed allusioni poco simpatiche nei confronti dello scienziato, tentando di ridimensionarne la portata e l'autorevolezza; tutto questo nello stile meschino e nullificatore che negli anni sarebbe poi emerso come sistematico, da parte del più noto comitato (pseudo)scientifico di "(pseudo)debunkers" italiano, qualora debba difendere la propria inadeguatezza, nel tentativo di mascherare l'endemica incapacità e non pertinenza, nell'affrontare questioni enormemente al di là della portata dello stesso, ma che tuttavia si ostina a voler "controllare".
Per chi non lo conoscesse, gli basti sapere che Dallaporta è definito talvolta, secondo quelle classiche didascalie generalizzanti e riassuntive utili ad introdurre un personaggio, come "uno dei padri dell'astrofisica italiana". Stranamente però, pur essendo uno scienziato di tutto rispetto e conosciutissimo nell'ambiente, non troverete una pagina su Wikipedia in cui compaia la sua biografia o le sue opere, e nel web in generale non vi sarà facile informarvi sul suo personaggio, pur essendo stato uno dei protagonisti della storia della fisica italiana dal dopoguerra ad oggi. Questo soprattutto poichè egli non si ridusse a fare il suo mestiere come la maggior parte dei suoi pari, occupandosi esclusivamente di scienza razionale, ma ebbe il coraggio di esprimere posizioni non convenzionali e di ricercare e dibattere in ambiti filosofici irrazionali. Sono pochi gli scienziati che intraprendono un percorso che partendo dal regno dei fenomeni fisici sfocia direttamente nella metafisica, e ancor di meno quelli che come lui, ribellandosi in parte alla visione rigida e onnipotente della comunità scientifica, hanno avuto il coraggio di ammettere i limiti della scienza contemporanea e di renderli evidenti, soprattutto nel momento in cui si essa si occupi di fenomeni metafisici e si arroghi il diritto di sancirne l'in-esistenza; in genere sono cose che in ambito accademico non vengono perdonate, e che solo i grandi si possono permettere, ma mai senza conseguenze; oggi il nome di i Dallaporta è caduto nell'oblio del grande pubblico, senza che nessuno ne celebri più la carriera, come invece succede per personaggi analoghi, dalla portata uguale quando non inferiore, ma più "epolitically correct" o "simpatici", più adatti per tirarne sù una fiction in 3 puntate.

In breve una sua biografia (da http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=8815):

Nato nel 1910, morto nel 2003, "uno dei massimi fisici italiani, colui che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell'Istituto di Fisica di Padova ed, in generale, della Fisica italiana del dopoguerra. Ha insegnato per oltre quarant'anni Fisica teorica e Astrofisica presso l'Università di Padova.
È membro di varie, prestigiose Accademie, tra cui l'Accademia Pontificia delle Scienze e quella Patavina della città di Padova. Insignito del Premio nazionale per la Fisica dal Presidente della Repubblica, ha ricevuto nel 1998 il Diploma di Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Scienza e della Cultura offerto ancora dal Presidente della Repubblica.


Ecco dunque l'originale intervento di Nicolò Dallaporta al I Congresso Nazionale del CICAP, Padova, maggio 1991.
  
«Secondo tutte le dottrine tradizionali, quelle cioè fondate sulle Verità metafisiche che sono alla base di tutte le grandi tradizioni e religioni, quali l’Induismo, la Tradizione estremo-orientale, il Cristianesimo, l’Islam ed altre, il Principio Supremo, dal quale ogni cosa dipende, nel dare origine a tutto il cosmo manifestato, comincia col polarizzarsi in una suprema dualità, detta “ousia” ed “ule” da Aristotele, e tradotta come “forma” e “materia” dagli Scolastici.  La “materia”, che non è quella solita della fisica, è un substrato universale, in sé non manifestato, interamente passivo, sul quale agisce l’aspetto attivo del Supremo Principio tramite la “forma”, che plasma il substrato e gli conferisce tutte le sue differenziazioni; le quali, nella cosmologia tradizionale, si articolano nei seguenti tre livelli principali: il mondo prettamente spirituale, manifestato, ma non ancora rivestito di forma, il livello manifestato e già rivestito di forma, che nel suo insieme costituisce il mondo psichico, differenziato in una vasta molteplicità di sottolivelli, rispecchiantisi nelle diverse attività psichiche umane; e finalmente, quale puro rivestimento esteriore, il mondo corporeo, costituito da ciò che chiamiamo in senso stretto “materia”, e che gli Scolastici, per differenziarla dalla materia prima di cui si è detto prima, hanno denominato materia secunda.  Ora, in un tale quadro, costituito da diversi strati, che dal Principio Supremo si stendono sovrapposti, giù fino al rivestimento corporeo, appare chiaro come le connessioni conoscitive si possano impostare secondo due modalità essenzialmente diverse; e cioè le connessioni “orizzontali”, diciamo, che pongono correlazioni tra entità situate sullo stesso piano, e collocano la causa sul medesimo livello dell’effetto; ciò che conduce appunto alle conoscenze di tipo scientifico; e connessioni tra entità situate su livelli diversi, ovvero “verticali” se si vuole, per le quali la causalità, stavolta formale e non materiale, agisce dall’alto al basso, e si traduce nel fatto che nel mondo corporeo l’effetto è simbolo dell’entità psichica o spirituale simboleggiata. Il cosmo risulta pertanto così solcato da una indefinita rete di corrispondenze, di cui le più evidenti sono naturalmente quelle della scienza in senso stretto, in quanto apparenti nel solo mondo corporeo; mentre le più numerose, anche se meno direttamente percepibili, sono quelle dell'altro tipo, in quanto colleganti un numero indefinitamente maggiore di entità situate sui piani diversi del creato.  Ora, se oltre a riferirci alla sola struttura del cosmo, vogliamo pure schematizzare in un tale insieme la figura ed il ruolo dell’uomo, riscontreremo senza difficoltà che secondo tutte le dottrine tradizionali l’uomo è dotato di una funzione del tutto eccezionale nell’universo.  Mentre tutti gli altri esseri o entità cosmiche sembrano situati ad un determinato livello nella gerarchia degli stati, chi al puro livello corporeo (minerali), chi a quello corporeo con addentellati psichici (animali), chi a puri livelli spirituali (stati angelici), secondo una struttura che potremmo chiamare “orizzontale”, l’uomo invece è compartecipe di tutti questi livelli e può meglio venire rappresentato secondo una linea “verticale”, o “raggio”, che staccatosi dal Principio Supremo, attraversa tutti i livelli del mondo manifestato giù fino al suo rivestimento corporeo.  Per tale ragione l’uomo viene considerato come un intero “microcosmo”, corrispondente in modo biunivoco, ovvero livello per livello, al cosmo intero o “macrocosmo”, ed è questa sua totale compartecipazione al Tutto che permette di qualificarlo come “immagine di Dio” secondo il detto biblico.  Questo permette di comprendere immediatamente come la conoscenza dell’uomo, in quanto esso è compartecipe di tutti i piani del creato, sarà evidentemente costituita, oltre che da una componente scientifica che si riferisce al funzionamento del suo corpo, anche da tutta una serie di connessioni e concatenazioni di carattere verticale che collegano i vari suoi piani psichici e spirituali ai loro vari corrispondenti cosmici.  E ciò permette di comprendere in linea di principio come i vari fatti ed eventi del cosmo possano mettersi in corrispondenza coi fatti ed eventi umani, in una relazione di simbolo e simboleggiato, e come vi possano essere interferenze tra i domini spirituale, psichico e corporeo che potrebbero in certe circostanze alterare il corso normale delle leggi fisiche.  In modo particolare, dato che le “scienze” tradizionali più che un carattere puramente concettuale hanno un fine pratico, o meglio realizzativo, e cioè di fornire all’uomo indicazioni, mezzi di elevazione spirituale atti a condurlo allo scopo supremo della vita umana – che è quello di entrare in contatto con Dio –, l’insieme di tali corrispondenze micro/macrocosmiche fornirà il substrato per dottrine indirizzate appunto a questo scopo supremo, di aprire all’uomo i domini degli stati superiori dell’Essere.  Tali e non altre sono le vere funzioni di “scienze” tradizionali quali l’Astrologia e l’Alchimia, le operazioni astrologiche od alchemiche non avendo la minima intenzione di significare fatti astronomici o chimici del-l’ambito corporeo, bensì soltanto operazioni che simbolicamente raffigurano le imprese dell’anima in vista del conseguimento di stati dell’Essere superiori; ed il linguaggio ermetico di cui si servivano fungeva soltanto da copertura con un rivestimento di simboli astronomici o chimici per esprimere in modo segreto le più profonde esperienze che l’anima umana incontra e deve superare per pervenire a tali stati superiori.  Personalmente, mi sono interessato dei fondamenti metafisici delle varie tradizioni, e non ho alcuna conoscenza dettagliata delle “scienze” tradizionali applicative quali l’Astrologia e l’Alchimia sopraccitate. Non sono pertanto in grado di fornire precisazioni al riguardo, ed il mio intervento si limita quindi a segnalarne l'esistenza ed a giustificarne l’origine e l’attendibilità. Questo però è pienamente sufficiente per assicurarmi che, laddove come in Oriente sussistono scuole di spiritualità tradizionale, non ci siano ragioni per dubitare come fenomeni secondari di interferenza tra domini spirituale, psichico e corporeo possano di fatto talvolta verificarsi ed essere capiti ed interpretati per quello che sono; mentre, laddove come in Occidente dottrine quali quelle astrologiche ed alchemiche tradizionali sono pressoché totalmente ignorate e dimenticate, è verosimile che la stragrande maggioranza delle teorie e delle esperienze paranormali aventi corso oggidì non riposino sopra alcun fondamento né tradizionale né scientifico...  Comunque i fenomeni paranormali, quando siano autentici e non truccati, non possono né devono venire analizzati secondo la solita metodologia della scienza; ma ribadisco che ciò di per sé non significa per nulla che non esistono.  E, se mi è permesso trarre una generale conclusione da quanto ho detto fin qui, scorgerei una prudente misura nel non rigettare a priori tutto quello che non quadra direttamente con le nostre modalità correnti di conoscenza, e di rammentare quanto è stato affermato già tre secoli fa da Shakespeare per bocca di Amleto: “Ci sono molte più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne può sognare la vostra filosofia.”»

Si ringrazia Massimo Mazzucco e David Dario per il testo originale del discorso, e per la pagina Facebook da cui ho preso spunto, nella quale troverete anche la recensione del CICAP del congresso citato e altre informazioni relative alla questione.

23/02/11

SINDONE: LA TRASMISSIONE MISTERO, LEONARDO DA VINCI E LA CONFUSIONE



Siccome recentemente è andato in onda l'ennesimo servizio sulla Sindone, durante la trasmissione di Italia1, "Mistero", ripropongo i due articoli sul tema pubblicati a suo tempo su Insolitanotizia. Siccome Marco Berri, invece di chiarirci le idee, ha preferito fare confusione, soprattutto dando spazio all'ipotesi "Leonardo Da Vinci", teoria del tutto improbabile, di nessun valore scientifico e assolutamente anti storica, spero che i seguenti testi vi possano aiutare per fare chiarezza.

IMPORTANTE:
- guardare al fondo del post per un aggiornamento, e il link al notevole lavoro statistico di G. Fanti.

SINDONE: LE BUGIE DEL CICAP (16/01/10)

E' di qualche mese fa la notizia che il CICAP, nella persona di Luigi Garlaschelli, avrebbe riprodotto la Sindone in laboratorio. Infatti secondo Simone Angioni: " Dopo tanti anni di ricerche e speculazioni sulla possibilità di riprodurre una copia esatta del telo esposto a Torino, finalmente si è fatta chiarezza: è possibile riprodurre la Sindone con tecniche che esistevano già nel 1300."
Così la gran cassa della propaganda positivista cicappina è partita con conferenze stampa, riunioni settarie e relazioni presso università varie, per far sapere al mondo che loro sono riusciti a chiarirci le idee su quanto poco di misterioso ci sia nel lenzuolo che per molti è ancora il sudario di Gesù Cristo. Infatti grazie a Thor, lui ci ha mostrato quanto siano futili eventuali elucubrazioni sulla possibilità storica dell'autenticità e sull'ipotetica sacralità del lenzuolo di Torino. L'immagine è di Gesù Cristo? Ma per favore, è palesemente un falso medievale. Sarebbe la traccia della resurrezione di Nostro Signore? Ma dai, è un po' di pigmento ocra slavato via! Strano che, tranne per gli amici della bocciofila e i soci CICAP, non ci siano tanti altri "scienziati" disposti a scommettere sul proprio ateismo fideistico in questo modo, ed è ormai chiaro a tutti come il resto del mondo scientifico rifiuti di pronunciarsi in maniera definitiva sull'autenticità della Sindone, proprio perchè essa possiede delle caratteristiche davvero peculiari ancora non chiarite, non riproducibili, che in seguito analizzeremo. E se pensate che Garlaschelli sia arrivato là dove emeriti specialisti sindonici non poterono in tanti anni, beh vi sbagliate: purtroppo è la solita mezza verità, la solita tattica da venditori di fumo in cerca della ribalta popolare, per apparire 5 minuti nel tg della rai e prendere gli applausi dei loro amici atteggiandosi a grandi uomini di scienza. Ma veniamo ai fatti: Di per sé la Sindone analizzata al microscopio presenta degli elementi che per anni hanno fatto pendere l'ago della bilancia verso l'autenticità storica, verosimilmente databile ai primi anni del cristianesimo. Questo perchè ci sono particolari così precisi ed imprevedibili, come la trama a lische di pesce, i pollini di piante presenti solo in Palestina attorno al primo secolo, nonché i segni della crocefissione ai polsi, e non nelle mani come nell'iconografia classica medievale, che logicamente punterebbero a tale epoca . Ma perchè allora insinuare ad una truffa proprio risalente a 600-700 anni fa? Perchè Dio non esiste, e su Gesù ci sono poche certezze storiche, ma soprattutto per rispettare il classico stereotipo da reliquia bisogna estirparne il sacro, e dulcis in fundo perchè il test al Carbonio 14 effettuato anni fa impunemente stabilì XIV secolo. Questo è il vero snodo che autorizza i soliti saccenti materialisti convinti a sproloquiare sulla medeivalità della Sindone. Peccato che ormai nessuno lo consideri più valido. Infatti la Sindone è un tormento inaccettabile per le menti squadrate di certi scettici impenitenti, non era possibile permettere che da questo enigma sgorgasse tutta questa spiritualità e tutta questa superstizione: era troppo pericoloso non razionalizzare il mistero, quindi partì la macchina per la campagna di calunnia, che culminò nella datazione al radio carbonio. C'è da dire che per quanto lo sforzo di banalizzarne il trucco risultò inutile, chiunque provò a replicarla, con statue incandescenti, pitture varie, vapori e radiazioni, si beccò solo un sacco di pernacchie. Le tesi addotte talvolta riguardavano tecniche ed ipotesi così arzigogolate ed assurde (tra le quali la più bella tirerebbe in ballo addirittura Leonardo Da Vinci) da riempire un bestiario ad hoc. Altre volte quando il metodo poteva essere plausibile è sempre cascato l'asino proprio sulle caratteristiche meravigliose del lenzuolo magico. Infatti come per l'imbrattatura di Garlaschelli, resistono almeno 2 caratteristiche mai eguagliate e non ancora spiegabili da nessuno, senza le quali millantare di aver "riprodotto la Sindone" vuol dire mettersi sullo stesso piano del peggior teleimbonitore truffatore wannamarchiano. Nessuno al mondo è ad oggi riuscito a replicare l'incredibile tridimensionalità dell'immagine sindonica, nè tantomeno a risolvere l'enigma delle fibre insanguinate, sotto alle quali non ci sono tracce dell'immagine, che quindi risultano essere precedenti all'"impressione" della figura del corpo. Insomma chiunque avesse "riprodotto" con qualche stratagemma le membra del suppliziato, lo ha fatto senza intaccare in nessun modo la fisiologicità della sostanza ematica: nè con bruciature, nè con acidi, nè tanto meno con pitture varie. Nella versione fallace di Garlaschelli, il quale sostiene che la pittura è scomparsa anche grazie all'invecchiamento del tempo, ma sostanzialmente "lavata" via con procedimenti chimici, non si capisce com mai il sangue sia rimasto integro nonostante questa pulizia chimica. Senza dilungarci sulle inesattezze e sugli altri particolari tralasciati dal drappo di Garlaschelli, (nonostante da bravo scolaro abbia avuto la brillante idea di copiare il compitino a tal punto, da tralasciare sì importantissime caratteristiche, ma facendo quattro bellissime bruciature per riprodurre realisticamente i danni dell'incendio del XVI secolo) come l'approssimazione del suo tentativo di tridimensionalità, e il silenzio tombale sul modo in cui poter risparmiare il sangue dalla contaminazione dell'immagine, sappiate solo che l'aggettivo più gettonato dagli esperti è stato "infantile". Ridicolo sarebbe altrettanto corretto, se non fosse che taluni giornali e una manciata di servizi televisivi degli amici del CICAPGarlaschelli, abbia davvero svelato l'arcano della Sindone! Capite l'arguzia e la bassezza di tali buffonate? capite il volume dell'acqua tirata al proprio mulino da questi balbuzienti della scienza, e i vantaggi economici e pubblicitari che ne derivano? Riuscite a comprendere il losco e ingannevole percorso di questi burattinai del sapere, il cui unico senso e scopo è accaparrarsi consenso verso il proprio schieramento? Certo che chi conosce il CICAP, i loro metodi, e soprattutto i personaggi che ne fanno parte, non ne sarà sorpreso, e in fondo non potrà che sorridere ad immaginarsi Garlaschelli e Angioni che di nascosto si pitturano le chiappe di "ocra" (e con con tali penosi risultati!). Ma nel contempo non potrà non dolersi nel capire che un altro gradino è stato salito dalla disinformazione, grazie a questa manovra nichilista bugiarda. Ma non basta. Il CICAP, contando sull'ignorante fiducia, tipica del sentito dire del gregge dei propri sostenitori, espone il proprio capolavoro esordendo così: "La datazione al radio carbonio eseguita nel 1988 ha consentito di confermare che il telo fu prodotto proprio in quel periodo", ovviamente accennando alla datazione medievalista. Ecco! di nuovo mentono sapendo di mentire! Una vera e propria scorrettezza, preambolare il discorso con tale assunto mendace. Quando fu pubblicato il risultato dei 3 test effettuati su lembi del lenzuolo, gli scettici scoppiarono a ridere di gioia sbandierando ai 4 venti la loro vittoria trionfale: la ragione aveva finalmente prevalso sulla fede e finalmente si poteva compatire con un ampia gamma di derisioni tracotanti, i poveri fessi ancora convinti del fatto che su quel lino antico ci fosse l'impronta del Cristo. E le facce rilassate di negazionisti storici di mezzo mondo brillarono soddisfatte e un po sfottenti, come dire: lo sapevo.. Quando recentemente venne finalmente messo in dubbio questo risultato parziale, il messaggio era ormai passato e il pregiudizio aveva messo in serio pericolo, il giudizio dell'uomo illuminato e logico che vuol capire. Ma la realtà è che il test è stato effettuato quando le tecnologie applicabili a questo tipo di ricerca erano all'inizio, e con gravi vizi di forma. In oltre bisogna ammettere che per la sua storia, la Sindone ha avuto diversi tipi di contaminazioni che potrebbero aver compromesso un esito sereno di tali risultati, come ad esempio incendi, fumigazioni, compromissioni biologiche note e sconosciute, incalcolabili. Inoltre come sostenuto da più parti, ad esempio lo storico dott. Canfora ( strenuo difensore della tesi del manufatto medievale) il quale: ""concorda (...) sulla inattendibilità dell'esame con il carbonio 14, che colloca l'origine del manufatto nel Medioevo: "(...) il carbonio 14 per oscillazioni di tempo brevi è, più che inattendibile, inutile. Serve a stabilire se una certa selce è del Pleistocene o dell'Età del ferro. Ma per oggetti come la Sindone o il Papiro di Artemidoro affidarsi all'esame del carbonio 14 è ridicolo"."" Quindi o si effettua nuovamente il test e si stabilisce un criterio valido per effettuarlo, senza cadere negli inghippi che annullano il risultato di quello precedente, o basta, non si annoveri più tale misurazione tra le prove addotte da chiunque sostenga la tesi medievalista. Piuttosto se ne discuta esclusivamente a livello storico. Chi continua a farlo come i lestofanti per il controllo delle affermazioni sul paranormale, INGANNA SAPENDO DI FARLO! La cosa abominevole e odiosa è però che molti scienziati, in primis quelli del CICAP, sanno queste cose ma continuano a far finta di niente, o peggio a mentire, cadendo nella stessa miopia fuorviante tipica proprio dell'atteggiamento fideistico che vorrebbero combattere, dimostrando una volta di più (ove necessario) la propria inadeguatezza nell'ergersi a misuratori delle cose, obiettivi svelatori di misteri. Esiste qualcosa di peggio di chi in nome della ragione e della verità inganna sapendo di farlo, o presenta i fatti nell'ottica parziale delle proprie convinzioni, per giungere forzatamente proprio a quei risultati voluti in partenza? Per questioni di principio lo squallore che emana da questa vicenda è disdicevole e la bassezza di tale raggiro è spregevole. Con questo non si sta dicendo che la Sindone è sacra o magica, me ne sbatto di cosa rappresenta, ma sappiate che se volessimo far di conto e calcolare le probabilità del fatto che sia autentica e che l'uomo ritratto su di essa sia Gesù di Nazaret.. beh sono davvero molto, mooolto elevate. Seriamente. Ad oggi poi un nuovo elemento è saltato agli occhi degli esperti. Infatti come già notato anni fa, esiste l'immagine delle lettere di un probabile cartiglio, collocato sulla sindone, di cui nessuno vi ha mai parlato. Oggi finalmente la dottoressa B. Frale, esimia ricercatrice, Officiale responsabile degli Archivi Vaticani, ha finalmente aperto una nuova era nello studio storico del lenzuolo più famoso del mondo, traducendo quei pochi brani del probabile cartiglio che giacque sul telo di lino, che ossidatosi col tempo, subendo probabilmente lo stesso fenomeno sconosciuto che impressionò l'immagine della Sindone, lasciò la sua impronta. Secondo la dottoressa Frale (come scritto nel libro "La Sindone di Gesù Nazareno") queste scritte sarebbero l'impronta di documenti per l'identificazione della posizione burocratica della salma, che se autenticate, indubbiamente collocherebbero il lenzuolo all'anno 30 D.C., confermando che al suo interno si trovò il corpo di Gesù Cristo. Tutto combacia. Le scritte sarebbero in latino, ove porterebbero il "visto" del governatore romano riguardante il verdetto del Sinedrio, il quale scritto in aramaico conterrebbe proprio l'accusa di sobillazione del popolo imputata a Gesù. In greco invece sarebbero state riportate le disposizioni legali religiose per il trattamento della salma, la quale a causa del delitto commesso, avrebbe dovuto riposare per un anno in un sepolcro pubblico, per purificarsi e poter essere ospitato in seguito nel sacro sepolcro di famiglia. Molti personaggi a livelli trasversali non accettano tali conclusioni, farfugliando di lettere invisibili ed errori grammaticali; fatto sta che a livello storico, tutto sembra più che plausibile. In fatti le 3 lingue erano quelle parlate in Palestina a quei tempi, sotto il dominio dell' Impero Romano all'epoca di Tiberio. Le disposizioni legali burocratiche e l'ipotetico cartiglio , probabilmente applicato al sudario da un ufficiale romano dello Stato Civile , corrispondono a plausibilità storica, e la data del 30 D.C. è quella più verosimile per la morte storica di Gesù. Perchè allora se a livello scientifico tutto punta verso l'autenticita del lenzuolo, e a livello storico tutto sembra richiamare la figura di Gesù Cristo il Nazareno, ancora si esclude scientificamente la possibilità che lo sia? Perchè taluni scienziati si affannano ancora a confutarne le certezze, piuttosto che a confermarne gli elementi peculiari? Di cosa si ha paura??
Uno dei pochi ricercatori sereni è proprio uno della primissima ora, ed è forse il più preparato scienziato che abbia studiato a fondo la Sindone. Questi è il dott. Baima Bollone, docente di Anatomopatologia all'Università di Torino. Egli sostiene che la così detta Sindone è: un lenzuolo funerario che è stato messo sotto il cadavere, poi adagiato sopra e chiuso ai piedi. Se ne vede l'immagine del lato superiore ed inferiore. E' certamente l'immagine di un cadavere. E' la posizione di rigor mortis di un uomo crocifisso, presentante un ampia lesione sul costato da cui è fuoriuscito sangue dopo la morte. Quando ancora vivo deve aver subito diverse lesioni da flagellazione e l' imposizione di un casco di spine sul capo. Per la posizione dei chiodi nelle membra, 'inchiodamento è quello tipico della crocifissione romana. L'uomo a cui appartiene il cadavere era snello, alto e di tipo semitico. Il sangue è vero sangue umano: non è un dipinto, non è un falso. Baima Bollone sostiene che la riproduzione di Garlaschelli, "che è stata così pubblicizzata recentemente" è grossolana, e non riporta le principali caratteristiche peculiari del lenzuolo originale. Infatti sul lenzuolo esiste un divario tra le macchie di sangue e le immagini corporee. Ovvero le macchie di sangue vitale sono state versate prima della produzione delle immagini (come già spiegato in precedenza infatti, al di sotto delle macchie di sangue non vi è traccia delle immagini). Per di più esiste una discrepanza topografica tra le macchie e le immagini: man mano che ci si allontana dal centro del lenzuolo verso la periferia, le macchie ematiche presentano un allargamento, la classica deformazione da contatto, come raddrizzando una superficie curvilinea, mentre le immagini, del volto ad esempio, hanno una caratteristica proiezione lineare, oltre che tridimensionale: pur nascendo da una superficie "curvilinea" (quella del capo) non hanno tale deformazione. Questa enigmatica disposizione dei fattori rimane non falsificata (da Garlaschelli) ed al momento non falsificabile. Secondo l'esimio professore (che la sa lunga) la Sindone non è un manufatto, ma una realtà archeologica. In conclusione non vi sono certezze scientifiche sulla datazione e sull'identità dell'uomo della Sindone, ma tutti gli indizi logici indicano che, per lo meno storicamente, sembra davvero autentica. Le probabilità sono di gran lunga superiori a quelle richiamanti ad un'ipotesi di falsificazione medievale, a maggior ragione se considerato un manufatto. Capisco la frustrazione di Garlaschelli, del CICAP, e di tutte quelle teste d'uovo che vorrebbero distruggere ed eliminare il meraviglioso da questo mondo, e razionalizzare il mistero anche di questo oggetto. Ma non è certo con 4 stracci dipinti con sostanze disponibili nel XIV secolo, che si può spiegare un enigma come quello in questione, così come non si può eliminare l'ipotesi che esistano poteri psichici sconosciuti ed eventi metafisici reali per il fatto che nei loro laboratori non si possano provare scientificamente. La mentalità della negazione non paga in questo campo, e fino a quando il CICAP o chi per essi non si renderanno conto che il cosmo non è fatto a misura d'uomo, continueranno a prendere sonore cantonate come in questo caso. La scienza deve essere affascinante, ma soprattutto affascinata dal mistero, non porsi ad esso in posizione di pregiudizievole superiorità. Sciocchezze come questo esperimento verranno presto dimenticate, così come i protagonisti di questa storia, ma possiamo dire lo stesso del messaggio che hanno insinuato? Resta infinita tristezza per la mancanza d'umiltà, ma soprattutto per l'atteggiamento meschino, di chi pur avendo idea della meraviglia insita in certi fatti delle umane esperienze, preferisca temere l'ignoto anzichè percorrerlo nella sua avventurosa ricerca, e guadagnandosi con la paura il diritto di ergersi a giudice assoluto, inganna gli uomini, esaltando la propria cecità a virtù sublime.
Qui la puntata del 06 gennaio 2010 dedicata alla sindone di "Alle 9 in punto", programma radiofonico condotto da Oscar Giannino, che richiamato la mia attenzione sul caso.


SINDONE: QUALE IL VERO MIRACOLO? (10/04/10)

Siccome da domani 10 aprile, la Sindone sarà esposta per alcune settimane, fino al 23 maggio, colgo l'occasione per condividere alcuni spunti ulteriori, rispetto al post precedentemente comparso su questo blog: "Sindone: le bugie del CICAP", sul lenzuolo conservato a Torino. Come molti sapranno non esiste una verità scientifica, per ora, che possa catalogare l'artefatto sindonico nella categoria del "manufatto artistico", e tanto meno esiste un metodo attendibile per valutarne l'età, o teorie inattaccabili per spiegare le peculiarità uniche delle tracce del corpo del suppliziato impresse sul lino. Insomma la Sindone resta un mistero assoluto, ancor più affascinante poichè secondo recenti analisi si è stabilito che l'evento che produsse l'immagine dell'uomo sindonico sul telo, oltre ad essere qualcosa di incredibilmente potente, avvenne all'incirca da 36 a 48 ore dopo la morte del crocifisso.
Insomma un'altro indizio ricostruibile solo dall'uomo tecnologico che richiama alla storia dei Vangeli, e che nel contempo allontana ulteriormente (se ce ne fosse ancora bisogno) la tesi che vorrebbe la Sindone un manufatto reliquiario medievale.
Insomma niente per adesso impedisce ai credenti di ritenere la sua formazione un prodigio divino, la prova del miracolo della Resurrezione.
Un altro aspetto emerso di recente, è relativo alla posizione del cadavere ospitato per quei due giorni dal sudario. E' stato osservato che anche questa caratteristica è compatibile con quella reale derivante dalla posizione di rigor mortis tipica della morte in croce, ovvero con il capo e le spalle leggermente inclinati verso il basso, le gambe lievemente piegate ed i piedi allungati in avanti.
Ora, per spiegare la corrispondenza totale con tutte le caratteristiche fisiche della Passione di Cristo riscontrate scientificamente sulla Sindone, e se a tutti i costi volessimo ignorare gran parte dei fatti ed ostinarci a ricostruire un'eventuale origine medievale, l'unica ipotesi realistica resta la più raccapricciante. Infatti a questo punto l'unica via che avrebbe potuto percorrere il geniale falsificatore per ricostruire meticolosamente il lenzuolo funerario
Davvero un'ipotesi sinistra quanto inverosimile.
Il tutto senza considerare la lungimirante scelta del tessuto, il quale oltre ad essere identico a quello in uso nel primo secolo in Terra Santa, avrebbe dovuto in qualche modo essere cosparso dei pollini che in antichità permeavano quella zona o in alternativa avrebbe dovuto sceglierne uno antico di milletrecento anni facendolo pervenire dai dintorni di Gerusalemme (infatti sulla Sindone sono stati trovati pollini tipici della Palestina, caratteristici del periodo storico concomitante a quello della vita di Gesù).
Nell'immaginare tale ipotesi, è inutile sottolineare quanto il rasoio della logica della semplicità porti ad escludere tale laboriosa e macabra ricostruzione, preferendole di gran lunga una raffigurazione più semplice nella fattura ma altrettanto evocativa nella forma. La reliquia sarebbe stata lo stesso d'effetto, anzi, magari sarebbe potuta apparire molto più significativa, se meglio dipinta, la quale non avrebbe di certo destato nessun sospetto e sarebbe senz'altro bastata al semplice sguardo del fedele medievale. Difficile in vero ipotizzare tanta cura per i posteri, ignorando che un giorno i cristiani avrebbero avuto a disposizione microscopi a scansione elettronica per testarne l'autenticità.
In oltre per quanto si possa ipotizzare per assurdo l'interesse dell'artista ad ottenere l'effetto vedo/non vedo, resta comunque la grande incognita sulla tecnica usata per produrre l'immagine in quel modo atipico, tale per cui al di sotto del sangue non vi è l'impronta del corpo, ma soprattutto concepita in modo tale che non riporti la caratteristica traccia distorta, tipica della formazione per contatto, ma presenti la figura umana "in proiezione" praticamente per ascesa.
In ultimo, particolare davvero bizzarro, nella sua immaginifica resa della resurrezione, l'ipotetico falsario avrebbe ideato una peculiare stratificazione delle fibre per la sua Sindone, le quali mostrano l'immagine del corpo sui due strati esterni del lenzuolo, ma non in quelli interni (dove invece è presente il sangue, poichè assorbito normalmente).
Ammettiamo una scomoda realtà: se non fosse per quello sciagurato test del Carbonio14 effettuato qualche anno fa, che indusse in errore un'intera generazione di sindonologi suggerendo una datazione medievale del lenzuolo, nessuno, nemmeno lo scettico più miope, avrebbe ancora il coraggio di sostenere l'improbabile tesi del manufatto.
E' oggettivamente contro ogni logica sensata perdurare in questa ipotesi, a maggior ragione oggi, dal momento che il famoso test è stato del tutto invalidato, e non solo per le effettive lacune metodologiche. Infatti la Sindone ha subito diversi tipi di contaminazioni durante le sue peregrinazioni, come ad esempio durante l'incendio del 1532 o le continue ostensioni in luoghi fumosi come chiese e cattedrali (si pensi anche solo al possibile carbonio assorbito dal fiato umano dei fedeli in adorazione) ed inoltre risulta incalcolabile il grado di compromissione chimica accumulato durante i misteriosi primi secoli della sua esistenza, non potendo conoscere con certezza i metodi scelti per la sua conservazione o per il suo restauro.
In merito alla possibile datazione dunque, tutto questo probabilmente sarebbe già troppo per un reperto organico adatto alla datazione con il metodo del radio carbonio, contando poi che è universalmente noto, quanto la stessa tecnica d'indagine sia del tutto inadeguata per valutare reperti così recenti, non rimane altro da fare che escludere il risultato improprio di questa valutazione e cercarne un altro che possa, scientificamente, datare con maggiore pertinenza l'artefatto sindonico.
Tra l'altro un ulteriore elemento che invalida del tutto il risultato del famoso test, è la pessima scelta del lembo di lenzuolo prelevato dalla Sindone. Infatti lo stesso Ray Rogers, esperto scettico impenitente, accanito sostenitore del risultato del test, dovette in fin di vita ricredersi, notando che nel rimasuglio di tessuto avanzato dalla campionatura del telo, era effettivamente presente del cotone. Questa era la prova che la Sindone nel corso dei secoli (probabilmente in seguito a delle lacerazioni) era stata "rattoppata" e in qualche modo sapientemente camuffata per apparire intatta ad occhio nudo, come sostenuto in precedenza da due dilettanti investigatori sindonici, Benford e Marino.
Ovviamente i lembi di tessuto sezionati, appartenevano proprio a quel piccolo settore del grande telo, restaurato col cotone, probabilmente risalente al XVI secolo.
Quando la sfortuna ci si mette...
Comunque sono ben pochi i sostenitori della tesi medievalista che non fanno mistero di tale errore, compresi quelli del CICAP, che continuano tranquillamente a sostenere la loro incoerente tesi, seppur inattendibile dal punto di vista scientifico.
A proposito del Comitato controllore del Paranormale, qualche mese è passato dal tentativo di Garlaschelli, (uomo della parrocchia di Piero Angela), il quale ha il torto di avere avuto il cattivo gusto scientifico, di sostenere di aver riprodotto la Sindone con metodi medievali.
Ad oggi NESSUNO è riuscito a riprodurre, neanche lontanamente, un'immagine simile del "sacro lenzuolo". Quella di Garlaschelli è un'imitazione grottesca, un dipinto chimico con tecniche medievali che nulla ha a che vedere con la vera Sindone, specialmente nelle sue portentose caratteristiche peculiari.
Ma tanta applicazione non risulta un inutile esercizio di stile. Seppur nelle intenzioni abbia voluto dimostrare come sarebbe stato possibile per un artista medievale produrre" l'effetto Sindone", ha in realtà dato un elemento su cui riflettere di opposto significato. Quello di Garlaschelli infatti mostra implicitamente proprio cosa non è il lenzuolo di Torino, ovvero un manufatto medievale, poichè per assurdo il valore che ha, è proprio quello di dirci come sarebbe stato l'artefatto sindonico se in effetti fosse stato fatto in quel periodo.
Spero che chiunque abbia investito la propria credibilità sindonologica in tale esperimento, abbia il senso dell'umorismo.
Comunque volendo per forza effettuare nuovamente il test del Carbonio 14, ci sarebbero dei campioni perfetti a disposizione, poichè già asportati dalla Sindone.
In effetti durante una delle ultime operazioni di restauro, dovrebbero essere stati eliminati i lembi di telo carbonizzati nell'incendio di Chambery del XVI secolo, e siccome di un oggetto così prezioso non si butta via niente, dovrebbero essere stati meticolosamente conservati.
Ad oggi il lenzuolo è stato irrimediabilmente contaminato con il Timolo, un antiparassitario usato per proteggere la custodia sindonica, per di più la Chiesa ha decretato temporaneamente la fine degli esperimenti.
Restano però quei pezzi carbonizzati di lino, i quali senza intaccare nuovamente la Sindone potrebbero essere usati per il test, poichè secondo alcuni scienziati da questi (e solo da questi) si potrebbero ancora separare le molecole di Carbonio originale, da quelle derivanti dalla contaminazione del Timolo.
In conclusione sono molte le cose che si sono desunte da questo reperto archeologico, specialmente in questi ultimi quaranta anni, le quali se ci hanno detto moltissime cose sulla sua natura fisica, non hanno portato però a nessuna conclusione esaustiva per la sua comprensione. Essa ci è stata tramandata così, e così è rimasta: un enigma il cui segreto resta inattaccabile quanto inconcepibile, per gli occhi e le tecniche dell'uomo, attraverso i secoli.
Le ultime ipotesi "scientifiche" parlano di una forza necessaria pari ad un'esplosione nucleare, o ad un fulmine, per tentare di dare una spiegazione alla straordinaria formazione di tale immagine.
Siamo davvero alle soglie del miracoloso.
A guardare bene però, il vero miracolo sarebbe scoprire che la Sindone è davvero un manufatto medievale. Se così fosse infatti, vorrebbe dire che un genio nel XIV secolo è riuscito ad inventare un metodo per realizzare qualcosa che l'uomo tecnologico contemporaneo non è in grado di spiegare, tanto meno di replicare, nonostante tutta la sua scienza.
Tra questo e la Resurrezione quale sarebbe dunque il vero miracolo?


- AGGIORNAMENTO del 23/02/2011

Si noti che l'imitazione di Garlaschelli, come già detto non ricalca minimamente i peculiari e più importanti elementi della vera Sindone. Purtroppo però lo stesso scienziato italiano continua imperterrito a divulgare le proprie illazioni, sostenedo con grave approssimazione che appunto, la sua riproduzione confermerebbe la falsità del lenzuolo originale. Oltre ad essere un'infame e presuntuosa menzogna, tutte le caratteristiche da lui imitate e acclamate ai quattro venti sono solo alcune, tra le sole che effettivamente sono riproducibili, di natura puramente estetica e non intrinseca, e la cui l'importanza è assolutamente marginale, rispetto al totale delle peculiarità che rendono la Sindone un vero mistero. Nei discorsi di Garlaschelli infatti si fa ben attenzione a non menzionare le qualità speciali, del tutto non riproducibili e mai ancora riprodotte (per lo meno fino ad oggi). Bel comportamento etico e scientifico, da parte di chi si vanta di indagare con razionalità e oggettività! Infatti sia la famosa tridimensionalità dell'immagine sindonica sia la particolare disposizione delle tracce di sangue (che seppur al di sopra dell'impronta dell'uomo della Sindone, sono antecedenti alla formazione della stessa), secondo l'unanime parere della comunità scientifica, non sono attualmente replicabili, soprattutto presumendo che la tecnica di realizzazione sia simile a quella ipotizzata da Garlaschelli. Ovviamente il nostro chimico fa ben attenzione a rimpinzare di dati irrilevanti i propri ascoltatori, badando bene a non menzionare i veri elementi cruciali che rendono il suo lavoro carta straccia, dall'insulso valore scientifico. La comunità scientifica è infatti conocorde nel sostenere la propria incertezza a riguardo, trovandosi nell'impossibilità assoluta di risalire all'eventuale tecnica artistica o al fenomeno naturale che diede origine a queste due caratteristiche, ad oggi appunto ancora irrealizzabili.
Ma perchè allora Garlaschelli e il codazzo di entusiasti sostenitori continuano imperterriti a vantarsi di questa inutilità, pur essendo di sicuro coscienti della falsità che propugnano? La risposta è semplice e tristemente comprensibile. Infatti il progetto è stato commissionato ed in parte finanziato dall' Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nella persona di Gualtiero Massa, un'associazione evidentemente di parte e molto interessata a diffondere quel proselitismo scientista, il cui unico interesse è nullificare qualsiasi aspetto metafisico, spirituale e misterioso della natura, infettando ulteriormente di quel cinismo da operetta ottocentesca, la nostra cultura occidentale, già così tecnocratica e materialista. E' chiaro come l'interesse fosse quello di battere la gran cassa della retorica scientista, contando sul fatto che oggi l'approssimazione e la superficialità dell'utente medio, avrebbe fatto il resto, veicolando in maniera assoluta, seppur scorretta, l'idea che la Sindone sia un falso. L'importante era accontentare il mandante iconoclasta e meschinamente sostenere che anche questo baluardo del mistero, e soprattutto della fede (due categorie profondamente osteggiate, evidentemente) fosse tramontato in favore dell'illuminata razionalità dell'uomo tecnologico moderno, ennesimo tentativo truffaldino per far prevalere quell'univoca cultura nichilista che ci vorrebbero imporre. Purtroppo è assai triste notare come ciò che dovrebbe essere oggettivo e super partes come la scienza, le cui finalità dovrebbero essere puramente umanistiche e universalmente comprensive, è invece manipolata sapientemente da vere e proprie sette, al soldo di chi agogna un controllo mentale e spirituale del tutto simile a quello dei peggiori integralismi religiosi, utilizzando tecniche di comunicazione di massa miste a brandelli di verosimiglianze scientifiche, per infondere credibilità al prorpio credo. Personalmente non mi interessa difendere la fede o la Chiesa, e per quanto reputi più probabile che la Sindone sia storicamente autentica, non mi preme difenderne la sacralità. A me interessa esclusivamente comprendere, grazie anche al metodo scientifico, la realtà dei fenomeni misteriosi di questo mondo: per questo i miei nemici giurati saranno sempre i mistificatori, siano essi i complottisti mendaci, i fanatici religiosi, o gli scientisti pseudo scettici; categoria questa ancora più odiosa ed insidiosa, poichè strumentalizzando la logica ai propri interessi, in un'apparente coerenza scientifica, hanno l'abilità e i mezzi per contribuire in maniera irreversibile alla manipolazione della realtà, perseguendo semplicemente come tutti gli altri, ma un po' più squallidamente, i propri deprecabili fini.

N.B.
Si ricorda che non è mia intenzione cercare dimostrare che la Sindone raffiguri il corpo di Gesù Cristo, e non mi interessano le implicazioni religiose derivanti da questa ipotesi. Semplicemente mi preme sottolineare come la maggior parte delle prove scientifiche (a parte la controversa datazione al C14) puntino verso l'autenticità storica del lenzuolo, compatibile con una datazione relativa al I° secolo D.C., e che in base agli indizi ottenuti fin qui nelle diverse analisi del lenzuolo, è statisticamente molto probabile che non si tratti affatto di un manufatto artistico, come sostenuto ad esempio da Garlaschelli.

Per un ulteriore approfondimento, come conferma di quanto scritto e per togliersi quei pochi dubbi che ancora potrebbero persistere nelle menti più scettiche, propongo la lettura del notevole lavoro statistico presentato da Giulio Fanti ed Emanuela Marinelli:

Risultati di un modello probabilistico applicato alle ricerche eseguite sulla Sindone di Torino

28/09/10

ACQUA: sul serio abbiamo bisogno del CICAP?

per leggerlo clicca qui sotto:

ACQUA: sul serio abbiamo bisogno del CICAP?


Dal blog di Andrea Doria un bellissimo articolo sull'omeopatia e sul poco chiaro atteggiamento del CICAP, di fronte alla richiesta di uno scienziato disposto a sottoporsi all'esame per il famoso "milione di dollari" messo in palio.

10/04/10

SINDONE: QUALE IL VERO MIRACOLO?

Siccome da domani 10 aprile, la Sindone sarà esposta per alcune settimane, fino al 23 maggio, colgo l'occasione per condividere alcuni spunti ulteriori, rispetto al post precedentemente comparso su questo blog: "Sindone: le bugie del CICAP", sul lenzuolo conservato a Torino. Come molti sapranno non esiste una verità scientifica, per ora, che possa catalogare l'artefatto sindonico nella categoria del "manufatto artistico", e tanto meno esiste un metodo attendibile per valutarne l'età, o teorie inattaccabili per spiegare le peculiarità uniche delle tracce del corpo del suppliziato impresse sul lino. Insomma la Sindone resta un mistero assoluto, ancor più affascinante poichè secondo recenti analisi si è stabilito che l'evento che produsse l'immagine dell'uomo sindonico sul telo, oltre ad essere qualcosa di incredibilmente potente, avvenne presumibilmente da 36 a 48 ore dopo la morte del crocifisso.
In somma un'altro indizio ricostruibile solo dall'uomo tecnologico che richiama alla storia dei Vangeli, e che nel contempo allontana ulteriormente (se ce ne fosse ancora bisogno) la tesi che vorrebbe la Sindone un manufatto reliquiario medievale.
Insomma niente per adesso impedisce ai credenti di ritenere la sua formazione un prodigio divino, la prova del miracolo della Resurrezione.
Un altro aspetto emerso di recente, è relativo alla posizione del cadavere ospitato per quei due giorni dal sudario. E' stato osservato che anche questa caratteristica è compatibile con quella reale derivante dalla posizione di rigor mortis tipica della morte in croce, ovvero con il capo e le spalle leggermente inclinati verso il basso, le gambe lievemente piegate ed i piedi allungati in avanti.
Ora, per spiegare la corrispondenza totale con tutte le caratteristiche fisiche della Passione di Cristo riscontrate scientificamente sulla Sindone, e se a tutti i costi volessimo ignorare gran parte dei fatti ed ostinarci a ricostruire un'eventuale origine medievale, l'unica ipotesi realistica resta la più raccapricciante. Infatti a questo punto l'unica via che avrebbe potuto percorrere il geniale falsificatore per ricostruire meticolosamente il lenzuolo funerario di Gesù Cristo, sarebbe stata quella di utilizzare un uomo in carne ed ossa e di sottoporlo, uno ad uno, ai tremendi supplizi patiti dal Figlio di Dio fino ad ucciderlo, mettendolo in croce.
Davvero un'ipotesi sinistra quanto inverosimile.
Il tutto senza considerare la lungimirante scelta del tessuto, il quale oltre ad essere identico a quello in uso nel primo secolo in Terra Santa, avrebbe dovuto in qualche modo essere cosparso dei pollini che in antichità permeavano quella zona o in alternativa avrebbe dovuto sceglierne uno antico di milletrecento anni facendolo pervenire dai dintorni di Gerusalemme (infatti sulla Sindone sono stati trovati pollini tipici della Palestina, caratteristici del periodo storico concomitante a quello della vita di Gesù).
Nell'immaginare tale ipotesi, è inutile sottolineare quanto il rasoio della logica della semplicità porti ad escludere tale laboriosa e macabra ricostruzione, preferendole di gran lunga una raffigurazione più semplice nella fattura ma altrettanto evocativa nella forma. La reliquia sarebbe stata lo stesso d'effetto, anzi, magari sarebbe potuta apparire molto più significativa, se meglio dipinta, la quale non avrebbe di certo destato nessun sospetto e sarebbe senz'altro bastata al semplice sguardo del fedele medievale. Difficile in vero ipotizzare tanta cura per i posteri, ignorando che un giorno i cristiani avrebbero avuto a disposizione microscopi a scansione elettronica per testarne l'autenticità.
In oltre per quanto si possa ipotizzare per assurdo l'interesse dell'artista ad ottenere l'effetto vedo/non vedo, resta comunque la grande incognita sulla tecnica usata per produrre l'immagine in quel modo atipico, tale per cui al di sotto del sangue non vi è l'impronta del corpo, ma soprattutto concepita in modo tale che non riporti la caratteristica traccia distorta, tipica della formazione per contatto, ma presenti la figura umana "in proiezione" praticamente per ascesa.
In ultimo, particolare davvero bizzarro, nella sua immaginifica resa della resurrezione, l'ipotetico falsario avrebbe ideato una peculiare stratificazione delle fibre per la sua Sindone, le quali mostrano l'immagine del corpo sui due strati esterni del lenzuolo, ma non in quelli interni (dove invece è presente il sangue, poichè assorbito normalmente).
Ammettiamo una scomoda realtà: se non fosse per quello sciagurato test del Carbonio14 effettuato qualche anno fa, che indusse in errore un'intera generazione di sindonologi suggerendo una datazione medievale del lenzuolo, nessuno, nemmeno lo scettico più miope, avrebbe ancora il coraggio di sostenere l'improbabile tesi del manufatto.
E' oggettivamente contro ogni logica sensata perdurare in questa ipotesi, a maggior ragione oggi, dal momento che il famoso test è stato del tutto invalidato, e non solo per le effettive lacune metodologiche. Infatti la Sindone ha subito diversi tipi di contaminazioni durante le sue peregrinazioni, come ad esempio durante l'incendio del 1532 o le continue ostensioni in luoghi fumosi come chiese e cattedrali (si pensi anche solo al possibile carbonio assorbito dal fiato umano dei fedeli in adorazione) ed inoltre risulta incalcolabile il grado di compromissione chimica accumulato durante i misteriosi primi secoli della sua esistenza, non potendo conoscere con certezza i metodi scelti per la sua conservazione o per il suo restauro.
In merito alla possibile datazione dunque, tutto questo probabilmente sarebbe già troppo per un reperto organico adatto alla datazione con il metodo del radiocarbonio, contando poi che è universalmente noto, quanto la stessa tecnica d'indagine sia del tutto inadeguata per valutare reperti così recenti, non rimane altro da fare che escludere il risultato improprio di questa valutazione e cercarne un altro che possa, scientificamente, datare con maggiore pertinenza l'artefatto sindonico.
Tra l'altro un ulteriore elemento che invalida del tutto il risultato del famoso test, è la pessima scelta del lembo di lenzuolo prelevato dalla Sindone. Infatti lo stesso Ray Rogers, esperto scettico impenitente, accanito sostenitore del risultato del test, dovette in fin di vita ricredersi, notando che nel rimasuglio di tessuto avanzato dalla campionatura del telo, era effettivamente presente del cotone. Questa era la prova che la Sindone nel corso dei secoli (probabilmente in seguito a delle lacerazioni) era stata "rattoppata" e in qualche modo sapientemente camuffata per apparire intatta ad occhio nudo, come sostenuto precedentemente da due dilettanti investigatori sindonici, Benford e Marino.
Ovviamente i lembi di tessuto sezionati, appartenevano proprio a quel piccolo settore del grande telo, restaurato col cotone, probabilmente risalente al XVI secolo.
Quando la sfortuna ci si mette...
Comunque sono ben pochi i sostenitori della tesi medievalista che non fanno mistero di tale errore, compresi quelli del CICAP, che continuano tranquillamente a sostenere la loro incoerente tesi, seppur inattendibile dal punto di vista scientifico.
A proposito del Comitato controllore del Paranormale, qualche mese è passato dal tentativo di Garlaschelli, (uomo della parrocchia di Piero Angela), il quale ha il torto di avere avuto il cattivo gusto scientifico, di sostenere di aver riprodotto la Sindone con metodi medievali.
Ad oggi NESSUNO è riuscito a riprodurre, neanche lontanamente, un'immagine simile del "sacro lenzuolo". Quella di Garlaschelli è un'imitazione grottesca, un dipinto chimico con tecniche medievali che nulla ha a che vedere con la vera Sindone, specialmente nelle sue portentose caratteristiche peculiari.
Ma tanta applicazione non risulta un inutile esercizio di stile. Seppur nelle intenzioni abbia voluto dimostrare come sarebbe stato possibile per un artista medievale produrre" l'effetto Sindone", ha in realtà dato un elemento su cui riflettere di opposto significato. Quello di Garlaschelli infatti mostra implicitamente proprio cosa non è il lenzuolo di Torino, ovvero un manufatto medievale, poichè per assurdo il valore che ha, è proprio quello di dirci come sarebbe stato l'artefatto sindonico se in effetti fosse stato fatto in quel periodo.
Spero che chiunque abbia investito la propria credibilità sindonologica in tale esperimento, abbia il senso dell'umorismo.
Comunque volendo per forza effettuare nuovamente il test del Carbonio 14, ci sarebbero dei campioni perfetti a disposizione, poichè già asportati dalla Sindone.
In effetti durante una delle ultime operazioni di restauro, dovrebbero essere stati eliminati i lembi di telo carbonizzati nell'incendio di Chambery del XVI secolo, e siccome di un oggetto così prezioso non si butta via niente, dovrebbero essere stati meticolosamente conservati.
Ad oggi il lenzuolo è stato irrimediabilmente contaminato con il Timolo, un antiparassitario usato per proteggere la custodia sindonica, per di più la Chiesa ha decretato temporaneamente la fine degli esperimenti.
Restano però quei pezzi carbonizzati di lino, i quali senza intaccare nuovamente la Sindone potrebbero essere usati per il test, poichè secondo alcuni scienziati da questi (e solo da questi) si potrebbero ancora separare le molecole di Carbonio originale, da quelle derivanti dalla contaminazione del Timolo.
In conclusione sono molte le cose che si sono desunte da questo reperto archeologico, specialmente in questi ultimi quaranta anni, le quali se ci hanno detto moltissime cose sulla sua natura fisica, non hanno portato però a nessuna conclusione esaustiva per la sua comprensione. Essa ci è stata tramandata così, e così è rimasta: un enigma il cui segreto resta inattaccabile quanto inconcepibile, per gli occhi e le tecniche dell'uomo, attraverso i secoli.
Le ultime ipotesi "scientifiche" parlano di una forza necessaria pari ad un'esplosione nucleare, o ad un fulmine, per tentare di dare una spiegazione alla straordinaria formazione di tale immagine.
Siamo davvero alle soglie del miracoloso.
A guardare bene però, il vero miracolo sarebbe scoprire che la Sindone è davvero un manufatto medievale. Se così fosse infatti, vorrebbe dire che un genio nel XIV secolo è riuscito ad inventare un metodo per realizzare qualcosa che l'uomo tecnologico contemporaneo non è in grado di spiegare, tanto meno di replicare, nonostante tutta la sua scienza.
Tra questo e la Resurrezione quale sarebbe dunque il vero miracolo?

16/01/10

SINDONE: LE BUGIE DEL CICAP




E' di qualche mese fa la notizia che il CICAP, nella persona di Luigi Garlaschelli, avrebbe riprodotto la Sindone in laboratorio. Infatti secondo Simone Angioni: " Dopo tanti anni di ricerche e speculazioni sulla possibilità di riprodurre una copia esatta del telo esposto a Torino, finalmente si è fatta chiarezza: è possibile riprodurre la Sindone con tecniche che esistevano già nel 1300." Così la gran cassa della propaganda positivista cicappina è partita con conferenze stampa, riunioni settarie e relazioni presso università varie, per far sapere al mondo che loro sono riusciti a chiarirci le idee su quanto poco di misterioso ci sia nel lenzuolo che per molti è ancora il sudario di Gesù Cristo. Infatti grazie a Thor, lui ci ha mostrato quanto siano futili eventuali elucubrazioni sulla possibilità storica dell'autenticità e sull'ipotetica sacralità del lenzuolo di Torino. L'immagine è di Gesù Cristo? Ma per favore, è palesemente un falso medievale. Sarebbe la traccia della resurrezione di Nostro Signore? Ma dai, è un po' di pigmento ocra slavato via! Strano che, tranne per gli amici della bocciofila e i soci CICAP, non ci siano tanti altri scienziati disposti a scommettere sul proprio ateismo fideistico in questo modo, ed è ormai chiaro a tutti come il resto del mondo scientifico rifiuti di pronunciarsi sull'autenticità della Sindone, proprio perchè essa possiede delle caratteristiche davvero peculiari non chiarite, non riproducibili, che in seguito analizzeremo. E se pensate che Garlaschelli sia arrivato là dove emeriti specialisti sindonici non poterono in tanti anni, beh vi sbagliate: purtroppo è la solita mezza verità, la solità tattica da venditori di fumo in cerca della ribalta popolare, per apparire 5 minuti nel tg della rai e prendere gli applausi dei loro amici atteggiandosi a grandi uomini di scienza. Ma veniamo ai fatti: Di per sè la Sindone analizzata al microscopio presenta degli elementi che per anni hanno fatto pendere l'ago della bilancia verso l'autenticità storica, verosimilmente databile ai primi anni del cristianesimo. Questo perchè ci sono particolari così precisi ed imprevedibili, come la trama a lische di pesce, i pollini di piante presenti solo in Palestina attorno al primo secolo, nonchè i segni della crocefissione ai polsi, e non nelle mani come nell'iconografia classica medievale, che logicamente punterebbero a tale epoca . Ma perchè allora insinuare ad una truffa proprio risalente a 600-700 anni fa? Perchè Dio non esiste, e su Gesù ci sono poche certezze storiche, ma soprattutto per rispettare il classico stereotipo da reliquia bisogna estirparne il sacro, e dulcis in fundo perchè il test al Carbonio 14 effettuato anni fa impunemente stabilì XIV secolo. Questo è il vero snodo che autorizza i soliti saccenti materialisti convinti a sproloquiare sulla medeivalità della Sindone. Peccato che ormai nessuno lo consideri più valido. Infatti la Sindone è un tormento inaccettabile per le menti squadrate di certi scettici impenitenti, non era possibile permettere che da questo enigma sgorgasse tutta questa spiritualità e tutta questa superstizione: era troppo pericoloso non razionalizzare il mistero, quindi partì la macchina per la campagna di calunnia, che culminò nella datazione al radiocarbonio. C'è da dire che per quanto lo sforzo di banalizzarne il trucco risultò inutile, chiunque provò a replicarla, con statue incandescenti, pitture varie, vapori e radiazioni, si beccò solo un sacco di pernacchie. Le tesi addotte talvolta riguardavano tecniche ed ipotesi così arzigogolate ed assurde (tra le quali la più bella tirerebbe in ballo addirittura Leonardo Da Vinci) da riempire un bestiario ad hoc. Altre volte quando il metodo poteva essere plausibile è sempre cascato l'asino proprio sulle caratteristiche meravigliose del lenzuolo magico. Infatti come per l'imbrattatura di Garlaschelli, resistono almeno 2 caratteristiche mai eguagliate e non ancora spiegabili da nessuno, senza le quali millantare di aver "riprodotto la Sindone" vuol dire mettersi sullo stesso piano del peggior teleimbonitore truffatore wannamarchiano. Nessuno al mondo è ad oggi riuscito a replicare l'incredibile tridimensionalità dell'immagine sindonica, nè tantomeno a risovere l'enigma dele fibre insanguinate, sotto alle quali non ci sono tracce dell'immagine, che quindi risultano essere precedenti all'"impressione" della figura del corpo. Insomma chiunque avesse "riprodotto" con qualche stratagemma le membra del suppliziato, lo ha fatto senza intaccare in nessun modo la fisiologicità della sostanza ematica: nè con bruciature, nè con acidi, nè tantomeno con pitture varie. Nella versione fallace di Garlaschelli, il quale sostiene che la pittura è scomparsa anche grazie all'invecchiamento del tempo, ma sostanzialmente "lavata" via con procedimenti chimici, non si capisce com mai il sangue sia rimasto integro nonostante questa pulizia chimica. Senza dilungarci sulle inesattezze e sugli altri particolari tralasciati dal drappo di Garlaschelli, (nonostante da bravo scolaro abbia avuto la brillante idea di copiare il compitino a tal punto, da tralasciare sì importantissime caratteristiche, ma facendo quattro bellissime bruciature per riprodurre realisticamente i danni dell'incendio del XVI secolo) come l'approssimazione del suo tentativo di tridimensionalità, e il silenzio tombale sul modo in cui poter risparmiare il sangue dalla contaminazione dell'immagine, sappiate solo che l'aggettivo più gettonato dagli esperti è stato "infantile". Ridicolo sarebbe altrettanto corretto, se non fosse che taluni giornali e una manciata di servizi televisivi degli amici del CICAP, abbiano battuto il ferro fino a farlo diventare caldo, tanto che chissà quante menti impreparate e un po' ignoranti si saranno davvero convinte che quel formidabile scienziato di Garlaschelli, abbia davvero svelato l'arcano della Sindone! Capite l'arguzia e la bassezza di tali buffonate? capite il volume dell'acqua tirata al proprio mulino da questi balbuzienti della scienza, e i vantaggi economici e pubblicitari che ne derivano? Riuscite a comprendere il losco e ingannevole percorso di questi burattinai del sapere, il cui unico senso e scopo è accaparrarsi consenso verso il proprio schieramento? Certo che chi conosce il CICAP, i loro metodi, e soprattutto i personaggi che ne fanno parte, non ne sarà sorpreso, e in fondo non potrà che sorridere ad immaginarsi Garlaschelli e Angioni che di nascosto si pitturano le chiappe di "ocra" (e con con tali penosi risultati!). Ma nel contempo non potrà non dolersi nel capire che un altro gradino è stato salito dalla disinformazione, grazie a questa manovra nichilista bugiarda. Ma non basta. Il CICAP, contando sull'ignorante fiducia, tipica del sentito dire del gregge dei propri sostenitori, espone il proprio capolavoro esordendo così: "La datazione al radio carbonio eseguita nel 1988 ha consentito di confermare che il telo fu prodotto proprio in quel periodo", ovviamente accennando alla datazione medievalista. Ecco! di nuovo mentono sapendo di mentire! Una vera e propria scorrettezza, preambolare il discorso con tale assunto mendace. Quando fu pubblicato il risultato dei 3 test effettuati su lembi del lenzuolo, gli scettici scoppiarono a ridere di gioia sbandierando ai 4 venti la loro vittoria trionfale: la ragione aveva finalmente prevalso sulla fede e finalmente si poteva compatire con un ampia gamma di derisioni tracotanti, i poveri fessi ancora convinti del fatto che su quel lino antico ci fosse l'impronta del Cristo. E le facce rilassate di negazionisti storici di mezzo mondo brillarono soddisfatte e un po sfottenti, come dire: lo sapevo.. Quando recentemente venne finalmente messo in dubbio questo risultato parziale, il messaggio era ormai passato e il pregiudizio aveva messo in serio pericolo, il giudizio dell'uomo illuminato e logico che vuol capire. Ma la realtà è che il test è stato effetuato quando le tecnologie applicabili a questo tipo di ricerca erano all'inizio, e con gravi vizi di forma. In oltre bisogna ammettere che per la sua storia, la Sindone ha avuto diversi tipi di contaminazioni che potrebbero aver compromesso un esito sereno di tali risultati, come ad esempio incendi, fumigazioni, compromissioni biologiche note e sconosciute, incalcolabili. Inoltre come sostenuto da più parti, ad esempio lo storico dott. Canfora ( strenuo difensore della tesi del manufatto medievale) il quale: ""concorda (...) sulla inattendibilità dell'esame con il carbonio 14, che colloca l'origine del manufatto nel Medioevo: "(...) il carbonio 14 per oscillazioni di tempo brevi è, più che inattendibile, inutile. Serve a stabilire se una certa selce è del Pleistocene o dell'Età del ferro. Ma per oggetti come la Sindone o il Papiro di Artemidoro affidarsi all'esame del carbonio 14 è ridicolo"."" Quindi o si effettua nuovamente il test e si stabilisce un criterio valido per effettuarlo, senza cadere negli inghippi che annullano il risultato di quello precedente, o basta, non si annoveri più tale misurazione tra le prove addotte da chiunque sostenga la tesi medievalista. Piuttosto se ne discuta esclusivamente a livello storico. Chi continua a farlo come i lestofanti per il controllo delle affermazioni sul paranormale, INGANNA SAPENDO DI FARLO! La cosa abominevole e odiosa è però che molti scienziati, in primis quelli del CICAP, sanno queste cose ma continuano a far finta di niente, o peggio a mentire, cadendo nella stessa miopia fuorviante tipica proprio dell'atteggiamento fideistico che vorrebbero combattere, dimostrando una volta di più (ove necessario) la propria inadeguatezza nell'ergersi a misuratori delle cose, obiettivi svelatori di misteri. Esiste qualcosa di peggio di chi in nome della ragione e della verità inganna sapendo di farlo, o presenta i fatti nell'ottica parziale delle proprie convinzioni, per giungere forzatamente proprio a quei risultati voluti in partenza? Per questioni di principio lo squallore che emana da questa vicenda è disdicevole e la bassezza di tale raggiro è spregevole. Con questo non si sta dicendo che la Sindone è sacra o magica, me ne sbatto di cosa rappresenta, ma sappiate che se volessimo far di conto e calcolare le probabilità del fatto che sia autentica e che l'uomo ritratto su di essa sia Gesù di Nazaret.. beh sono davvero molto, mooolto elevate. Seriamente. Ad oggi poi un nuovo elemento è saltato agli occhi degli esperti. Infatti come già notato anni fa, esiste l'immagine delle lettere di un probabile cartiglio, collocato sulla sindone, di cui nessuno vi ha mai parlato. Oggi finalmente la dottoressa B. Frale, esimia ricercatrice, Officiale responsabile degli Archivi Vaticani, ha finalmente aperto una nuova era nello studio storico del lenzuolo più famoso del mondo, traducendo quei pochi brani del probabile cartiglio che giacque sul telo di lino, che ossidatosi col tempo, subendo probabilmente lo stesso fenomeno sconosciuto che impressionò l'immagine della Sindone, lasciò la sua impronta. Secondo la dottoressa Frale (come scritto nel libro "La Sindone di Gesù Nazareno") queste scritte sarebbero l'impronta di documenti per l'identificazione della posizione burocratica della salma, che se autenticate, indubbiamente collocherebbero il lenzuolo all'anno 30 D.C., confermando che al suo interno si trovò il corpo di Gesù Cristo. Tutto combacia. Le scritte sarebbero in latino, ove porterebbero il "visto" del governatore romano riguardante il verdetto del Sinedrio, il quale scritto in aramaico conterrebbe proprio l'accusa di sobillazione del popolo imputata a Gesù. In greco invece sarebbero state riportate le disposizioni legali religiose per il trattamento della salma, la quale a causa del delitto commesso, avrebbe dovuto riposare per un anno in un sepolcro pubblico, per purificarsi e poter essere ospitato in seguito nel sacro sepolcro di famiglia. Molti personaggi a livelli trasversali non accettano tali conclusioni, farfugliando di lettere invisibili ed errori grammaticali; fatto sta che a livello storico, tutto sembra più che plausibile. In fatti le 3 lingue erano quelle parlate in Palestina a quei tempi, sotto il dominio dell' Impero Romano all'epoca di Tiberio. Le disposizioni legali burocratiche e l'ipotetico cartiglio , probabilmente applicato al sudario da un ufficiale romano dello Stato Civile , corrispondono a plausibilità storica, e la data del 30 D.C. è quella più verosimile per la morte storica di Gesù. Perchè allora se a livello scientifico tutto punta verso l'autenticita del lenzuolo, e a livello storico tutto sembra richiamare la figura di Gesù Cristo il Nazareno, ancora si esclude scientificamente la possibilità che lo sia? Perchè taluni scienziati si affannano ancora a confutarne le certezze, piuttosto che a confermarne gli elementi peculiari? Di cosa si ha paura??
Uno dei pochi ricercatori sereni è proprio uno della primissima ora, ed è forse il più preparato scienziato che abbia studiato a fondo la Sindone. Questi è il dott. Baima Bollone, docente di Anatomopatologia all'Università di Torino. Egli sostiene che la così detta Sindone è: un lenzuolo funerario che è stato messo sotto il cadavere, poi adagiato sopra e chiuso ai piedi. Se ne vede l'immagine del lato superiore ed inferiore. E' certamente l'immagine di un cadavere. E' la posizione di rigor mortis di un uomo crocifisso, presentante un ampia lesione sul costato da cui è fuoriuscito sangue dopo la morte. Quando ancora vivo deve aver subito diverse lesioni da flagellazione e l' imposizione di un casco di spine sul capo. Per la posizione dei chiodi nelle membra, 'inchiodamento è quello tipico della crocifissione romana. L'uomo a cui appartiene il cadavere era snello, alto e di tipo semitico. Il sangue è vero sangue umano: non è un dipinto, non è un falso. Baima Bollone sostiene che la riproduzione di Garlaschelli, "che è stata così pubblicizzata recentemente" è grossolana, e non riporta le principali caratteristiche peculiari del lenzuolo originale. Infatti sul lenzuolo esiste un divario tra le macchie di sangue e le immagini corporee. Ovvero le macchie di sangue vitale sono state versate prima della produzione delle immagini (come già spiegato in precedenza infatti, al di sotto delle macchie di sangue non vi è traccia delle immagini). Per di più esiste una discrepanza topografica tra le macchie e le immagini: man mano che ci si allontana dal centro del lenzuolo verso la periferia, le macchie ematiche presentano un allargamento, la classica deformazione da contatto, come raddrizzando una superficie curvilinea, mentre le immagini, del volto ad esempio, hanno una caratteristica proiezione lineare, oltre che tridimensionale: pur nascendo da una superficie "curvilinea" (quella del capo) non hanno tale deformazione. Questa enigmatica disposizione dei fattori rimane infalsificata (da Garlaschelli) ed al momento infalsificabile. Secondo l'esimio professore (che la sa lunga) la Sindone non è un manufatto, ma una realtà archeologica. In conclusione non vi sono certezze scientifiche sulla datazione e sull'identità dell'uomo della Sindone, ma tutti gli indizi logici indicano che, per lo meno storicamente, sembra davvero autentica. Le probabilità sono di gran lunga superiori a quelle richiamanti ad un'ipotesi di falsificazione medievale, a maggior ragione se considerato un manufatto. Capisco la frustrazione di Garlaschelli, del CICAP, e di tutte quelle teste d'uovo che vorrebbero distruggere ed eliminare il meraviglioso da questo mondo, e razionalizzare il mistero anche di questo oggetto. Ma non è certo con 4 stracci dipinti con sostanze disponibili nel XIV secolo, che si può spiegare un enigma come quello in questione, così come non si può eliminare l'ipotesi che esistano poteri psichici sconosciuti ed eventi metafisici reali per il fatto che nei loro laboratori non si possano provare scientificamente. La mentalità della negazione non paga in questo campo, e fino a quando il CICAP o chi per essi non si renderanno conto che il cosmo non è fatto a misura d'uomo, continueranno a prendere sonore cantonate come in questo caso. La scienza deve essere affascinante, ma soprattutto affascinata dal mistero, non porsi ad esso in posizione di pregiudizievole superiorità. Sciocchezze come questo esperimento verranno presto dimenticate, così come i protagonisti di questa storia, ma possiamo dire lo stesso del messaggio che hanno insinuato? Resta infinita tristezza per la mancanza d'umiltà, ma soprattutto per l'atteggiamento meschino, di chi pur avendo idea della meraviglia insita in certi fatti delle umane esperienze, preferisca temere l'ignoto anzichè percorrerlo nella sua avventurosa ricerca, e guadagnandosi con la paura il diritto di ergersi a giudice assoluto, inganna gli uomini, esaltando la propria cecità a virtù sublime.
Qui la puntata dedicata alla sindone di "Alle 9 in punto" programma radiofonico condotto da Oscar Giannino, che richiamato la mia attenzione sul caso.

01/09/09

PICCOLI GRANDI FRATELLI SPIONI


Capisco che la questione "scie chimiche" sia piuttosto controversa, e che le fazioni in gioco divetino ogni giorno più ostili vicendevolmente, e date le acerrime inimicizie di fondo spesso si sconfini in bassezze dialettiche, ma quello che sembra sia successo recentemente ad alcuni ricercatori indipendenti è davvero inquietante. Tal Francesco Sblendorio, sedicente membro CICAP e tamburino della cricca attivissima, è stato ripreso aggirarsi nei pressi dell'abitazione di un noto attivista anti scie chimiche in atteggiamento vistosamente losco, nell'apparente goffo tentativo di spiare, o comunque di violare la privacy dei suoi "nemici". In qualche modo la cosa potrebbe anche essere vista in chiave goliardica, ma in realtà c'è ben poco di scherzoso negli sforzi di una persona che si prende la briga di spendere tempo e soldi per rintracciare la residenza di un privato cittadino, affittare una macchina e percorrere centinaia e centinaia di chilometri per raggiungerla; una volta arrivato gli si piazza sotto casa e che con intenzioni poco chiare, di sicuro poco oneste, viene sorpreso a nascondersi nell'atto di spiare i movimenti di una persona che notoriamente viene da lui identificata come un avversario ideologico. Ora se ci fermassimo all'innoquo aspetto da secchione sfigato, comune a molti elementi di quel "clan", senza sapere le reali intenzioni di quel mattacchione di Sblendorio, potremmo semplicemente farci una risata sulla sbracata da fessacchiotto che beccato in flagrante, ha proprio la faccia di chi ha appena fatto una figura di sterco colossale su tutta la rete, isole comprese, ma in realtà la sensazione che rimane, analizzando tutti gli elementi della storia, è quella dell'inquietudine tipica data dell'elemento "impazzito" che travalica i confini del gioco, perde il contatto con la realtà, e prendendo tutto troppo sul serio trasforma una battaglia dialettica eterea, in un conflitto personale fisico. Davvero pericoloso, soprattutto data la motivazione necessaria per mettere in atto quello che avrebbe sempre dovuto essere solamente una spacconata a parole, e che solo grazie all'equilibrio dimostrato dalla parte offesa non è culminata in qualcosa di cui pentirsi. Forse non conosceremo mai il vero motivo di questa missione fantozziana, nè vogliamo tirare in ballo chi stà alle spalle dell'individuo sbrindellato in questione ( Attivissimo? addirittura il CICAP?), considerandolo il gesto folle di una cellula impazzita, ma è possibile che infuturo ne sapremo di più, visto che giustamente chi ha subito tale "aggressione" sembra voler sistemare le cose in tribunale. L'importante è che serva di lezione, per tutti, a dimostrare quanto possa essere facile a volte perdere il contatto con la realtà, in un mondo (internet) dove tutto è virtuale a parte le persone che ci stanno davanti, i loro diritti e la loro inviolabile dignità personale.

per il resoconto dettagliato ed il video comico di Sblendorio allo sbaraglio qui:

28/08/09

E-STATE CON NOI: NONNO ANGELA E I DEBUNKERS (premessa)


Proprio quando il caldo afoso è scusa sufficente per dimenticarsi delle cose serie ed uscire a farsi una nuotata od una passeggiata in montagna, i veri topi internettomani (e i precari squattrinati) sono tra i pochi che si rinchiudono al chiuso delle proprie celle in cerca di qualche fonte di svago per il proprio gulliver annoiato. I palinsestari lo sanno perciò farciscono le programmazioni televisive con i soliti vecchi film, o con le nuove porcherie semi fiction che non guarda nessuno, se non per distacco lobotemporale, e zàcchete, la Rai e nonno Angela saltano fuori la sera per addormentare quei pochi che restano davanti alla tv, con la solita propaganda razional-positivista travestita da pappetta pseudoscientifica innocua, condita di simpatiche curiosità da bocciofila. Nulla di male se non fosse che il volpone, insieme alla sua setta materialista, non pago di aver uniformato per sempre schiere di giovani menti, si è messo in testa di scendere in campo per debellare gli ultimi irriducibili dissidenti, fiancheggiatori della metafisica, disertori controculturali idiosincratici alle verità precotte della scienza del controllo sociale, denigratori dell'unicità storica, scettici del comune senso del verosimile. Eh sì, "sconfitti i maghi, sfidiamo i complottisti!" tuona il vecchio satrapo nichilista dalle patinate pagine cicappine, caricandosi di orgoglio e responsabilità nel (riempirsi le tasche e nel) voler liberare il mondo dalla nuova ed ultima frontiera della dissidenza ideologica, l'ultimo focolaio infetto in grado di mettere in dubbio il redditizio autoritarismo dogmatico positivista dilagante, ovvero il vero strumento di potere attuale per soggiogare le masse senza versare una goccia di sangue. Ormai era chiaro da un po'.. o sei con loro o sei contro. O accetti tutto quello che ti si dice, come te lo si dice, o sei psicotico. E' inutile cercare di sgusciare via da quest' incudine, il passo falso è sempre dietro l'angolo.. non sei propriamente convinto delle relazioni ufficiali dell'9/11? o sei vagamente scettico sull'assasino di JFK? oppure hai visto volare qualcosa di strano sopra casa tua che non dovrebbe esistere? sei un impagabile boccalone che crede alle fate e se non sei in grado di renderti conto di quanto sei insignificante di fronte alle certezze dell'AUTORITA', sei un presuntuoso ignorante sognatore. LA VERITA' E' UNA E UNA SOLA! se non l'accetti sei un nemico, e LORO allora ti sfidano! Inutile sottolineare qui quanto siano proprio la logica ed il ragionamento etico spesso a contrapporsi in totale equipollenza nelle comuni e condivise presunte verità dell'establishment di ogni categoria, in questioni in cui sovente non vi sono certezze matematiche, o dove la "scienza" non può (ancora) rispondere completamente ma pretende di farlo, con l'arroganza di nasconderlo. Probabilmente nelle persone esiste davvero una necessità di appartenenza ad un qualcosa di più grande, e se una volta il massimo comun denominatore era dio, ora lo è proprio la scienza, che per sedare i popoli è l'ideale, con la quale è facile creare nuove schiere di fedeli entusiasti: il Dogma infallibile del futuro. Non è un caso se Orwell e Huxley ambientarono le loro opere proprio nel nostro tempo, intuendo allora che lo scientismo atto al controllo sociale stava già prendendo piede. Il ragionamento è da sempre nemico del dogma, ma proprio coloro che sventolano la bandiera della mentalità analitica, sono diventati i primi ad essere succubi della propria beata (e beota) ciecità. Paradossalmente è stata proprio la fiducia nel ragionamento logico a far sì che le menti smettessero di ragionare, confidando nel fatto che qualcuno già lo fa per loro. Siamo diventati depositari delle verità televisive, prestampate, precostituite. Per ogni evento esiste una "versione ufficiale", che sott'intende essere quella raccomandabile, più che l'unica, vera e giusta. Ma contiuamente l'uomo saggio deve dubitare, la storia lo insegna da sempre, e là dove s' intuisce la menzogna, là si deve lottare. Il dubbio legittimo stimola l'uomo a non accontentarsi di una sicurezza preconfezionata di comodo, ma nasce per il desiderio di poter godere della pace di una certezza autentica, che annienti il naturale sospetto che l'uomo libero deve avere nei confronti del potere atto a controllarlo, che per sua natura è spesso ingannevole, prevaricatore e disonesto. Di contro esiste una pulsione davvero curiosa: l'immotivata gioia di chi senza riuscire a godere del frutto del potere ne ingrassa comunque la ruota, giustificandosi per esigenza intellettuale, quasi a legittimare la propria codardia nel rinunciare a combattere la menzogna. Per non sentirsi semplice nullità servile e compiacente o non tollerandolo nell'intimo, lascia allora che scaturisca l'arroganza di chi si crede di essere dalla parte infallibile, forte, deridendo e denigrando chi combatte per la ricerca del vero, quand'anche non ce ne fosse bisogno. Eccole le ultime ruote del carro, i tamburini (coloro che, sacrificabili, nelle battaglie antiche avanzavano armati di soli tamburi e spesso venivano uccisi per primi) del dogma scientifico, i servi innati del potere, la cui unica soddisfazione è combattere qualsiasi elemento alternativo, proprio perchè diverso. Ecco perchè chi non è allineato diventa un paranoico complottista, agli occhi terrorizzati di chi non osa neanche immaginare di quanta paura avrebbe se i dogmi sui quali ha basato la propria vita risultassero fittizi. Il debunker (quello italiano "debunkeretto" per la sua tristezza) trasforma la propria condizione di codardia e debolezza in forza, nel momento in cui si schiera con l' Autorità, fino a sentirsene paladino. Estate rovente di guerrilla dialettica tra complottisti e debunkeretti quindi.. Attivissimo che si scopre verginella offesa e rifiuta l'improbabile offerta di Mazzucco a collaborare, nonno Angela che le spara grosse.. oooohhhh..... benvenuto settembre!