12/03/10

ANTIKYTHERA: COMPUTER DI 2000 ANNI FA


Certo la parola "computer", per l'accezione comune attuale è un po' esagerata, ma se la s'intende come computatore, esecutore di calcoli, ebbene il meccanismo di Antikythera può godere a pieno diritto di questa definizione. La storia di questo sbalorditivo manufatto tecnologico antico di 2000 anni, per chi non la conoscesse, esce dalle tenebre dell'oblio nel 1900, quando alcuni pescatori di spugne s'imbattono in un relitto greco/romano, nelle acque del Mar Egeo, ad Antikythera appunto, nelle vicinanze dell'isola Symi. Tra i vari tesori recuperati spunta questo bronzeo insieme d'ingranaggi, completamente corroso dal tempo e dal mare, di cui si contano i frammenti di ben 82 meccanismi. Le autorità greche per la conservazione dei beni culturali affida il tutto ad un museo, ma è grazie a Derek J. de Solla Price, visionario scienziato, se si comprende gradatamente il potenziale sbalorditivo dell'oggetto. Il meccanismo viene ripulito e studiato per decenni, nei quali pian piano viene fuori tutta la sua incredibile anacronisticità. Ovviamente grazie agli esami effettuati in questi ultimi anni, operati con tecnologie informatiche impossibili in passato, è venuta fuori una verità che per decenni l'accademia archeologica ha strenuamente temuto e combattuto. Il meccanismo di Antikythera è un oggetto che non dovrebbe esistere, poichè è un sofisticatissimo insieme di ingranaggi la cui precisione supera quella di qualsiasi orologio svizzero moderno, e che in più oltre ad indicare l'ora era usato per predire qualsiasi eclisse o qualsiasi altra data importante, come le Olimpiadi. In più fungeva da bussola assoluta, potendo rilevare la propria posizione o direzione, prevedendo alla perfezione il posizionamento nella volta celeste di tutti gli astri principali, arrivando addirittura a Giove e Saturno. Si noti bene che il primo e primitivo astrolabio, molto più semplice e meno preciso, spunterà alla fine del medioevo nei paesi arabi. Una perfezione simile si otterrà solo nel XVI secolo grazie a Leone Africano. Oscura è la paternità dell'oggetto di Antikythera: c'è chi dice sia opera di Ipparco di Nicea, chi invece lo attribuisce ad Archimede, basandosi su una citazione di Cicerone il quale attribuisce al genio di Siracusa un'invenzione riconducibile all'oggetto in questione. I misteri relativi al meccanismo sono molti. Ad esempio non esistono altri ritrovamenti analoghi, da nessuna parte: il chè suggerisce che non poteva trattarsi di uno strumento di uso comune tra i navigatori, anche perchè la sua unica moderna complessità è talmente sconvolgente, che qualcuno ha paragonato il suo ritrovamento a quello ipotetico di un motore jet nell'antico Egitto. Lasciando perdere assurde analogie speculative il meccanismo di Antikythera è comunque considerabile una OOPArt, forse il più significativo oggetto fuori posto, dal tempo giusto in cui avrebbe dovuto essere. Chissà quali altre mirabili invenzioni antiche si sono perse per sempre, inghiottite dai mari, o consunte nelle profondità terrestri, di cui ignoreremo per sempre l'esistenza, come sarebbe stato anche per il famoso meccanismo, se solo avesse passato ancora qualche secolo in acqua. Invenzioni impossibili, geniali tracce rivelatrici di un'antica sapienza, civiltà intere che giacciono ignote alla nostra idea di storia, ordinata e redatta in maniera univoca e forzata alla logica dell'uomo dell'era attuale. Per fortuna la provvidenza ama tirare giochi sinistri alla tronfia arroganza del faustiano scientista moderno, e a noi resta l'orgoglio di vederlo annaspare nelle contraddizioni di arzigogolate teorie giustificatrici, nella serenità intellettuale dell'uomo che sa di non sapere.

1 commento:

antonio ha detto...

Oltre che in Grecia ne è stato trovato uno simile in Sardegna ad Olbia.