Lo scettico non sempre approfondisce; il complottista spesso esagera. COME FARE? SCIENZA, INFORMAZIONE, MISTERO, UFO, PARANORMALE, FENOMENI SCONOSCIUTI, scie chimiche, archeologia e tutte LE MISTERIOSE CONTRADDIZIONI di questo mondo. Ricerco al fine di offrire un'informazione seria e verificata il più possibile, su ciò che la scienza ancora non vuole o non riesce a comprendere completamente. Ovviamente è il mio punto di vista, e mi aspetto che tu dica la tua. BENVENUTO
Le cifre parlano di 1.000 tombe e più di 3.000 siti, oltre alle 17 piramidi nascoste, trovate sotto la sabbia egiziana, grazie ad un potentissimo satellite ad infrarossi. Se la fonte non fosse la BBC ci sarebbe da dubitare, ma d'altronde, diversamente dai soliti luoghi comuni positivistici, gli esperti sanno che la maggior parte dei reperti antichi è ancora nascosto sottoterra.
A giungere a questi brillanti risultati è stato un team dell' University of Alabama, Birmingham, negli USA, dove l'egittologa Dr Sarah Parcak e i suoi collaboratori hanno fatto in grande quello che in piccolo alcuni appassionati di archeologia sono riusciti a fare recentemente con il ben più modesto Google Earth, ovvero scoprire resti di antiche costruzioni con il satellite. Come detto la differenza sta nel fatto che per la prima volta si è usato a fini archeologici un potentissimo satellite infrarosso, il quale è in grado di scrutare sotto terra con grandissima precisione. Le scoperte sono state annunciate in seguito ai primi riscontri sul campo, che dopo i primi scavi di conferma sono assolutamente promettenti. Fantastico davvero, certamente meno romantico del classico rebus da risolvere all'Indiana Jones, ma il satellite si sta rivelando come potenziale moltiplicatore di tesori archeologici, dai quali oltre ad oggetti e costruzioni, sgorgheranno copiose nuove pagine di storia antica, grazie alle quali magari si potranno chiarire alcuni dei tantissimi dubbi che ancora rendono il nostro passato remoto un mistero.
Qui trovate l'articolo in inglese in cui il nostro Awass giustifica la sua scelta di lasciare (finalmente) il suo posto di mega presidente assoluto per le antichità egizie, o meglio Minister of State for Antiquities Affairs. Se a lui si devono grandi scoperte nel segno di un'indubbio amore sacro per l'Egitto e la sua storia, bisogna anche dire che la sua politica archeologica è sempre stata univocamente diretta alla tutela del patrimonio quanto al pestigio personale. Spesso è stato accusato da più perti di pilotare gli scavi e le ricerche a proprio piacimento, negando senza apparenti motivi progetti utili alla comprensione dei veri misteri di Giza, come ad esempio l'inspiegabile rottura con Rudolf Gantenbrink, il quale con i suoi robottini era riuscito a trovare delle stanze segrete alla fine dei 2 condotti di areazione della Camera della Regina. A rigor di logica avrebbe potute essere la scoperta archeologica del secolo, sapere cosa c'è dietro quei sigilli di granito avrebbe forse permesso di comprendere la funzione della Grande piramide, ma Hawass negò dieci anni or sono qualsiasi esplorazione ulteriore, lasciando con l'amaro in bocca tutti gli appassionati di archeologia del mondo. Perchè decise in tal senso? Mistero più assoluto. I suoi amici saranno tristi, anche perchè in quel casino terrificante che è la gestione dei siti egiziani, lui era davvero in grado di muoversi a suo agio, ed in fondo è sempre stato impeccabile nel proteggere l'incalcolabile tesoro egizio, ma molti altri archeologi ed appassionati saranno emozionati all'idea di poter sperare finalmente di riuscire ad avere i permessi per scavare, la dove Hawass non avrebbe mai permesso. Certo il momento è il peggiore possibile, visto che nel disordine in cui è piombato l'Egitto. Se volete capire meglio leggetevi l'articolo linkato all'inizio.
Pochi di voi conosceranno il nome di Thomas Sankara, detto "il Capitano Sankarà" o il Chè Guevara dell'Africa. Egli fu probabilmente l'ultimo vero rivoluzionario del continente nero, il quale battutosi autenticamente per il miglioramento della condizione sociale ed economica del suo popolo, salito al potere in Burkina Faso nel 1982, per primo parlò della cancellazione del debito, rifiutandosi di collaborare con le potenze straniere per perpetrare i traffici neocolonialisti, pagando per questo con la morte. Diversamente dai proverbiali dittatori africani, fantocci sanguinari collocati qui e là dagli Usa e dagli altri stati imperialisti, ispirandosi ai rivoluzionari filo marxisti sudamericani e a personaggi come Fidel Castro, provocò per qualche anno un forte sentimento anticolonialista ed indipendentista in tutta l'Africa sub sahariana, attirandosi le ire di tutti quegli speculatori che da secoli si accaparrano e si spartiscono, le immense ricchezze africane in cambio di miseria e davastazione.
Come detto Thomas Sankara era un rivoluzionario di ispirazione marxista, e se oggi appare come un eroe sognatore un poco ingenuo, vista la realtà dei fatti e gli sviluppi storico-economici degli ultimi vent'anni, in realtà durante la guerra fredda per il blocco capitalista ha rappresentato una minaccia considerevole, capace di diffondere oltre all'emancipazione anticolonialista, il seme pericoloso del comunismo nel continente africano, da sempre terra ignorante e fertile per facili entusiasmi estremi.
Le sue parole però suonano più attuali che mai, viste le recenti sommosse popolari in Tunisia , Egitto e Libia: le prime forse di una lunga lista di pseudo dittature filo occidentali, che pagano per la propria condotta, visto che della repressione hanno fatto la loro politica sistematica. I popoli africani non possono che ribellarsi nel nome del pane, della libertà e della giustizia, e la rivoluzione che per secoli è stata scongiurata, prima o poi si paleserà. I poteri internazionali ne hanno solamente sfruttato le risorse per secoli, designando il Continente Nero a discarica mondiale, dove poter sperimentare ogni genere di sopraffazione e speculazione: sociale, politica e sanitaria, gettandoci poi tutte le scorie del mondo "libero". L'uomo per quanto ignorante, non può sopportare a lungo una situazione reprimente, non può fare altro che lottare per la propria sopravvivenza e ribellarsi, e il momento per gli africani potrebbe essere giunto, visto che ormai la consapevolezza è stata raggiunta. Colpa o merito di Internet? Il progresso comunque non si può fermare, il vaso di Pandora ormai è aperto, resta solo da sperare che le acerbe popolazioni derubate della loro storia non vengano riorganizzate nei soliti estremismi, perseguendo politiche autarchiche e vendicative, rinnegando gli ideali della rivoluzione. Gli equilibri sono destinati a modificarsi, il vecchio agonizza chiudendo in fretta e furia le frontiere, mentre il nuovo è alle porte, desideroso di prendersi il posto che gli spetta; ma il potere, quello vero, certo non starà a guardare con le mani in mano.. Futuro incerto, dalle ombre scure e dalle mille aspettative.. è sempre questione di punti di vista.