07/03/11

ZAHI AWASS LASCIA: UN ALTRO DITTATORE SE NE VA



Qui trovate l'articolo in inglese in cui il nostro Awass giustifica la sua scelta di lasciare (finalmente) il suo posto di mega presidente assoluto per le antichità egizie, o meglio Minister of State for Antiquities Affairs. Se a lui si devono grandi scoperte nel segno di un'indubbio amore sacro per l'Egitto e la sua storia, bisogna anche dire che la sua politica archeologica è sempre stata univocamente diretta alla tutela del patrimonio quanto al pestigio personale. Spesso è stato accusato da più perti di pilotare gli scavi e le ricerche a proprio piacimento, negando senza apparenti motivi progetti utili alla comprensione dei veri misteri di Giza, come ad esempio l'inspiegabile rottura con Rudolf Gantenbrink, il quale con i suoi robottini era riuscito a trovare delle stanze segrete alla fine dei 2 condotti di areazione della Camera della Regina. A rigor di logica avrebbe potute essere la scoperta archeologica del secolo, sapere cosa c'è dietro quei sigilli di granito avrebbe forse permesso di comprendere la funzione della Grande piramide, ma Hawass negò dieci anni or sono qualsiasi esplorazione ulteriore, lasciando con l'amaro in bocca tutti gli appassionati di archeologia del mondo. Perchè decise in tal senso? Mistero più assoluto. I suoi amici saranno tristi, anche perchè in quel casino terrificante che è la gestione dei siti egiziani, lui era davvero in grado di muoversi a suo agio, ed in fondo è sempre stato impeccabile nel proteggere l'incalcolabile tesoro egizio, ma molti altri archeologi ed appassionati saranno emozionati all'idea di poter sperare finalmente di riuscire ad avere i permessi per scavare, la dove Hawass non avrebbe mai permesso. Certo il momento è il peggiore possibile, visto che nel disordine in cui è piombato l'Egitto. Se volete capire meglio leggetevi l'articolo linkato all'inizio.

1 commento:

RacingPolitics ha detto...

credo che abbia fatto malissimo ad andarsene! insomma ora l'egitto piu che mai ha bisogno di una persona che tuteli quei capolavori di storia